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Mostra Personale di Anna Napoli il 14 Agosto a Castel di Lucio, Me voluta dall'Amministrazione Comunale del ridente Paese nebroideo

- di Gennaro Galdi -

Castel di Lucio, Me. Mostra Personale di pittura tecnica pastello per lo piu amatissimo dalla pittrice che vive in Toscana ma originaria del paese nebroideo. La Mostra è stata fortemente voluta dall'Amministrazione Comunale (sarà presente il Sindaco e gli assessori preposti ad hoc, in occasione dell'evento culturale) che ha inteso valorizzare una brillante valente artista di origine di Castel di Lucio attaccata alle radici del suo Paese siciliano (nonostante la sua carriera l'abbia portata a vivere in Gran Bretagna ed in Svizzera). La mostra si inaugurerà il 14 Agosto alla presenza dell'artista e del critico prof Maria Teresa Prestigiacomo che ha curato la prefazione dell'elegante catalogo della Mostra. Scrive il critico e giornalista Prestigiacomo: "Anna Napoli recupera il tempo perduto, passato, ripristinandolo attraverso la memoria , memoria olfattiva, visiva, emozioni e sensazioni, restituendolo attraverso pagine pittoriche che raccontano di una memoria storica di un luogo, di un territorio, di una comunità che la pittrice restituisce, dense di emozioni e con il sentimento pulsante di chi ha un paese da amare, come recita la poesia del noto poeta Nicola Romano,  dal titolo  Anch ‘io avrei voluto un paese da amareCento case a proscenio e la roccia del cuore…

 La pittrice, che ritorna nel suo paese (che appare  come una dolce madre che accoglie, protegge e conquista), procede per questa strada di recupero proustiano di memorie, attraverso la magia dei colori, quei colori dell’anima del paese natìo, con i colori della natura,  come quella, ad esempio,  dei cardi che si tingono di rosso pastello,  avviluppati in una dimensione onirica, nella rappresentazione artistica dell’autrice

I sentimenti dei Nebrodi : già con il titolo stesso, che introduce al catalogo della Mostra, l’autrice intende partecipare al suo pubblico che umanizzerà paesaggi e cose, attribuira’ al paesaggio, alla vegetazione, alle cose, sentimenti e quindi…un cuore.  Cuore ed amore ritornano sempre; costituiscono una costante delle opere, un leit motiv, pur nella diversità dei contenuti rappresentati: ritornano nelle rose che l’autrice rappresenta ora attraverso la creazione di un’opera che esalti la  sofisticata ed altezzosa, singola rosa, protagonista unica,  sulla carta, ora nella rappresentazione del  gesto di due mani che porgono una rosa, nella Collezione Monamour;  il pastello si fa  ora corposo, ora etereo e luminoso, funzionale ogni volta, la coloristica, le nuances cromatiche, al narrato della pittrice. E che dire dei meravigliosi Cardi, citati e dei Calici traboccanti? Appaiono spettacolari rappresentazioni della vegetazione spontanea che,  con un gesto d’amore si traduce in composizioni dai colori vivi ed accattivanti; ed è tanto l’amore che nutre Anna Napoli per la sua terra e per la natura  che intitola Anatomie celesti la scenografia di un campo di girasoli del 2018, alludendo, con il titolo, ai misteriosi movimenti dei girasoli, diretti verso  il Sole, quindi, in atteggiamento mistico e magico, verso il Cielo. Ed ancora, l’ amore per la civiltà contadina, omaggio alla fatica del lavoro dei campi, lo ritroviamo nelle opere  che rappresentano i vecchi contadini, gravati dal peso dei sacchi…

Certamente, la pittura si evolve e se anche il paese,  come affermava nel suo libro  Marguerite Yourcenar, Castel di Lucio a gardé sa fisionomie d ‘antan, ha conservato la fisionomia di Anna Napoli, rendendosi custode delle sue  gioie e dei suoi dolori, dei suoi sentimenti di amore e di nostalgia,  custode di successi  e di piccole sconfitte,  di piccole gioie e grande felicità, nonostante tutto questo, Anna Napoli, senza mai tradire i contenuti legati alla sua amata Terra, ha mutato, nel corso degli anni, il suo stile. Esso rivela, oggi, maggiormente, una spiccata personalità artistica, uno stile non riconducibile ad altri pittori contemporanei, strategie narrative e scenario pittorico che si declinano in stilemi inconfondibili in cui, pur nelle atmosfere mediterranee che rivelano i segni del paesaggio del Mare Nostrum ( come le pale di fichidindia ed i fichidindia che connotano il bacino del Mediterraneo), le opere appaiono come rappresentazioni sintetiche ma efficaci del paesaggio siciliano, cui la pittrice è intimamente legata. Le composizioni degli ultimi anni diventano ricche di simboli, pur essendo semplici da decodificare, ma sempre solari e rivestite dei colori della nostra Trinacria.    

A questo proposito, ricorderei L’orto del nonno, 2017, in cui uno spaventapasseri domina il centro della  scena, unitamente ad  un altezzoso gallo ed una nobildonna con cappello che rimanda alle antiche atmosfere delle farmes siciliane, in cui  il preziosismo della nobiltà siciliana conviveva con la civiltà contadina, in una sorta di accattivante commistione che ricorda (nonostante la Napoli si affermi con una forte personalità) la pittura intrigante di Possenti, che pur nella semplicità e nella descrizione sintetica, rimanda ad un profondità di intenti e di sentimenti; allo stesso modo di un nota canzone di qualche anno fa, apparentemente semplice: Solo tre parole: Sole, cuore amore…è l’amore che ti vuole: prendere o lasciare.  In conclusione, Anna Napoli, in questa antologica, ha raccolto l’ invito d’amore della sua Terra e con altrettanto amore ha risposto con le sue carte pastellate e con le sue tavole che descrivono e raccontano, simbolicamente parlano e comunicano con i colori dell’anima di chi tra le nebbie del Nord, vede, lontano, con occhi di sole, di luce e di colore il suo Paese, quel Castel di Lucio che non ha mai scordato" e non ...dimenticato!" La scelta dell'artista è caduta sul critico siciliano Maria Teresa Prestigiacomo  critico d’arte e letterario, è docente istruzione superiore, giornalista iscritta all’Ordine, direttore della rivista internazionale bilingue Red Carpet Magazine e Pluripremiata ad Hammamet, Sousse, Cartagena Premio Internazionale Cartagine, Premio Calderoni Stampa, Roma, Teatro Valle, per il giornalismo culturale.

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