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- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Piazza Armerina, Suoni e Luci nella magica atmosfera della storica Villa del Casale a Piazza Armerina, il 18 agosto. Suoni e Luci è un progetto che riporta la villa romana alle originali suggestioni con la presenza di musicisti all’interno della villa. Il tutto è reso suggestivo da un’illuminazione artistica realizzata appositamente per l’evento. In programma l’Ensemble Barocco di Messina, quintetto d’archi e clavicembalo su musica strumentale tra ‘600 e‘700.   Il progetto è realizzato con la collaborazione dell’Orchestra da Camera di Messina.

Tra gli straordinari mosaici che rappresentano scene mitologiche e scene di vita quotidiana, scene di caccia, sempre realizzate in maniera molto vivida gli effetti luci creeranno atmosfere d’epoca, avvolgendo gli spettatori in un viaggio unico accompagnato dalle musiche di Johann Pachelbell (Canone), Antonio Vivaldi (Concerto in Sol Magg. “alla rustica” F. XI n° 11, Johann Sebastian Bach (Aria dalla suite in Re Magg) e Wolfgang Amadeus Mozart (Concerto per clavicembalo n.8 in Do Kv 246 “Lützow”.

L'”Ensemble Barocco” viene fondato a Messina nel 1985. Inizialmente nasce per eseguire musica barocca e poi negli anni ha ampliato il proprio repertorio, fino a spingerlo a quello contemporaneo.

La Fondazione Taormina Arte Sicilia presente nella programmazione di Anfiteatro Sicilia, la manifestazione culturale promossa dall’Assessorato regionale al Turismo, per l’evento Suoni e Luci della Villa romana del casale ha collaborato con il Polo Museale di Piazza Armerina, Polo Regionale di Piazza Armerina, Aidone ed Enna per i Siti Culturali, i Parchi Archeologici della Villa del Casale e di Morgantina, la Soprintendenza di Enna, il Comune di Piazza Armerina e i Beni culturali.

Info:

Costo € 10,00

Biglietti in prevendita su: www.boxol.it  o www.ctbox.it .

Punti venditi sul territorio Boxoffice.

In loco un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

www.taormina-arte.com

tel. 391.7462146

- di Giuseppe Messina -

   “40 morti, ma altre persone sono ancora disperse, 700 sfollati sono gli abitanti delle case sotto il ponte. La tracotanza criminale dell'uomo senza argini. Il mito fasullo dell'eternità del calcestruzzo è tragico. La tracotanza di costruire il ponte su case abitate da tantissime famiglie. La tracotanza in greco antico: βϱις, (hýbris) è un tema ricorrente della tragedia greca e della letteratura greca, La Hybris è la costante di ogni potere che ha perso il senso razionale del limite in nome di Mammona, il sanguinario, insaziabile dio denaro, il profitto”.

IL PONTE MORANDI

 

   Questo è quanto ha scritto sulla sua pagina Facebook il mio amico Santi Puglisi, docente di materie letterarie, molto colto ed impegnato socialmente, ed i suoi numerosi interventi lo dimostrano ampiamente.

   Forse, senza aver sentito, dalle notizie televisive le dichiarazioni della “Direzione della Società Autostrade”, non avrei scritto questo articolo; comunque, dopo avere letto lo scritto del mio amico il forse non esiste più. Anche perché mi è tornato alla mente un episodio della metà degli anni ’80 quando un signore aveva pensato di costruirsi una casetta nel proprio terreno nei pressi dello svincolo dell’autostrada. Si badi bene: lo svincolo. Per il fatto che la distanza, unilateralmente stabilita, dal confine di pertinenza dell’autostrada in 60 metri era di pochissimo inferiore, la direzione dell’Ente, ha dichiarato guerra al pover’uomo adducendo che assolutamente la distanza doveva essere rispettata al millimetro.

   “Ma come può essere – andava dicendo il malcapitato – che l’autostrada attraversa la città passando sulle case di tante famiglie ed io non posso costruire nel mio terreno che, mi pare evidente, si trova abbastanza lontano dall’autostrada?”

   Già, com’è possibile? Naturalmente, quando è la tracotanza del potere a dettare le regole, queste non possono essere uguali per tutti.

   E dopo questa sottolineatura andiamo alle dichiarazioni della dirigenza dell’Ente Autostrade che abbiamo sentito nei vari servizi televisivi: ha dichiarato che i ponti delle autostrade sono tutti controllati continuamente e per la loro messa in sicurezza sono spesi un miliardo di euro l’anno. Così dicendo, naturalmente, questi signori si tirano fuori da ogni responsabilità per la sciagura di Genova. Dunque la loro tracotanza gli permette di pensare che i genovesi, i cittadini italiani che non hanno la loro stessa tracotanza siano tutti dementi!

   Mi dispiace, e credo dispiaccia a tantissimi, che nessun cronista o commentatore abbia avuta la prestanza di riflessi per rispondere alla “Direzione Autostrade” che, se il ponte Morandi è crollato, evidentemente non era monitorato come avrebbe dovuto essere e che il miliardo di euro non basta per tenere in sicurezza i ponti di loro competenza.

   Credo che questo nuovo governo, se vuole dimostrare di essere veramente nuovo, debba fare in modo che gli italiani capiscano che il vecchio sistema è finito e che si vuole cominciare tutto d’accapo, isolando i tracotanti che tanto hanno nociuto a questo paese. Certamente ci vorrà del tempo, ma questo gli italiani lo sanno, come sanno che la casta dei vili pronti all’imboscata è già al lavoro, dal momento che non sono disposti a rinunciare alla bassa, ricca mangiatoia alla faccia del popolo sovrano.

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Un particolare ringraziamento all’autore o agli autori, che non conosciamo, della foto che abbiamo preso da Internet.

- Di Giuseppe Messina -

   L’invito di Melo Freni, è sempre bene accettato, un caro amico che conosco da circa cinquanta anni, anche se, per questione di distanza geografica, non ci si vede che poche volta l’anno.

   Melo Freni, che d’estate si trasferisce da Roma a Terme Vigliatore in provincia di Messina, è una di quelle personalità, come, a volte diceva mio padre, in fase di estinzione, prima di tutto perché è un galantuomo come pochi e poi perché si tratta di uno dei più importanti scrittori italiani, anche regista, direttore artistico di grandi teatri e, innanzi tutto giornalista della Rai e direttore e conduttore di importanti programmi culturali come “TG L’UNA” ed altri, ma per me egli è anche filosofo.

   “Vengo in compagnia di Peter Ciani – gli avevo annunciato per telefono – È qui in ferie da pochi giorni. So che ti farà piacere rivederlo”.

A CASA DI FRENI

   È stato un piacere aver fatto incontrare due vecchi amici concittadini come Melo e Peter, uno, come tutte le estate, arrivato da Roma e l’altro dall’Australia dove diversi decenni fa ha portato il canto all’italiana esercitando eccellentemente la professione di cantautore.

   Se Melo Freni aveva lasciato la Sicilia per Roma, Peter Ciani, come si ha avuto modo di scrivere in altre occasioni, è partito, ancor prima, per l’Australia all’età di sedici anni, (si chiamava Pietro Cicciari), abitava nella frazione Gala del comune di Barcellona Pozzo di Gotto, a circa trecento metri da casa mia. Ricordo che spesso passando davanti la sua abitazione sentivo un piacevole suono di fisarmonica. Un suono che ad un certo punto non ho più sentito: Pietro era andato via da Gala per frequentare accademia del canto di Roma diretta dal Maestro napoletano Antonio Capodanno e presieduta dal valentissimo Maestro Michele Galvieri, autore di tante bellissime canzoni classiche italiane. Il metodo era il “Bona” che è il metodo più conosciuto in Italia, in chiave di violino trasportato in sei tonalità.

A CASA DI MELO FRENI

   Dopo aver studiato con grande passione e ottenuto straordinari risultati si è recato in Australia per la sua prima tournée di cantante dalla piacevole voce di tenore, con il nome d’arte di Peter Ciani. Il suo successo è stato fulmineo, grandioso e continuo che dura fino ai nostri giorni, come cantante e come autore di numerose canzoni, per se e per altri artisti tanto che non gli è venuta voglia di fare ritorno in Italia.

   Come convenuto, alle 19,30, con il musicista italo-australiano Petere Ciani e le nostre rispettive signore siamo stati ricevuti personalmente da Melo Freni che, subito dopo ha telefonato in rosticceria per far portare degli arancini, così come aveva promesso per telefono. Il vino mi sono permesso di portarlo personalmente del mio mentre Peter Ciani ha pensato giustamente di portare i gelatini “da passeggio”.

A noi si è unito il poeta Isidoro Aiello, che era arrivato prima e, Melo ha insistito perché rimanesse. Ed è successo che una visita di cortesia si è trasformata in una serata dallo sfondo culturale. D’altro canto con personaggi come Melo Freni, Peter Ciani ed Isidoro Aiello non poteva essere diversamente. Non sono mancati i ricordi di attività ed eventi vissuti come la partecipazione di Peter, come attore, nell’opera teatrale “L’ultimo rogo”scritta e diretta da Freni. Un rivangare piacevole, ma nello stesso tempo, consciamente o inconsciamente, come spesso accade, si è portati a sentire una specie di sentimento di dispiacere per il tempo che non è più.

DISCO DI PETER CIANI

   Prima del commiato, Peter Cani ha tirato fuori dal borsello il Compact Disk delle sue ultime incisioni; 17 canzoni da lui stesso composte e cantate, alcune in italiano ed altre in napoletano ed in inglese.

   Ma la serata non poteva finire così: Ivana la moglie di Peter Ciani, anche se si era fatto tardi, ha espresso il desiderio di visitare “Oikos Museion”, la mia casa museo sita nella millenaria frazione Acquaficara del comune di Barcellona Pozzo di Gotto, dove non c’era mai stata. Così, prima di accompagnarli a casa loro, ci siamo soffermati per fare ammirare la mie sculture, i miei dipinti e le tante opere donatemi da altri artisti amici.

- Di Giuseppe Messina -

   Dopo dodici giorni di esposizione si è conclusa la mostra d’arte (pittura, scultura e fotografia) che ha avuto luogo nel Paladiana di Milazzo, indetta dall’Associazione Culturale FilicusArte, con il patrocinio gratuito dell’Amministrazione Comunale che ha concesso l’uso dei locali.

   C’è da puntualizzare che tra il primo di agosto, giorno della inaugurazione dell’evento ed il 12, giorno della conclusione, si è innestata un’altra manifestazione che ha avuto luogo nello stesso locale il giorno 4 ovvero il “Memoriale per ricordare il compianto Carmelo Coppolino Billé fondatore dell’Associazione”

FOTO RIDOTTA GRUPPO ARTISTI

   È doveroso ricordare che la FilicusArte, nata nel maggio del 2010, è un’Associazione Culturale, che comprende associati di buona parte della provincia di Messina, ma soprattutto di Milazzo e Barcellona Pozzo di Gotto, la cui fondazione è stata fortemente volute dal suddetto poeta Carmelo Coppolino Billé scomparso il 4 agosto del 2011 e che, tutti gli anni, è ricordato con un memoriale che comprende anche un recital di poesie dello stesso, ma anche opere di amici poeti che l’hanno conosciuto e stimato. Questa volta la manifestazione, presentata dalla Presidente Prof.ssa Barresi, è stata condotta dal poeta Giuseppe Giunta durante la quale sono intervenuti altri soci fondatori tra cui Vittorio Basile, Rocco Amato, Anna La rosa ed altri che hanno espresso attestati di stima per ricordare il Coppolino Billé.

   Per quanto riguarda la mostra, hanno partecipato, per il settore pittura: Angela Impalà, Anna La Rosa, Carmelo Cacciola, Caterina Barresi, Cristian Paffumi, Edoardo Marchetti, Elisa La Rosa, Francesco Conti, Giuseppe Cirino, Laura Nastasi, Maria Capone, Maria Torre, Maria Zaccone, Mimmo Cirino, Nella Parisi, Rina Bono, Vitaliya Bruy. Soltanto due sono stati gli scultori, Ninì Ingegnere e Vittorio Basile, mentre in tre hanno partecipato per il settore fotografia ovvero L’Immagine, JK Photos e Giuseppe Messina.

   La mostra, che ha avuto come protagonista il mare, per questo il titolo “Sull’onda di un mare di arte”, ha riscosso un interessante successo di pubblico di cui molti hanno voluto lasciare delle note critiche sul registro delle presenze, attestanti l’ottimo gradimento. In conclusione la Presidente Prof.ssa Caterina Barresi ha distribuito gli attestati agli artisti partecipanti in ricordo dell’evento.

Un particolare momento culturale si è tenuto giorno 11 agosto nella biblioteca comunale di Candidoni con la presentazione dei due volumi del noto storico ed etnografo professore cavaliere Rocco Giuseppe Tassone. Alla presenza del sindaco avv. Vincenzo Cavallaro, della responsabile della biblioteca dott.ssa Sabrina Gatto e del parroco don Carmelo Surace è stato presentato dal professore Carmelo Cocolo il libro del Tassone su San Gaetano Thiene, un volume ricco di notizie storiche e biografiche del Santo nonché di una corposa iconografia, mentre l’avvocato Domenico Coco ha parlato sul dizionario sempre scritto da Rocco Giuseppe Tassone: “il Tassone” Vocabolario del lessico di Candidoni. Entrambi i volumi sono stati apprezzati dal pubblico in sala che è intervenuto con interesse nella discussione dei lavori e invitando l’Autore a ritornare in un secondo momento per un approfondimento sui temi trattati, lo stesso auspicio è stato fatto dal parroco Don Carmelo.

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- di Giuseppe Messina -

   A volte può sembrare strano come una telefonata possa avere una conseguenza particolare.

   A telefono era Peter Ciani, il cantautore italo australiano, colui che per primo ha portato il canto all’italiana nell’Oceania: mi disse che si trovava in Sicilia e che sarebbe passato per un saluto prima di ripartire verso la Grecia. Pensando che non sarebbe potuto finire con un semplice saluto mi feci promettere che sarebbe rimasto a cena. Ottenuta la promessa, ho telefonato ad un comune amico, un altro musicista, precisamente il Maestro concertista Alessandro Monteleone, fenomeno della chitarra classica; sapevo che avrebbero avuto reciproco piacere incontrarsi e cosi ci siamo ritrovati con le nostre rispettive mogli ed il piccolo Giuseppe Monteleone (Altro talento teatrale di cui sentiremo parlare negli anni avvenire) alla stessa tavola, in verità, più per stare assieme e chiacchierare che per mangiare, mancava soltanto un altro grande amico comune ovvero il professore Nino Bellinvia, giornalista, critico musicale e letterario che, come Peter, vive lontano dalla Sicilia matrigna. Comunque abbiamo brindato con spumante italiano alla sua salute e lo abbiamo chiamato tramite telefono per farlo sentire vicino a noi.

   Era mia intenzione fare un’intervista a Peter Ciani, ma non volevo diventasse una cosa professionale; desideravo che lui parlasse liberamente così che le mie domande sono state mosse dai ricordi di quando ero un ragazzino.

CON PETER E ALESSANDRO

   Peter Ciani, partito per l’Australia all’età di sedici anni, (si chiamava Pietro Cicciari), abitava nella frazione Gala del comune di Barcellona Pozzo di Gotto, a circa trecento metri da casa mia. Ricordo che spesso passando davanti la sua abitazione sentivo un piacevole suono di fisarmonica. Un suono che ad un certo punto non ho più sentito: Pietro era andato via da Gala per frequentare accademia del canto di Roma diretta dal Maestro napoletano Antonio Capodanno e presieduta dal valentissimo Maestro Michele Galvieri, autore di tante bellissime canzoni classiche italiane. Il metodo era il “Bona” che è il metodo più conosciuto in Italia, in chiave di violino trasportato in sei tonalità.

   Dopo aver studiato con grande passione e ottenuto straordinari risultati si è recato in Australia per la sua prima tournée di cantante dalla piacevole voce di tenore, con il nome d’arte di Peter Ciani. Il suo successo è stato fulmineo, grandioso e continuo che dura fino ai nostri giorni, come cantante e come autore di numerose canzoni, per se e per altri artisti tanto che non gli è venuta voglia di fare ritorno in Italia. Sotto contratto con “La Voce del Padrone”, diventata poi “EMI”, una delle più importanti case discografiche, ed anche con la “Fonit Cetra” ha inciso numerosissimi dischi con canzoni in italiano, in napoletano ed in inglese.

   Ciononostante non ha mai dimenticato la nostra Italia dove, più volte, ospite in diverse trasmissioni alla Rai Tv “Uno Mattina”, “Porto Matto”, “Ci Vediamo in Tv”. Ma la sua attività non è stata soltanto musicale, infatti ha lavorato in teatro, anche con Melo Freni dell’opera “L’ultimo rogo” ed in opere cinematografiche e sono sue le canzoni inserite nelle colonne sonore di diversi film. Con una canzone ha anche rappresentato l’Australia alle Olimpiadi di Sydney. Nel maggio 2008, Peter Ciani e suo figlio Pete Ross, cantante-attore, sono stati per quattro volte ospiti speciali su RAI Tv internazionale nel programma intitolato “Cristianità” con Suor Myriam Castelli

CON PETER ED ALESSANDRO

   Con piacere c’è da ricordare, come rivela in un suo recente articolo lo stesso Nino Bellinvia, che “fra l’altro, Peter è l’unico cantante italiano che ha un suo fan club in Australia (questo dal 1975!) e che per 25 anni è stato direttore artistico della Minstrel Record (ha lanciato discograficamente in Australia vari artisti italiani e stranieri, tra cui Julio Jglesias). Nel corso della sua attività artistica, oltre ai due dischi d’oro, ha ricevuto numerosi premi, tra cui: Pergamena da Radio Vaticana, Medaglia dalla Camera del Senato della Repubblica Italiana, Trofeo Leone d’oro di Venezia, onorificenza di Cavaliere dell’Ordine dei Cavalieri di St. John di Gerusalemme… La sua carriera musicale è riportata nei libri “Perfetto beat e Outback australiano e Urbano Country” e “The Italo-Australian Migrant Pioneer in the Music Industry since 1963”. L’artista non ha smesso mai di cantare e di scrivere canzoni, ama il prossimo e aiuta artisticamente giovani talenti. Vive nella sua villa sull’Oceano Pacifico, ma almeno una volta l’anno (questo dal 1970) torna a trascorrere alcuni mesi in Italia, ospite in diverse manifestazioni, particolarmente in Sicilia. E questa volta è proprio nel suo paese nativo, a Gala”.

- di Gennaro Galdi -

Castel di Lucio, Me. Mostra Personale di pittura tecnica pastello per lo piu amatissimo dalla pittrice che vive in Toscana ma originaria del paese nebroideo. La Mostra è stata fortemente voluta dall'Amministrazione Comunale (sarà presente il Sindaco e gli assessori preposti ad hoc, in occasione dell'evento culturale) che ha inteso valorizzare una brillante valente artista di origine di Castel di Lucio attaccata alle radici del suo Paese siciliano (nonostante la sua carriera l'abbia portata a vivere in Gran Bretagna ed in Svizzera). La mostra si inaugurerà il 14 Agosto alla presenza dell'artista e del critico prof Maria Teresa Prestigiacomo che ha curato la prefazione dell'elegante catalogo della Mostra. Scrive il critico e giornalista Prestigiacomo: "Anna Napoli recupera il tempo perduto, passato, ripristinandolo attraverso la memoria , memoria olfattiva, visiva, emozioni e sensazioni, restituendolo attraverso pagine pittoriche che raccontano di una memoria storica di un luogo, di un territorio, di una comunità che la pittrice restituisce, dense di emozioni e con il sentimento pulsante di chi ha un paese da amare, come recita la poesia del noto poeta Nicola Romano,  dal titolo  Anch ‘io avrei voluto un paese da amareCento case a proscenio e la roccia del cuore…

 La pittrice, che ritorna nel suo paese (che appare  come una dolce madre che accoglie, protegge e conquista), procede per questa strada di recupero proustiano di memorie, attraverso la magia dei colori, quei colori dell’anima del paese natìo, con i colori della natura,  come quella, ad esempio,  dei cardi che si tingono di rosso pastello,  avviluppati in una dimensione onirica, nella rappresentazione artistica dell’autrice

I sentimenti dei Nebrodi : già con il titolo stesso, che introduce al catalogo della Mostra, l’autrice intende partecipare al suo pubblico che umanizzerà paesaggi e cose, attribuira’ al paesaggio, alla vegetazione, alle cose, sentimenti e quindi…un cuore.  Cuore ed amore ritornano sempre; costituiscono una costante delle opere, un leit motiv, pur nella diversità dei contenuti rappresentati: ritornano nelle rose che l’autrice rappresenta ora attraverso la creazione di un’opera che esalti la  sofisticata ed altezzosa, singola rosa, protagonista unica,  sulla carta, ora nella rappresentazione del  gesto di due mani che porgono una rosa, nella Collezione Monamour;  il pastello si fa  ora corposo, ora etereo e luminoso, funzionale ogni volta, la coloristica, le nuances cromatiche, al narrato della pittrice. E che dire dei meravigliosi Cardi, citati e dei Calici traboccanti? Appaiono spettacolari rappresentazioni della vegetazione spontanea che,  con un gesto d’amore si traduce in composizioni dai colori vivi ed accattivanti; ed è tanto l’amore che nutre Anna Napoli per la sua terra e per la natura  che intitola Anatomie celesti la scenografia di un campo di girasoli del 2018, alludendo, con il titolo, ai misteriosi movimenti dei girasoli, diretti verso  il Sole, quindi, in atteggiamento mistico e magico, verso il Cielo. Ed ancora, l’ amore per la civiltà contadina, omaggio alla fatica del lavoro dei campi, lo ritroviamo nelle opere  che rappresentano i vecchi contadini, gravati dal peso dei sacchi…

Certamente, la pittura si evolve e se anche il paese,  come affermava nel suo libro  Marguerite Yourcenar, Castel di Lucio a gardé sa fisionomie d ‘antan, ha conservato la fisionomia di Anna Napoli, rendendosi custode delle sue  gioie e dei suoi dolori, dei suoi sentimenti di amore e di nostalgia,  custode di successi  e di piccole sconfitte,  di piccole gioie e grande felicità, nonostante tutto questo, Anna Napoli, senza mai tradire i contenuti legati alla sua amata Terra, ha mutato, nel corso degli anni, il suo stile. Esso rivela, oggi, maggiormente, una spiccata personalità artistica, uno stile non riconducibile ad altri pittori contemporanei, strategie narrative e scenario pittorico che si declinano in stilemi inconfondibili in cui, pur nelle atmosfere mediterranee che rivelano i segni del paesaggio del Mare Nostrum ( come le pale di fichidindia ed i fichidindia che connotano il bacino del Mediterraneo), le opere appaiono come rappresentazioni sintetiche ma efficaci del paesaggio siciliano, cui la pittrice è intimamente legata. Le composizioni degli ultimi anni diventano ricche di simboli, pur essendo semplici da decodificare, ma sempre solari e rivestite dei colori della nostra Trinacria.    

A questo proposito, ricorderei L’orto del nonno, 2017, in cui uno spaventapasseri domina il centro della  scena, unitamente ad  un altezzoso gallo ed una nobildonna con cappello che rimanda alle antiche atmosfere delle farmes siciliane, in cui  il preziosismo della nobiltà siciliana conviveva con la civiltà contadina, in una sorta di accattivante commistione che ricorda (nonostante la Napoli si affermi con una forte personalità) la pittura intrigante di Possenti, che pur nella semplicità e nella descrizione sintetica, rimanda ad un profondità di intenti e di sentimenti; allo stesso modo di un nota canzone di qualche anno fa, apparentemente semplice: Solo tre parole: Sole, cuore amore…è l’amore che ti vuole: prendere o lasciare.  In conclusione, Anna Napoli, in questa antologica, ha raccolto l’ invito d’amore della sua Terra e con altrettanto amore ha risposto con le sue carte pastellate e con le sue tavole che descrivono e raccontano, simbolicamente parlano e comunicano con i colori dell’anima di chi tra le nebbie del Nord, vede, lontano, con occhi di sole, di luce e di colore il suo Paese, quel Castel di Lucio che non ha mai scordato" e non ...dimenticato!" La scelta dell'artista è caduta sul critico siciliano Maria Teresa Prestigiacomo  critico d’arte e letterario, è docente istruzione superiore, giornalista iscritta all’Ordine, direttore della rivista internazionale bilingue Red Carpet Magazine e Pluripremiata ad Hammamet, Sousse, Cartagena Premio Internazionale Cartagine, Premio Calderoni Stampa, Roma, Teatro Valle, per il giornalismo culturale.

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