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Breve storia del borgo di Montalbano Elicona dalle origini ai tempi moderni-con particolare rilevo al federiciano di Giovanni Albano. - V parte.

 

    IL MEDIOEVO

   Nel  VI sec. la Sicilia era ancora presidiata dalle forze  bizantine ed il governo civile affidato ad un pretore nominato da Costantinopoli . Vi erano non pochi conflitti tra governo e papato. Dalle lettere di Papa Gregorio I ai Vescovi siciliani si recepisce quanto difficile  fosse il compito di difendere le giurisdizioni del clero ubbidienti al papato.  In diverse note a firma di Papa Gregorio, inviate al governatore bizantino della Sicilia, si preme affinché venga inviato il quantitativo di grano richiesto a Roma. È infatti certezza che  a causa dei disaccordi tra governo bizantino e papato, in merito allo sfruttamento delle risorse della Sicilia, si sia venuto a creare un commercio clandestino di grano, con passaggi che avvenivano proprio per le vie  francigene del montalbanese.

    Da altra epistola del Papa datata 593 inviata al vescovo di Tindari, si rivelano aspetti non immaginabili  in merito a pratiche, ritenute ai tempi eretici, espletate  sulle alture di Montalbano e colli vicini, in una visione d’insieme di aspetti  culturali e religiosi in antitesi con i dettami del papato.

    Altro fenomeno da considerare sono le comunità formate dai monaci Basiliani in piena espansione durante la dominazione bizantina. Conventi  Basiliani si erano impiantati nelle frazioni del montalbanese ed esattamente nel passo di S. Nicola e quelli al Monacale nella frazione di Pellizzaro. I conventi Basiliani in Sicilia erano fuori dal centro abitato ed erano un esempio  di riordinamento e pianificazione agraria e ammodernamento di viabilità  inerente  i centri agricoli.  Queste realtà di isole di organizzazione agricola, darà luogo nel tempo, al sistema feudale.

    Durante la dominazione bizantina la Sicilia non ha certo goduto di prosperità, essendo sempre coinvolta nelle divergenze politiche ed amministrative  tra il governo di Bisanzio e del papato. Ai siciliani venivano imposte tassazioni esasperate  sia dal governo bizantino che dal Papa e buona parte della tributi versati serviva a mantenere gli eserciti sia di Bisanzio che delle truppe mercenarie del Vaticano. Le condizioni  di vita degli abitanti risultano alla fine molto penalizzate e idee di  divisioni scismatiche prendono sempre più voce. Nell’ 827 a seguito della ribellione di Eufemio da Messina inizia la presenza araba in Sicilia.

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