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Chiesa di San Camillo

- del Rettore della Parrocchia di S.Camillo -

 

Dedicata a San Camillo de' Lellis, fondatore dell'Ordine dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi (Camilliani o Crociferi) è ubicata in  Viale Principe Umberto n° 71 sulla Circonvallazione nella zona urbana Torre Vittoria - Arcipeschieri.

Nel dicembre del 1599 P. Francesco Antonino Nigli, che fu provinciale dei Padri Crociferi in Sicilia e più tardi terzo Generale dell'Ordine, proveniente da Napoli e diretto a Palermo insieme ad un suo confratello, approdato a Messina fu costretto da un fortunale a fermarsi nella città del Peloro.

In attesa di poter riprendere il viaggio, i due religiosi, così come erano soliti fare ovunque avevano avuto occasione di fermarsi, si recarono, secondo le istruzioni del loro Santo Fondatore, nell'ospedale cittadino per esercitare il loro ministero. Il gesto attirò la simpatia dei cittadini che li costrinsero a restare, cosa che fecero volentieri dopo aver avuto il consenso da parte di S. Camillo.

Sulle prime presero in affitto una casa, quindi ne acquistarono un'altra, dirimpetto alla Chiesa di San Pietro dei Pisani, aprendovi anche una chiesa che dedicarono alla Madonna ponendola sotto il titolo di "Regina Coeli". Qui venne due volte lo stesso S. Camillo suscitando nella città una larga messe di vocazioni per il suo Ordine.

La Chiesa Regina Coeli però risultava angusta sicchè i PP. Crociferi avviarono delle trattative con l'Arcivescovo e con il Capitolo, che godeva del patronato sulla Chiesa di S. Pietro dei Pisani, per poter addivenire ad una permuta tra le due Chiese.
Fu così che nel 1606 i PP. Crociferi presero possesso della nuova sede.

Nel muro esterno della Chiesa di S. Pietro vi era sistemata una venerata icone della Madonna che i Padri si affrettarono a portare all'interno e le dedicarono una cappella sotto il titolo di Madonna della Salute (Placido Samperi, Iconologia della Gloriosa Vergine Maria, Messina 1644, pp. 197-198).

La Chiesa, posta in luogo centrale della Città, si affacciava sulla Via degli Argentieri, era prospiciente il Palazzo del Municipio e la via che le correva sul lato destro, portava il nome di S. Camillo, nome che conserva a tutt'oggi anche se i due tracciati non coincidono perfettamente.


Detta chiesa, insieme al convento dei Padri Crociferi, fu confiscata a seguito delle leggi eversive del 1866/1870 e, nel 1880, fu demolita per fare posto, sulla stessa area, alla costruzione del Palazzo della Camera di Commercio ed Arti, opera degli architetti Giacomo Fiore, Giuseppe Munagò e Giuseppe Lo Bruto distrutta poi dal terremoto del 1908.

Nella ricostruzione della Città, dopo il tremendo terremoto, l'area fu assorbita dal grande complesso del nuovo Palazzo Municipale progettato dall'Arch. Zanca.
Tre anni prima del terremoto, però, i Padri Crociferi o Ministri degli Infermi come essi preferirono chiamarsi, erano tornati a Messina, su invito dell'Arcivescovo D'Arrigo che aveva assegnato loro i locali e la Chiesa di Gesù e Maria delle Trombe sull'omonima via che incrociava con la Via dei Monasteri.

Qui li colse il terremoto mietendo tre vittime... (cfr. DOMESTICUM. periodico mensile Camilliano, anno 1905 pag. 225; anno 1909 pag. 33 e ss.).
L'Arcivescovo D'Arrigo offrì allora ai superstiti una baracca di fronte alla Chiesa del S. Cuore, nella Via Felice Bisazza, dove essi rimasero in attesa di migliore sistemazione.

Frattanto i Camilliani si davano da fare per reperire l'area opportuna per la costruzione di una nuova Chiesa e di una casa ed il 16 agosto 1921 firmarono l'atto di acquisto del primo lotto di terreno, situato a monte della Circonvallazione, nell'Isolato 238 del nuovo piano regolatore, dove più tardi sarebbe sorta l'attuale Chiesa di S. Camillo, dando subito mandato all'ing. Antonino Marino per la progettazione. Altro terreno veniva successivamente acquistato da Mons. Paino.

In documenti però, vedi Cronaca del marzo 1927 manoscritto in possesso della Comunità Camilliana, si deduce che l'area per la costruzione della chiesa e della casa nell'isolato 238/A del P.R. di Messina, fu donata da Domenico Bensaja, in qualità di usufruttuario e dalla figlia Antonietta in Anelli quale proprietaria, tanto che, costruita la chiesa, i PP. Camilliani provvidero, al momento dell' inaugurazione a scoprire la seguente lapide-ricordo collocata nella navata destra sopra la porta di ingresso alla Sacrestia:


D. O. M.
AD ESALTARE IL RICORDO
DI CAMILLO DE LELLIS
NELLA CITTA' CHE LO VIDE
SOLDATO E SACERDOTE
LA PIETA' CONCORSE DI DUE ARCIVESCOVI
MONS. LETTERIO D'ARRIGO
E MONS. ANGELO PAINO
IDEATORE IL PRIMO
MUNIFICO COSTRUTTORE IL SECONDO
DI QUESTO TEMPIO
SORTO SUL SUOLO
CHE
DOMENICO BENSAJA
E LA FIGLIA ANTONIETTA IN ANELLI
AL SANTO DEVOTISSIMI ASSEGNAVANO
I RR. PP. MINISTRI DEGLI INFERMI

PERENNEMENTE GRATI

NEL GIORNO DELL'INAUGURAZIONE 31 - 7 - 1932


La Chiesa veniva inaugurata nel 1932 e nel maggio del 1934 i Camilliani prendevano possesso della nuova casa. Nel 1948 aprivano la Casa di cura S.Camillo e successivamente l'ampliavano acquistando nuovo terreno.

Nel 1965, con decreto Arcivescovile del 1 ° Gennaio la chiesa veniva elevata a Parrocchia e nel 1967, con decreto del Presidente della Repubblica del 20 ottobre otteneva il riconoscimento civile. Il complesso Parrocchiale S. Camillo, affidato pleno jure, in perpetuum ad nutum Sanctae Sedis alla comunità dei Chierici Regolari Ministri degli Infermi (Camilliani) in Messina, sorge a monte della Circonvallazione sull'area dell'isolato 238/a del P.R. della Città ed occupa una superficie di oltre 3.000 mq.
L'area fu acquistata in vari tempi.

Note storiche ed architettoniche

II progetto della Chiesa, per incarico dei Camilliani, è stato redatto dall'Ing. Antonino Marino subito dopo il primo acquisto del terreno, ed approvato dal Consiglio Superiore del Ministero dei LL.PP. con voto del 31 luglio 1924 N. 2390, con una previsione di spesa di lire 920.000. Ma i lavori potevano essere iniziati solo il 1 ° febbraio 1928, dopo che l'Arcivescovo Paino se ne assunse l'onere. Il costo complessivo dell' opera, dopo una perizia suppletiva fu di lire 1.311.622,60 ed i lavori furono condotti dalla ditta Lorenzo Interdonato. Furono terminati il 21 Settembre 1931 e collaudati i124 gennaio 1936. Un altro finanziamento per la costruzione della Casa della Comunità, poi adibita anche a clinica, si ebbe nel 1933, per l'importo di lire 245.549,06.
La costruzione fu condotta con fondazioni continue e intelaiature di montanti e colonne in cemento armato collegati da correnti di base e da travi all'altezza i m. 5,50 e al coronamento delle navate, pure in cemento armato: tamponamenti di mattoni pieni e malta ordinaria . La copertura fu realizzata con incavallature di cemento armato, correnti e arcarecci in legno.

II complesso architettonico si presenta a forma rettangolare di m. 26x14 ripartito in tre navate a mezzo di colonne, con appendice del presbiterio che fa quasi parte a sé. L'altezza è di m.13 nella navata centrale è di m. 10 in quelle laterali. Il prospetto si ispira a linee romaniche classicheggianti mentre l'interno è piuttosto barocco. Il progettista giustificò questo contrasto con l'intento di utilizzare all'interno le belle paraste intarsiate e i ricchi altari della distrutta Chiesa di S. Anna, che P. Indelicato, superiore dei Crociferi al tempo del terremoto, aveva recuperato.
"La Chiesa e il Monastero di S. Anna sorgevano su via dei Monasteri (oggi approssimativamente Via 24 Maggio) in posizione sopraelevata e ad essa si accedeva attraverso una scalinata di 28 gradini, pressappoco la stessa che ancor oggi porta il nome di S. Anna tra via 24 Maggio e via dei Templari. Era ricca di marmi e splendidamente affrescata da Pio Fabio Paolini, udinese, dai fratelli Filocamo e Antonio La Fauci. La sua area è oggi occupata dall'Isolato 254".

Prima del terremoto c'era a Messina anche un'altra Chiesa dedicata a S. Anna nel Corso Cavour, là dove oggi sorge l'Isolato 267, essa era sede della Parrocchia S. Lorenzo ( Cfr.: Messina e dintorni, guida a cura del Municipio, Messina 1902, p. 326; T. ELLEVA, La provincia di Messina pp. 368 e 468).


Note architettoniche
La chiesa ha tre navate e conserva diverse opere di valore artistico. La costruzione fu realizzata su un piano elevato di circa 6 metri a monte della Circonvallazione. La zona contigua alla strada, per una fascia di m. 6 circa, secondo le norme del Piano Regolatore è stata lasciata libera e in essa sono state ricavate le scalinate di accesso alla Chiesa.


a) ABSIDE SINISTRA:
- Altare in marmo policromo con la Statua del S. Cuore di Gesù, (legno colorato; alta circa 2 metri) con porta del Tabernacolo in argento lavorato ed affresco raffigurante due cervi alla fonte;
- candelieri in ottone brunito


b) ABSIDE CENTRALE:
- L'altare maggiore in marmo decorato con tarsie policrome, culmina con un quadro ad olio raffigurante "la gloria di San Camillo"; la porta del Tabernacolo è in argento ed oro cesellato adornato con candelieri in legno dorato.
- L'altare coram pupulo in marmo con pannelli policromi con Crocifisso laterale su croce in legno dorato.
- Ambone in marmo pregiato policromo, proveninete dal Museo regionale di Messina;
- Fonte battesimale in marmo pregiato policromo, proveninete dal Museo regionale di Messina.

c) ABSIDE DESTRA:
- Altare in marmo policromo con la Statua di S. Antonio di Padova () ed affresco con tre Angeli rappresentanti la Castità, la Sapienza e la Carità;
- candelieri in ottone brunito ben conservati.

d) NAVATA SINISTRA:
- Cappella di S. Giuseppe: quadro ad olio raffigurante il Trapasso di S. Giuseppe assistito dalla Madonna e da Gesù; candelieri in legno dorato
piccoli lampadari a goccia (ninfe)
- Cappella del Crocifisso:
altare in marmo policromo; grande Crocifisso in legno con la statua della Madonna Addolorata. Nella navata sono conservati:
a) quadro ad olio su tela raffigurante Gesù condannato;
b) quadro ad olio su tela raffigurante S. Camillo soldato

e) NAVATA CENTRALE
- Cantoria: quadro ovale ad olio su tela di forma ovale, raffigurante la Madonna del Buon Consiglio, S. Antonio e S. Gennaro, donato dal Sig. Giovanni Famà nell'anno 1987.


f) NAVATA DESTRA

- quadro ad olio raffigurante la Madonna della Lettera, dono del Sig. Giovanni Famà, nell'anno 2006;
- quadro ad olio su tela raffigurante San Camillo ai piedi della "Pianticella" simboleggiante l'Ordine Camilliano al tempo del Fondatore, irrorato dal sangue di Gesù.
-Cappella Madonna della Salute:
-Altare in marmo policromo con quadro ad olio della Madonna della Salute in cornice artisticamente lavorata di colore oro e di ottima conservazione in essa è incastrato un candeliere;
- ninfe in argento finemente lavorato con  luci e di ottima conservazione; candelieri in ottone dorato di ottima fattura e conservazione.
- quadro dell'Annunciazione di ottimo pregio.
- quadro della Visitazione di ottimo pregio Lunetta con affresco rappresentante la Natività di Maria
Cappella di San Camillo:
- Altare in marmo policromo sormontato da nicchia contenente la Reliquia del Cuore di S. Camillo su - un Tronetto, con rose e gigli in argento e oro e portafiori in bronzo dorato, con fiori di velluto dono del Sig. Giovanni Famà.
- Statua di S. Camillo che soccorre un ammalato;
- candelieri in ottone dorato di ottima fattura e conservazione;
- ninfa;
- quadro del Beato Enrico Rebuschini;
- quadro del Beato Luigi Tezza.
- Reliquie di S. Camillo: Uno sperone; una berretta sacerdotale; resti di pantalone e abito talare; bende e garze utilizzate per la cura della piaga, conservate in una grande teca il legno con vetro e inferriata di protezione.

Ultima modifica il Domenica, 16 Ottobre 2016 14:00
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