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SANTI CARDELLA - Un catinazzu

Un catinazzu                    Un catenaccio

 

’Nt’o Curtigghiu du Palluni               Nel Cortile del Pallone

c’è cummari Santaredda                    c’è comare Santarella

c’avi a cusiri un buttuni                     che ha bisogno d’un bottone

pi chiurìrisi a faredda.                                    per fissare la camicia.

“A chi artizza fazzu ’u bucu?”           “A che altezza fo’ l’occhiello?”

- s’addumanna prioccupata -,           - si domanda preoccupata -

“troppu àvutu, m’affucu,                   “troppo in alto, e poi mi affogo,

troppu bassu: chi sbriugnata!             troppo giù: che svergognata!

Ch’havi a diri ’a za Vicenza              Che dirà la zia Vincenza

quannu viri i panni stisi?                    quando osserva i panni stesi?

Chidda sputa ’a so’ sintenza              Quella dà la sua sentenza

dintra e fora du paisi!”                       dentro e fuori dal paese.

Pi sarvari lu me nomu                        Per proteggere il mio nome

di la genti assai curiusa                      dalla gente assai curiosa

ci addumannu a lu me omu:               ora interrogo il mio uomo:

“ ’a faredda aperta o chiusa?”           la camicia aperta o chiusa?”

E scummogghia li cucuzzi                 E nel dirlo scopre i seni

accussì, senza ’mmarazzu                   con candor, senza imbarazzo.

A iddu lucinu l’ucchiuzzi                  Lui strabuzza gli occhi, pieni

e cumanna: “un catinazzu!”               e comanda:”un catenaccio!”

 

 Santi  Cardella

 

Biografia: http://www.messinaweb.eu/homepage/le-nostre-iniziative/arteincentro/2016/artisti-partecipanti/item/3079-santi-cardella.html

 

 

c ardella

Ultima modifica il Lunedì, 10 Ottobre 2016 10:20
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