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SAN GIUSEPPE NEI CANTI POPOLARI CALABRESI

 

- di Rocco Giuseppe Tassone -

                      Nella genuina e schietta cultura tradizionale d’un popolo grande importanza rivestono le preghiere e i canti religiosi.

                      La Calabria, fedele alla propria eco, ne possiede un ricco patrimonio ed ognuno, sia essi canti sia esse preghiere, tendono a riflettere le aspirazioni intime, gli affanni, le speranze ma soprattutto la fede, fede che vive nel mondo del segreto, dell’incognito e del silenzio.

                      Tra i Santi maggiormente invocati, in Calabria come in tutto il mondo, vi è San Giuseppe e noi oggi vogliamo proporre proprio alcune testimonianze, ormai ricordo di qualche anziana signora che porterà con se nella tomba, raccolte nei diversi paesi della Calabria e che venivano recitate in occasione del 19 marzo.  Il Nostro Santo che in quasi tutti i paesi della Calabria ha dedicata una chiesa o comunque è presente una statua come la bellissima opera di Giuseppe De Lorenzo ad Acquaro (VV) del 1828 e l’altrettanto bella statua di Fortunato De Lorenzo a Caroni di Limbadi (VV) datata 1818.

San Giuseppe meglio identificato come: “ u patri putativu di Gesù ”  Tiriolo (CZ) così canta:

        Prima voce      Maria la rosa, /   Giuseppi lu gigliu, /  datimi aiutu, riparu e cunsiggliu. /

                                Pe’ li me’ randi necessità /  o San Giuseppi, nun m’ abbandunà.

      Seconda voce     San Giuseppi, Vui siti lu Patre,Vergini fuste com’era la Matre, /

                                 de li Santi portastivu lu cure /  Vui siti lu patre de nuostru Signure .

 Una litania, una filastrocca una preghiera vera e propria quella che segue, leggiamola :

                        E ppe’ una mila vota aduramu San Giuseppi,

                        aduramulu ad ogni ura ca è lu Patre de nuostru Signure;

                        e ppe’ duemila vote aduramu a San Giuseppi,

                        aduramulu ad ogni ura ca è lu Patre de nuostru Signure; 

                        e ppe’ tremila vote aduramu a San Giuseppi,

                        aduramulu ad ogni ura ca è lu Patre de nuostru Signure;

                        e ppe’ quattromila vote aduramu a San Giuseppi,

                        aduramulu ad ogni ura ca è lu Patre de nuostru Signure;

                        e ppe’ cincumila vote aduramu a San Giuseppi,

                        aduramulu ad ogni ura ca è lu Patre de nuostru Signure;

                        e ppe’ seimila vote aduramu a San Giuseppi,

                        aduramulu ad ogni ura ca è lu Patre de nuostru Signure;

                        e ppe’ settimila vote aduramu a San Giuseppi,

                        aduramulu ad ogni ura ca è lu Patre de nuostru Signure;  

                        e ppe’ uottumila vote aduramu a San Giuseppi,

                        aduramulu ad ogni ura ca è lu Patre de nuostru Signure;

                        e ppe’ novemila vote aduramu a San Giuseppi,

                        aduramulu ad ogni ura ca è lu Patre de nuostru Signure;

                        e ppe’ diecimila vote aduramu a San Giuseppi,

                        aduramulu ad ogni cantu,

                        lu Patre, lu Figghju e lu Spiritu Santu.

                       

S.GiuseppeA Molochio (RC) forte e viva è la devozione per San Giuseppe che salvò il paese da una invasione dei saraceni. Si racconta, infatti, che i saraceni giunsero a Molochio con l’intento di mettere a ferro e a fuoco il paese, essi dovettero, però, desistere dai loro propositi poiché una forza misteriosa gli impediva di impugnare le armi e quindi spaventati scapparono. Durante la festa a San Giuseppe abbiamo raccolto il canto seguente:

      

                        Voce: Lu diciannovi marzu  ‘nu gigliu spampinau,

                        u nostru patriarca du cielu calau;

                        che bella sta sirata di stari in cumpagnia

                        o San Giuseppi Santu pregati u Diu pè mia. 

                         Coro: Cu vinni e cu non vinni non vi dimenticati,

                        o San Giuseppi Santu no’  ‘ndi abbandunati!

                        Voce: Maria a rosa, Giuseppi u curi

                        Ca San Giuseppi esti u protetturi!

                        Coro: Cu vinni e cu non vinni non vi dimenticati,

                        o San Giuseppi Santu no’  ‘ndi abbandunati!

                        Voce: San Giuseppi giustu e Santu,

                        ‘mbrazza portati u Spiritu Santu

                        e di Santi siti u maggiuri

                        ‘mbrazza portati u nostru Signuri!

                        Coro: Cu vinni e cu non vinni non vi dimenticati,

                        o San Giuseppi Santu no’  ‘ndi abbandunati!

                        Voce: O San Giuseppi Santu miraculusu siti,

                        li grazii chi cercamu mu  ‘ndi li cuncediti.

                        E cu  ‘ndi voli  grazii a San Giuseppi  pemmu veni,

                        iju è miraculusu e li grazii i cuncedi.

                        Coro: Cu vinni e cu non vinni non vi dimenticati,

                        o San Giuseppi Santu  non  ‘ndi abbandunati!  

Mentre nella Piana di Lamezia Terme (CZ):

      

San Giuseppe benedittu, / caru spusu de Maria, / ogni curpa, ogni difiettu / caccia tu de

 l’ arma mia, / pue m’assisti a morte mia / ccu Gesù e ccu Maria.

         E  la Piana di Gioia Tauro (RC) risponde a gran voce:

       San Giuseppi meu, patri dilettu, / veniti a la me casa ca v’ aspettu: / a la me casa vogghju mu veniti, / a li bisogni mei mu succurriti! / San Giuseppi di la carni umana, / spusu di la gran Vergini Maria, / vui grazzi concediti sta bimana, / pe’ riparu grandi pe’ la casa mia!

o, come in altra versione:

       San Giuseppi chi siti lu patri, / siti virgini comu la matri, / Maria la rosa, Giuseppi lu gigliu: / datindi aiutu, riaparu e cunsigliu! / Datindi aiutu, riaparu e cunsigliu! / Ssu Bambinuzzu chi portati ‘mbrazza / cunceditindi ‘na grazzia, / cunceditimmilla a mmia / avanti chi sona l’Avi Maria!

Il Rosario di San Giuseppe,  raccolto a San Martino di Taurianova:

       San Giuseppi meu, Patri dilettu, / veniti a la me’ casa ca v’ aspettu: / a la me’ casa vògghju mu veniti, / a li bisogni me’ mu succurriti! / San Giuseppi, non nd’ abbandonati / a li bisogni e a li necessitati. / Sia lodatu sempri sia / lu nomi di Jesu, Giuseppi e Maria!

           e chiudiamo con un inno alla paternità di Giuseppe: 

       San Giuseppi lu vecchiarellu, / cu’ la nnocca e lu cappellu; / lu cappellu ‘nci volàu, / supra ‘na rosa si posàu; / si posàu pe’ meraviglia: / San Giuseppi cu’ so’ fìgliu!

Rocco Giuseppe Tassone

Bibliografia:

R. G. Tassone:            Miraculu di Ddiu chira matina viaggio etnografico-glottologico tra                  preghiere e canti religiosi in Calabria vol I ed. Pr. U.F.C. e Comune di Candidoni 2002

R.G. Tassone:              E Jeu no’ mi movu di cca’ si Maria la grazia no’ mi fa’ viaggio etnografico-glottologico tra preghiere e canti religiosi in Calabria vol II ed. Pr. U.F.C. 2007

PS Gli studiosi di storia locale ed etnografia religiosa possono richiedere i volumi

di Rocco G.Tassone al recapito mail: uniponti@libero.it

Ultima modifica il Domenica, 01 Gennaio 2017 16:31
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