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A Barcellona e a Pozzo di Gotto si lavora per il Venerdì Santo.

 - di Marcello Crinò -

A Barcellona e a Pozzo di Gotto fervono i preparativi in vista delle due processioni del Venerdì Santo, ed emergono le criticità e i problemi esistenti da anni e mai risolti. Le “varette”, i gruppi statuari che percorreranno la città, sono in parte custodite nelle chiese e in parte nei magazzini, luoghi certamente non adatti per queste opere delicate realizzate in cartapesta.

Il Pretorio di Pilato P1010781

A Pozzo di Gotto, secondo le notizie che abbiamo raccolto, stanno in magazzini di proprietà della chiesa, mentre a Barcellona in magazzini privati, per i quali si deve pagare un canone di affitto. Durante le ricognizioni periodiche delle “varette” nei magazzini, una di queste è stata trovata rosicchiata dai topi. Si è provveduto per tempo a mandare le statue alla ditta di Lecce che le aveva realizzate nel 1981. Si tratta del “Pretorio di Pilato”, neanche a farlo apposta è la più nuova delle “varette” di Barcellona. Purtroppo i restauratori hanno riscontrato all’interno delle statue  nidi di topi, e la bonifica e il restauro ha comportato più tempo del previsto. Molto probabilmente non sarà presente nella processione.

Il problema del restauro, assieme alla necessità di trovare un luogo adeguato dove custodire ed esporre ai fedeli le “varette” che non stanno in chiesa, mette in agitazione ogni anno i patrocinatori dei gruppi statuari, che chiedono da tempo l’istituzione di un “Museo delle varette”, dove sistemare degnamente quelle abitualmente custodite nei magazzini, integrandolo con le foto di tutte le altre, corredate da schede esplicative. Quello che sostanzialmente è stato fatto nel bel libro pubblicato nel 2015 dall’Editore Giambra, con testi di Gino Trapani, Andrea Italiano e foto di Antonino Il Grande, che in tal modo hanno messo un punto fermo sulle due processioni del Venerdì Santo. Nel tempo sono stati ipotizzati vari luoghi, alcuni degni di attenzione, altri meno. Intanto l’assessore Ilenia Torre, intervenendo nel corso di una mostra sul Venerdì Santo nell’auditorium San Vito, ha comunicato che l’Amministrazione Comunale ha già identificato un’area dove poter realizzare il Museo, e si tratta dell’ex Mercato ortofrutticolo di Nasari da trasformare opportunamente.

I patrocinatori delle “varette” chiedono anche un maggiore interessamento da parte delle Istituzioni competenti per la valorizzazione e il restauro dei gruppi statuari. Ribadiamo ancora una volta, perché ci sembra che questo aspetto sia stato finora sottovalutato, se non dimenticato, che la doppia processione del Venerdì Santo è stata iscritta nel Registro delle Eredità Immateriali della Sicilia (Gazzetta Ufficiale della Sicilia del 9 maggio 2014, pp. 38- 44), e questo significherà senz’altro qualcosa! L’iscrizione nel R.E.I. probabilmente dovrebbe favorire la valorizzazione e il finanziamento volto al restauro delle “vare” e alla salvaguardia della sacra rappresentazione. Ma bisogna attivarsi affinché questa importante tradizione venga mantenuta nelle sue caratteristiche peculiari e non vada perduta travolta dalla mancanza di risorse. 

Ultima modifica il Martedì, 11 Aprile 2017 07:11
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