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- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Messina. Musicisti, comici,  cantanti e  ballerini renderanno il giusto tributo ai big della canzone come Pino Daniele ed a Michael Jackson.

Tra gli ospiti il comico Massimo Spata.

Dalla  dentista Marsico, bravissima cantante, oltre che professionista al comico Oscar Cartagenova, impiegato al Comune di Messina....

 Di giorno medici, di sera musicisti, cantanti, ballerini o imitatori di artisti italiani e internazionali: è lo scopo dell'evento benefico creato dall'AMMI (associazione italiana mogli medici) sezione di Messina giunto alla V edizione e ispirato al noto programma RAI "Tale e quale show". Con l'aiuto tecnico di costumisti, parrucchieri e truccatori e grazie alla direzione artistica dei medici Nino Celona e Massimo Pulitanò, andrà in scena martedì 20 febbraio alle ore 20 lo spettacolo "Medici in scena", che vedrà protagonisti una ventina di professionisti messinesi amanti della musica, del pianoforte, della danza, del canto. I medici "trasformisti" interpreteranno dal vivo i più grandi successi di star come Michael Jackson, Elton John ma anche Raffaella Carrà, Pino Daniele e tanti altri. "Lo spettacolo nel tempo è diventato un appuntamento di altissima qualità - sottolinea la presidente AMMI Francesca De Domenico Leonardi - curiamo ogni dettaglio e particolare e abbiamo deciso per questa ragione di andare in scena nel Teatro più prestigioso della Città. Speriamo il pubblico risponda bene come nelle edizioni precedenti, dato che destineremo i fondi raccolti a varie realtà del nostro territorio: la Comunità di Sant'Egidio per il Centro distribuzione di generi alimentari e Centro di ascolto che nascerà in un immobile confiscato alla mafia a Camaro, al Centro di aiuto alla vita "Vittoria Quarenghi", al Centro socio educatico "E-duco", all'associazione Terra di Gesù onlus per il Centro medico "Buon pastore"; infine acquisteremo 70 sedie necessarie per la sala da pranzo delle Piccole sorelle dei poveri".
Sul palco pronti a esibirsi: oltre a Celona e Pulitanò, Francesco D'Arrigo, Francesco Calogero, Katia Bevacqua, Elvira Marsico, Giovanna Genitori, Salvatore Signorino, Cosimo Milone, Andrea Casablanca, Fabio Catalano, Luisa Barbaro, Oscar Cartagenova, alcuni dei quali saranno accompagnati dalla coreografie di Centro Danza, ASD Acadamy e Full Dance; presentatori della serata i giornalisti Letizia Lucca e Massimiliano Cavaleri, da sempre vicini all'associazione. Guest star della serata il comico siciliano Massimo Spata. La manifestazione è patrocinata dall'Ordine dei medici e odontoiatri di Messina, Archeoclub Messina e Lions Club Messina e sostenuta da Club Medici Finanza, Gioielli Gullo, Gruppo Lem, Palazzo della Moda, IIS Antonello, Linea Emme, Bertia Mode. Per info e biglietti: 339.5906729

 

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Catania. Una serie di spettacoli da non perdere a Catania; dopo il successo del Tango e del  più bel Jazz per sognare Brodway ed ancora, dopo le Colonne sonore di film  eseguite  mirabilmente, con i trailer dei film con sincronizzazione perfetta... ancora una volta il programma ci stupisce  tra il classico e la musica leggera ed il Jazz, appuntamenti che renderanno le serate magiche ed incantevoli e senza nulla invidiare assolutamente agli spettacoli delle più importanti star del jazz e della musica classica e leggera, trascinano nelle più arcane atmosfere del tempo perduto, per fortuna  ritrovato, prustianamente. 

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DOMENICA 18 FEBBRAIO ore 19 - Teatro Sangiorgi - Catania

Un Palcoscenico per la città

BACH DOUBLE

Baroque Chamber Orchestra

Robert Lehrbaumer direttore

Graziella Concas - Roberto Carnevale pianisti

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Prevendita

  • botteghino del Teatro Bellini
  • per telefono:392 0889640

Informazioni e prenotazioni:

email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel: 392 0889640

- di M. C. -

Sabato 17 febbraio 2018 alle ore 17,30, presso l'Auditorium San Vito di Barcellona Pozzo di Gotto, si terrà la presentazione del libro “Sulle ali della memoria. Gli esuli giuliano-dalmati di Sicilia ricordano”, edito per i tipi della Giambra Editori.

Memorie personali e testimonianze drammatiche di dolorose esperienze che documentano fatti ed episodi di quella triste parentesi di storia (patria) della Venezia Giulia che va dal settembre 1943 ai giorni nostri, quasi; vicende lontane nel tempo che sono però ancora così vive nella memoria di ogni giuliano e perciò opportunamente riunite in uno sforzo encomiabile indirizzato a mettere a disposizione di tutti le verità più precise ed inesorabili rispetto a quanto accadde a trecentocinquantamila profughi da Istria, Fiume e Dalmazia.

All'interno sarà possibile visitare la mostra documentale sulle Foibe e l'Esodo giuliano-dalmata a cura dell'Associazione Congiunti Deportati ex Jugoslavia.

L'evento è stato realizzato in collaborazione con l'Associazione Aria Nuova e con il patrocinio del Comune di Barcellona Pozzo di Gotto.

- di Marcello Crinò -

Uno dei luoghi più antichi che denunciano la presenza umana nel territorio barcellonese è rappresentato dalla Grotta Mandra, situata nella zona di Acquaficara, posta lungo la strada per Castroreale. Su una parete presenta delle incisioni con grandi occhi, tipici dell’età del rame, III millennio a. C. Attualmente è pressoché inaccessibile a causa della folta vegetazione spontanea cresciuta al suo imbocco.

Il centro archeologico di Pizzo Lando, a 619 metri sul livello del mare, scoperto dall’architetto Pietro Genovese nel 1977 ma studiato nel corso di una campagna di scavi svoltasi nel corso del 1995 e curata dalla Soprintendenza di Messina, per l'importante posizione strategica fu abitato fin dalla tarda età del bronzo (X sec. a. C.), visto il rinvenimento di resti fittili dell’Ausonio II (tazze carenate, fuseruole, frammenti di ceramica e una fibula bronzea del VIII secolo). Sono stati ritrovati inoltre i resti di un nucleo urbano di epoca pre-greca e greca, databile tra il VI e il III secolo a. C., e una moneta di età classica raffigurante da una parte la testa di Giove e dall'altra un soldato greco.

2 MONTE S. ONOFRIO FOTO M.C. 1976

Sulla sommità di Monte Sant’Onofrio, sovrastante il casale di Acquaficara, nel 1974 l’architetto Pietro Genovese scoprì i resti di “un grosso villaggio fortificato situato sulla sommità di detto monte da cui dominava le prime colline e controllava la Piana da Tindari a Giammoro” (P. Genovese, Sicilia Archeologica, aprile 1977, p. 39). La Soprintendenza di Messina, nel corso di una campagna di scavi attuata tra il 1975 e il ‘76, portò alla luce alcuni muri realizzati in conci di tufo calcareo dello spessore variabile dai due ai tre metri e dei resti di torri. Pietro Genovese ritiene che i resti di Monte Sant’Onofrio, databili dal IX al V secolo a. C.,  siano da attribuire all’antica città sicula di Longane, che ha dato il nome al fiume omonimo che attraversa Barcellona Pozzo di Gotto, mettendo in discussione  Bernabò Brea e Domenico Ryolo che negli anni Cinquanta avevano invece localizzato Longane in territorio di Rodì Milici, dove è situato un importante centro archeologico. Sulle pendici dello stesso monte si aprono centinaia di grotte che facevano parte della necropoli. Tra queste l’architetto Genovese ha segnalato, per le sue caratteristiche “estetiche”, la cosiddetta “Tomba dei Principi di Longane” del IX-VIII secolo a.C.

Fino al secolo scorso l’esistenza di Longane era ignota a tutti, finché non vennero scoperte in questo secolo, in circostanze poco note e in un luogo non identificato, un caduceo bronzeo, ora conservato al British Museum di Londra, simbolo presente nella cultura fenicio-punica, su cui c’è incisa l’iscrizione: “Sono l’araldo pubblico longanese”, e alcune monete d’argento coniate da Longane, del V secolo a. C., che dimostrano l’importanza raggiunta dalla città in quel secolo, con lo sviluppo della siderurgia. Le immagini raffigurate nelle monete, la testa di Heracles e un dio fluviale, confermano l’importanza in cui era tenuto dai Longanesi il culto di Eracle, il semidio protettore della siderurgia.

3 TOMBA ACQUAFICARA FOTO M.C. 2004

Un ampio articolo, pubblicato sul numero di aprile del 2003 di “Paleokastro” (Rosalia Pumo, Il territorio dell’antica Longane. Localizzazione del sito, storia e stato della ricerca; cronologia delle evidenze archeologiche, pp. 13-20, in “Paleokastro, Rivista di studi sul territorio del Valdemone”, Anno III, n. 10, aprile 2003), edita a S. Agata di Militello, ha riproposto l’annoso problema della localizzazione dell’antica Longane. L’articolo tiene in parte anche conto di quanto detto sopra, pur propendendo, seppur, ci sembra, con qualche dubbio, per la localizzazione di Longane a Rodì. L’autrice del testo, Rosalia Pumo, specializzata in archeologia all’Università di Lecce, inizia con un excursus storico e territoriale, incentrato sulla ricerca del sito dell’antica città e dà anche conto delle ricerche dell’architetto Pietro Genovese ed alla conseguente scoperta del centro archeologico di Monte S. Onofrio. E in relazione alla posizione topografica delle varie zone con testimonianze archeologiche, avanza l’ipotesi che accanto a Longane, (a Monte Ciappa e Monte Cocuzzo), esistevano altri due nuclei contemporanei, uno a Monte S. Onofrio e l’altro a Monte Marro-contrada Scorciacapre (Rodì Milici).  Però, siccome Longane sarebbe stata distrutta prima del 269 a. C., prima cioè della battaglia tra Gerone II di Siracusa e i Mamertini, dovrebbero risultare a Monte Ciappa e Monte Cocuzzo fasi di abbandono, vista anche la distruzione delle fortificazioni nel IV secolo. Invece sono stati rinvenuti reperti ceramici ellenistici, tracce del periodo tardo classico e romano, segno che il sito è stato ancora utilizzato in epoca successiva.

Nel 1888 giunse a Siracusa Paolo Orsi (Rovereto, 1859-1935), che iniziò una proficua attività di scavo in tutta la Sicilia, esplorando i più importanti centri archeologici dell’isola, e illustrando, sulla scorta delle ricerche del professore Vincenzo Cannizzo, la prima necropoli sicula della provincia di Messina, quella denominata di Pozzo di Gotto, situata tra Monte Risica e Colle Cavaliere, dandone comunicazione sul “Bullettino di Paletnologia Italiana” del 1915.

Cannizzo era nato a Licodia Eubea nel 1869, si era formato archeologicamente con Paolo Orsi a Siracusa, con cui collaborò in diverse occasioni, divenendo ispettore Onorario ai Beni Culturali. Nel 1908 ricevette l’incarico di insegnamento a Castroreale. L’Orsi lo invitò quindi a studiare la campagna  circostante alla sua residenza.

Questa necropoli, oggi pressoché distrutta, presenta delle tombe a cella rettangolare e a forno, scavate nel calcare roccioso, e risale, secondo l’Orsi, all’VIII secolo a. C. Per la prima volta è stato constatato un caso di cremazione, assolutamente nuovo nel rito funebre siculo. “La spiegazione - secondo lo studioso - può essere data dalla circostanza che, cronologicamente, la necropoli di Pozzo di Gotto è contemporanea all’apparizione delle prime colonie greche in Sicilia che fecero conoscere l’uso della cremazione”. I reperti ritrovati nelle tombe furono trasportati inizialmente a Castroreale e successivamente a Siracusa, dove furono disegnati da Rosario Carta, uno dei collaboratori di Orsi.

Come si era detto, durante il dominio arabo, il sistema di riscossione delle tassazioni è più semplice. La condizione degli schiavi  è molto alleggerita, quanti  tra loro si convertono  alla fede di Maometto vengono dichiarati liberi dalla schiavitù. L’islamismo in tutta la Sicilia ha una grande espansione e di fatto Palermo con le centinaia di moschee diviene capitale della cultura islamica al pari di Cordova in Spagna. In ogni caso però viene ammesso ai Cristiani e agli Ebrei di continuare a vivere secondo le proprie leggi e di frequentare Chiese e Sinagoghe  ma non è permessa la costruzione di altri nuovi luoghi di culto cristiani o ebraici. Durante il dominio arabo però vengono abolite le processioni che portano per le strade simboli cristiani come la croce e non è ammesso chiamare a raccolta i fedeli nelle chiese con il suono delle campane che vengono fatte dismettere e alla fine fuse. In ogni caso in oltre i due secoli e mezzo di  dominio arabo in Sicilia, non è state demolite nessuna  basilica, chiesa o cattedrale che si ritroveranno al rientro in forse della cristianità.

            Centro multidisciplinare per la presa in carico di persone affette da patologie neuromuscolari, NeMO SUD ha sede a Messina presso il padiglione B del Policlinico "G. Martino" ed ha aperto le sue porte ai pazienti nel marzo 2013. In Italia vi sono 4 Centri NeMO – oltre al Centro di Messina vi sono i NeMO di Milano, Arenzano e Roma – ed è in apertura un quinto Centro a Torino.

Ente gestore di NeMO SUD è Fondazione Aurora Onlus di cui Alberto Fontana è il presidente: <<I Centri NeMO oggi sono seconda casa per migliaia di persone in tutta Italia. Un modello vincente di buona sanità che ha dimostrato di essere replicabile in territori anche differenti tra loro. A Messina, dopo 5 anni dalla sua apertura, NeMO SUD raddoppia i suoi posti letto. Questo significa molto: si ridurranno i tempi di attesa per i ricoveri; ci saranno nuove stanze, un'ampia palestra, nuovi colori, nuovi spazi per i nostri ospiti.

loca copertina NeMO raddoppia

 

NeMO SUD è un sogno divenuto realtà in poco tempo. Grazie alle associazioni di pazienti, AISLA, UILDM e Famiglie SMA che per prime, insieme con Fondazione Telethon, hanno creduto che NeMO potesse realizzarsi al Sud, sostenendone l'apertura. Grazie al supporto prezioso di Università e Policlinico di Messina che in questi anni hanno inteso supportarne la progettualità. Grazie a tutti gli operatori che, giorno dopo giorno, hanno reso concreto il miglioramento della qualità di vita di chi al NeMO si rivolge. 

Il Centro è nato a Messina, una città che ci ha donato fiducia e grande generosità. Ogni singola nuova stanza è stata donata da aziende o privati che hanno voluto così testimoniare vicinanza a NeMO e ai suoi pazienti.

La promessa è che non ci fermeremo qui. Vogliamo fare sempre di più e meglio.

Giornate di festa, come quella che celebrerà l'inaugurazione dei nuovi spazi, sono per noi conferma che il percorso intrapreso è quello giusto.>>

            NeMO SUD coniuga assistenza e ricerca identificando, attraverso un approccio multidisciplinare, metodi diagnostici e strategie terapeutiche. Al suo interno 20 posti letto,  un'ampia palestra, day hospital e ambulatori.

Il Centro opera al fianco dei pazienti attraverso un team multidisciplinare che lavora in sinergia con l’unita’ operativa complessa di Neurologia e malattie neuromuscolari e con il Centro di riferimento regionale delle malattie neuromuscolari rare dell’A.O.U. Policlinico di Messina.

            Il direttore della U.O.C. di Neurologia e malattie neuromuscolari Giuseppe Vita è Responsabile scientifico di NeMO SUD: <<Sono circa 3.000 i pazienti che in poco meno di 5 anni si sono rivolti al Centro. La metà di queste persone proviene dalla Sicilia, il resto dei pazienti da altre regioni del Sud Italia. Quindi NeMO SUD ha consentito ai malati e alle loro famiglie di evitare la “migrazione sanitaria”. Questo obiettivo è stato raggiunto solamente potenziando le competenze già esistenti nel nostro territorio. Raddoppiare i posti letto significa aumentare in modo considerevole ed utile l'offerta dei servizi per chi è affetto da una malattia neuromuscolare. In Sicilia si stima vi siano circa 6.000 persone colpite da patologie come la SLA, la SMA o le distrofie muscolari. È confortante sapere che adesso sarà possibile rispondere a molti di più tra loro.>>

           

            Il 16 febbraio, alle 10:15, la Cerimonia di inaugurazione dei nuovi spazi coinvolgerà tantissimi amici del Centro. Non solo operatori e professionisti del settore ma anche sostenitori e rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali. L'appuntamento che darà inizio alla giornata – presso l'Aula Magna del padiglione B del Policlinico di Messina – prevede, tra gli altri, gli interventi del Sottosegretario Ministero della Salute Davide Faraone, dell'Assessore alla Salute della Regione Sicilia Ruggero Razza e del Direttore Generale dell'Agenzia Italiana del Farmaco Mario Melazzini (primo presidente di Fondazione Aurora Onlus)

Letizia Bucalo

Responsabile Comunicazione, Marketing e Fundraising

Fondazione Aurora Onlus – Centro Clinico NEMO SUD

340 3362791

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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Fondazione Aurora Onlus é ente gestore del Centro Clinico NEMO SUD i suoi soci fondatori sono AISLA Onlus (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), Fondazione Telethon, Azienda Ospedaliera Policlinico “G. Martino” di Messina e Università degli Studi di Messina. Soci partecipanti di Fondazione Aurora Onlus sono Famiglie SMA e Fondazione Serena Onlus.

 

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Milano. Puntare sulle risorse turistiche del territorio siciliano e creare una rete di strategie di marketing affinchè il turismo possa fare da ulteriore volano per l ‘occupazione in Sicilia: questa la mission, l ‘importante e ambito obiettivo della Regione Sicilia.

Il 12 febbraio a Milano, per queste ragioni,  la Sicilia non poteva perdere un prezioso appuntamento con il Businness legato al turismo; infatti la Siciia è stata presente,  alla BIT, la maggiore borsa mercato del turismo in Italia. Alle ore 12.30 all’interno dello stand Sicilia, si è tenuta,  conferenza stampa della Regione Siciliana PACCHETTO SICILIA. Erano presenti il Presidente della Regione Sicilia On.le Nello Musumeci, l’Assessore Regionale al Turismo, Sport e spettacolo Sandro Pappalardo, l’Assessore Ai Beni Culturali Vittorio Sgarbi ed il Sindaco  di Palermo,  Leoluca Orlando che ha illustrato il corposo  Programma di Palermo Capitale della Cultura  2018. Nelle prossime edizioni,  offriremo ai nostri lettori un resoconto della mission siciliana.

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