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UN INTERESSANTE INCONTRO ALLA EX PROVINCIA REGIONALE SU LA POLONIA DI GIOVANNI PAOLO II E LA POETESSA SZYMBORSKA

- La redazione -

Cesare Venuti

La Polonia di Solidarnosc e segnatamente il Papa polacco Giovanni Paolo II sono stati protagonisti attivi, se non artefici assoluti, del movimento di popolo che ha prodotto, nel breve corso di un ventennio, il ritorno della democrazia in Polonia e la disfatta della dittatura sovietica e del Comunismo in Europa. Questo limpido processo dal Comunismo alla Libertà è stato limpidamente e sinteticamente ricostruito dal giovane, intelligente studioso Cesare Venuti nel riuscito, affollato convegno tenutosi il diciotto febbraio u. s. nel Salone degli Specchi della ex Provincia Regionale di Messina.

Interveniva poi il professore Domenico Venuti, presidente del Centro Europeo di Studi Universitari di Pace, portando anche i saluti del prof. Don Biagio Amata, già preside decano dell’Università Pontificia Salesiana di Roma e Rettore Emerito del suddetto Centro Europeo.Giuseppe Rando2

È seguito l’intervento del presidente nazionale del Club Incontri Europei, che ha organizzato il convegno, tracciando peraltro un commosso profilo della compianta Lidia Bentivegna. Ha diretto i lavori la professoressa Donatella Abramo.

Il professore Giuseppe Rando ha quindi illustrato la connessione evidente tra il passaggio della Polonia dal totalitarismo comunista alla democrazia e l’itinerario della poesia di Wislawa Szymborska (1923-2012). Il famoso critico ha difatti rilevato come la grande poetessa polacca, insignita del premio Nobel per la Letteratura nel 1996, dopo due prime raccolte «sociorealiste» pubblicate tra il 1952 e il 1954, si liberi progressivamente (a partire dalla terza raccolta, Invito allo Yeti del 1957), dalla seduzione ideologica del Comunismo giovanile e dal pesante fardello del canone poetico tradizionale (Ad alcuni piace la poesia), per approdare a una «poesia riflessiva», intessuta di filosofia e illuminata dallo «stupore» della realtà conquistata (Il poeta e il mondo), in cui l’espressione orale, conversevole leggera, condita spesso dall’ironia (La cipolla), prevale sull’artificiosità dei modelli poetici imperanti in Polonia e in Europa nella prima metà del secolo.

 

Ultima modifica il Venerdì, 07 Ottobre 2016 18:18
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