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Gattarello Gaetano inizia ad apprendere l’arte di ebanista nelle vacanze estive già dalla quarta elementare dal maestro Sebastiano Saitta. Dopo due anni va ad apprendere dal falegname Michele Alemanni e vi rimane tre anni. Dopo si trasferisce a Catania per altri sei mesi. Acquista sicurezza e pensa di aprire un’attività nel paese natio in C.da Martini e vi lavora per alcuni anni. Quando il lavoro scarseggia decide di trasferirsi a Bologna. Arrivato a Bologna lavora in una ditta di falegnameria per tre anni, fin quando gli operai decidono di mettersi in proprio costituendosi in cooperativa e realizzano mobili antichi su richiesta, fra questi quelli realizzati per il Cavaliere Monti a Roma e Bologna e tanti altri per personaggi influenti. Nell’anno 1982 ha nostalgia della terra natia e vi si trasferisce, e riapre il laboratorio di falegnameria in Cda Martini. Nel corso degli anni ha realizzato tantissimi mobili su richiesta. Gattarello ama questo lavoro in modo appassionato, per lui il legno parla, guarda il legno e subito pensa cosa può realizzare.

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Ricicla il legno realizzando piccoli oggetti con il torchio tipo bicchieri, porta penne, lampadari ecc. Ultimamente hanno donato alla Pro Loco di Sinagra un telaio antico del 1920 (erano dei pezzi di legno) Il Signor Gattarello ha assemblato i pezzi di legno tramite una fotografia ricostruendo e restaurando il vecchio telaio che è diventato il fiore all’occhiello del museo del ricamo che è stato inaugurato nel mese di Gennaio a Sinagra. Gattarello ha messo a disposizione della comunità di Sinagra il suo Sapere e la sua manualità in modo che le antiche tradizioni non vengono abbandonate e i giovani possono prendere esempio e salvaguardare il territorio.

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La pasticceria gelateria artigianale Calamunci si trova a Sinagra, in provincia di Messina. L’attività vanta alcuni decenni di esperienza, la gestione è prevalentemente familiare diretta dal maestro Tano Calamunci . Si è sempre curata la qualità dell’offerta con aggiornamenti, corsi di formazione e di specializzazione tanto da arrivare a un riconoscimento a livello internazionale con la vincita, grazie al gelato alla nocciola presentato al concorso organizzato tra i migliori gelatai del mondo della SIGEP a Rimini nel 2001. Prevalentemente fa uso di prodotti locali quale le nocciole, gli agrumi, il pistacchio e le mandorle ecc. Oltre ai dolci tipici siciliani con crema e ricotte, e a torte con disegni personalizzati, la ditta si è specializzata nella produzione di dolci a base di nocciola, che rappresenta al meglio a la cultura del luogo. Tra questi dolci, la crema di nocciole ha riscosso notevole successo: può essere paragonata alla nutella , da spalmare su fette di pane, crostini o farcire dolci. Non manca naturalmente il gelato nocciola , elemento di attrazione per i turisti soprattutto nel periodo estivo. Fra le offerte anche torte di nocciola, paste reali, paste di mandorla, frutta martorana ecc.. In estate il bar ha una grande richiesta anche di granita (limone, fragola, caffè con panna, more, mandorle ecc. sempre accompagnate dalle buonissime briosche, e non mancano i cornetti a mezzanotte.

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La pasticceria Calamunci, inoltre, nel periodo natalizio produce panettoni artigianali mandorlati o farciti o alla crema nocciola o cioccolato, mentre per Pasqua produce colombe e uova di Pasqua personalizzate. Insomma il Bar Calamunci è punto di riferimento e di incontro dove poter gustare un buon dolce, una granita, ecc.. Nelle serate estive vista la posizione del locale e la qualità dei prodotti si fa la fila per poterli gustare, con un sottofondo di gracidare di rane sotto lestelle. Gaetano sin da ragazzino ha fatto pratica nel Bar Foti di Capo d’Orlando, successivamente si ha aperto il locale oggi conosciuto non solo in Sicilia ma anche all’estero per la bontà dei prodotti che realizza.

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         In una, ancora assolata, giornata della prima decade di Settembre del 1934, a Letojanni,  piccolo paesino della Sicilia Orientale proprio sul mare Ionio emetteva i suoi primi vagiti uno splendido  bambino a cui venne imposto il nome GIORGIO, aveva splendidi  occhi azzurri come il mare per cui la mamma in cuor suo sapeva che il suo destino era già segnato.

La sua casa , di fronte al mare, distava dalla battigia poco più di cinquanta metri, qui il piccolo Giorgio è cresciuto, passando la maggior parte del giorno, a giocare sulla spiaggia allora piena di piccole imbarcazione da pesca, una delle principale attività locale. Queste piccole imbarcazioni fin da allora hanno esercitato su di lui un fascino particolare, tanto che chiedeva e riceveva informazioni particolareggiate su questi piccoli natanti e aiutava i pescatori nel “tiro” e “varo”  degli stessi.

All’età di tredici anni, dopo aver conseguito la licenza elementare,  andò a lavorare, quale apprendista barcaiolo, presso un piccolo cantiere navale di Alì Terme, viaggiando su uno sbuffante treno locale.

Qui Giorgio, adolescente, con molta passione ed interesse imparò le prime rudimentali tecniche del mestiere di costruzione e riparazione barche, ma sicuramente quelle poche conoscenze non bastavano all’ambizioso Giorgio, che aspirava a diventare un “Maestro d’Ascia”.

Per poter realizzare il suo sogno doveva completare e affinare le sue conoscenze, allora è andato a lavorare presso grossi cantieri navali a Palermo e Cefalù, che gli rilasciarono un attestato di frequenza  per  potere cosi sostenere gli esami ed acquisire la qualifica di “Maestro d’Ascia”  cose che avvenne all’età di vent’anni davanti ad una qualificata commissione composta da Ingegneri Navali e alti funzionari della Capitaneria di Porto.

Il giovane Giorgio, iniziò così la sua escalation professionale, dapprima lavorò, con la sua fresca qualifica, presso importanti Cantieri Navali, percependo anche sostanziosi compensi, tanto che ritenendosi in grado di poter  mantenere  economicamente  famiglia si  sposò  ancora giovane e si trasferì a Nizza di Sicilia dove iniziò in forma autonoma la sua attività e diventò “Mastro Giorgio il barcaiolo”.

Man mano che il tempo passava il garage al piano terra della sua casa e la piccola striscia di spiaggia che usava per esercitare la sua attività gli  cominciavano ad essere stretti perché la sua fama di bravo barcaiolo cresceva sempre più  e gli portavano delle commesse  importanti.

Allora negli anni ottanta ha chiesto ed ottenuto una concessione di area demaniale ad Alì Terme su cui  impiantò un bellissimo e moderno, per allora,cantiere navale per la costruzione e riparazione di barche da pesca in legno, munito di attrezzature importanti ed esponendosi finanziariamente con le banche.

La sua fama valicò i confini regionali e raggiunse la Calabria con le città marinare di Reggio Calabria, Vibo Valentia, Bagnara Calabra, Melito Porto Salvo, andò anche oltre come la Puglia,  fino a raggiungere Genova città marinara per eccellenza,  costruendo imponenti imbarcazioni da pesca.

In ognuno di questi posti veniva chiamato con nomi diversi, nella Sicilia occidentale “u zi Giorgio” nel calabrese “ mastru Giorgio”  o genericamente “ il signor Giorgio”.  

La sua attività raggiunse il suo massimo splendore costruendo barche da pesca  con stazza fino a 160 tonnellate e barche da diporto fino a 25 metri, mentre  nei mesi invernali  durante il fermo biologico il cantiere si riempiva di grosse barche da pesca che venivano tirate a secco per la manutenzione generale fra cui il calafataggio, dando lavoro anche ad oltre trenta dipendenti.

Le barche da pesca più importanti che costruì portano il nome di “Santa Barbara” con stazza di trentacinque tonnellate, “Ardito”  quaranta tonnellate, “Mosè” sessanta tonnellate, “ Kon Tiki” sessanta tonnellate,” Sicilia” ottanta tonnellate, “Orazio Padre” centodieci  tonnellate, “L’Aurora” centoventi  tonnellate e il “Paradise” di centotrenta tonnellate.

Dopo aver conosciuto la storia e la personalità del signor “Giorgio” passiamo ad esaminare la sua attività descrivendo la tecnica usata per la costruzione di una barca in tutte le sue fasi.

Dopo aver ricevuto la commessa, cercava di capire quali fossero le esigenze e le idee del proprietario e discutevano sul progetto che era personalizzato per  ogni singola imbarcazione, curandone i dettagli nelle più piccole sfumature. La bravura del sig. “Giorgio” consisteva nel dargli una forma slanciata e funzionale da rendere l’imbarcazione veloce e sicura; poi usava la sua tecnica sopraffina per eseguire i lavori di rifinitura,  che erano sempre di qualità eccellente usando materiali pregiati.

Le attrezzature che usava maggiormente nell’esecuzione del lavoro erano l’Ascia , l’attrezzo principe, il mazzuolo, le palelle , la pialla a filo, la pialla a spessore, la sega a carrello e la sega a nastro.

Si iniziava con la scelta del  legname che il nostro “ signor Giorgio”   andava a comprare e visionare personalmente, curando che fosse di pregio e ben stagionato anche se di qualità diversa in base alle parti dell’imbarcazione a cui servivano. Per  la chiglia  usava un legno molto duro e resistente proveniente dall’Africa che si chiamava “azobè” mentre per il fasciame  utilizzava un legno resinoso utile per una maggiore impermeabilizzazione ed anche altri tipi di legno.

Dopo aver preparato i singoli pezzi della barca, chiglia, prora, poppa, ordinate e fasciame che avevano  misure e forme standard in base alla stazza, si passava alla posa a piombo, della stessa su puntelli in legno, equilibrando il peso di prora e poppa con il bilanciere.

Con la posa ad incastro delle ordinate e delle cinghie, in legno di rovere,  fermate da chiodi zincate, si  formava la struttura portante dell’imbarcazione, si proseguiva con la realizzazione della  parte superiore cioè la tavola di cinta che bloccava definitivamente le ordinate.  

A questo punto la struttura della barca era completa e si proseguiva  con la chiusura della poppa e della prora per poi passare alla costruzione delle parti interne ricavando all’interno la sala macchine, la sala motori e una spazio refrigerato, destinato a deposito del pesce, e una parte di essa a deposito di attrezzi in genere. Dopo avere eseguito la fasciatura delle fiancate laterali si passava  alla posa del fasciame di coperta, fermati esternamente da chiodi zincati  la cui testa veniva ribattuta ed incavata nel legno e che  una volta stuccata, gli veniva impedito il contatto con l’acqua salmastra evitandone la corrosione.

Dalla coperta, attraverso il boccaporto, si scendeva nella parte inferiore della barca, mentre sulla maggior parte della coperta si costruiva la cabina in cui si ricavava la sala pranzo con cucina, i bagni e le camere da letto, fuori attraverso una scaletta si accedeva sopra la cabina dove c’era il ponte di comando.

Si completava l’opera con l’impermeabilizzazione del l’imbarcazione  specialmente delle parti sommerse, la cui operazione più importante era il calafataggio, cioè il sistema di evitare che l’acqua filtrasse fra le giunture delle tavole con l’inserimento negli interstizi  di canapa o corda operando con un mazzuolo di legno. Poi si procedeva ad impermeabilizzare il tutto con uno strato di pece quindi si stuccava ed infine si pitturava, ultimamente invece della pece si è usato del minio di piombo, ma sembra che questo prodotto sia nocivo per la salute.

Purtroppo, come tutte le cose della vita, tutto si evolve e tutto cambia ed oramai sulla battigia del  mare ad Alì Terme non c’è più traccia del famoso cantiere navale dello “zi Giorgio” “mastro Giorgio” “sig. Giorgio”, a tenere vivo il suo ricordo solo qualche carcassa di vecchie barche in disarmo.

Ciò è dovuto al fatto che per la costruzione delle barche si usa un nuovo materiale la “resina” e anche, perché i nostri governanti  non hanno supportato e incentivato tale attività con leggi che proteggessero i prodotti  sviluppando una politica Ittica che tenesse conto della freschezza  e la salubrità del prodotto.

Allora oggi, anche sulle tavole degli italiani, malgrado la nostra penisola sia circondata da migliaia di chilometri di spiaggia  e che a differenza dei grandi Oceani, ha una mitezza climatica che permette una pesca tranquilla e una varietà di fauna marina di specie pregiata, arriva un prodotto surgelato, derivante dalla pesca di alto mare o da allevamento, niente a che vedere con il pesce fresco, tutto ciò in nome del dio “denaro”.

Attualmente il  nostro “Giorgio” vive con una misera pensione, quasi nell’indigenza con la moglie invalida, a cui racconta come una nenia il suo passato splendore, anche se lei a causa della sua malattia neanche lo ascolta più.

Negli ultimi anni avendo fatto degli investimenti sbagliati ha dilapidato tutti i suoi guadagni e si  è indebitato con le banche e ora anche se vive ancora nella sua casetta in riva al mare a Nizza di Sicilia, ne ha perso la proprietà, e passa parte delle sue giornate seduto  sul muretto sul lungomare dove persone appassionati di mare gli chiedono consigli a cui lui risponde con malcelato orgoglio.

Quando  mi ha raccontato la sua storia eravamo seduti in riva al mare,  in una  calda giornata d’autunno, mentre  indossava una  camicia bianca che faceva risaltare il suo volto eternamente abbronzato dal sole ,preso in un’intera vita, con i capelli oramai bianchi e i suoi  occhi sempre azzurri come il mare  che mostravano la fierezza di una persona che, anche con i suoi molteplici errori, ha vissuto con pienezza.

E mentre io prendevo appunti lui sciorinava i suoi ricordi, alternando momenti di orgogliosa gioia in cui gli occhi gli brillavano come il sole a momenti di tristezza  in cui si riempivano di lacrime e nostalgia.

Quando abbiamo finito in un momento di trance ci siamo abbracciati mentre le lacrime scendevano copiose e sentimenti contrastanti, si agitavano dentro di me,  certi volte di ammirazione ma anche di rabbia, frustrazione e impotenza,  ma dopo contento mi sono avviato verso casa perché avevo conosciuto una persona che aveva saputo vivere intensamente.

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A Gualtieri Sicaminò, per un’artista avanzato in età, un uomo dalle maniere antiche, dalle mani forti ma affaticate e travagliate, che nasconde molto gelosamente e nel segreto della propria dimora delle vere e proprie opere d’arte, di una bellezza senza tempo, frutto della propria creatività e bravura.

Opere d’arte in ferro battuto, dalle curve morbide come i petali di una rosa rossa impressa su un telaio in ferro forgiato, o come i lineamenti dolci di un viso giovane di San Pio …

Ma ancor più complesse e avviluppate quando queste opere d’arte fanno da struttura e supporto a tavolini, componenti di arredo e addobbo.

Poco importa se elementari o articolate, multiformi o sfaccettate, ma ancor più importante è che tali capolavori sono la testimonianza della disciplina e della vocazione di un artigiano che dedicava la propria vita ad un mestiere difficile da realizzare, descrivere e sintetizzare in poche righe.

E’ davvero impressionante come, da semplici legature di ferro si possa modellare e dare vita a dei manufatti accurati e originali, che esprimono nell’immaginario di chi li guarda emozioni di stupore, fantasia e curiosità ……

Un professionista, esperto ferraiolo, che invita quanti ne sono appassionati ad accostarsi a tal forma d’arte, a riscoprire un antico mestiere tradizionale che, con le moderne innovazioni tecnologiche, rischia ormai di essere superato e abbandonato.  

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ICopianizierà venerdì 28 marzo, alle ore 21, con la proiezione di alcune scene del film “Matrix” presso la sede di Tulime Onlus (via S. Agnelli 5, Palermo), il primo dei tre appuntamenti di cinema e filosofia, in programma per tre venerdì consecutivi.

Cos’è la CineFilosofia? Al termine della visione di un film succede talvolta di continuare, da soli o con altri, a riflettere sui pensieri suscitati da ciò che si è visto. La cinefilosofia, così come verrà intesa in questi incontri, consiste in una interazione tra scene tratte da film, pensieri di un filosofo e riflessioni condivise tra i presenti ed il conduttore come si faceva agli albori della filosofia. Lo scopo non sarà trovare risposte definitive ma suscitare riflessione e consapevolezza per illuminare aspetti della nostra vita quotidiana lontani dalla sterile erudizione.

Programma:

Venerdì 28 Marzo – Il significato della domanda e della ricerca in Filosofia. Scene dal film Matrix, regia di: Andy Wachowski, Lana Wachowski - Usa 1999.

Venerdì 4 Aprile – Memoria e identità tra empirismo e ricerca dell’io. Scene dal film Memento, regia di: Christopher Nolan - Italia 2000.

Venerdì 11 Aprile: Platone vs Aristotele: Siamo tutti copie o originali? Scene dal film Copia conforme, regia di: Abbas Kiarostami - Francia 2010. Ospite di eccezione: Prof.ssa Maria Antonietta Malleo.

 

Dopo una breve introduzione, ogni scena dei film verrà discussa, commentata dal Prof. Vincenzo Lima ed accompagnata da un rinfresco a base di dolci fatti in casa dai volontari.

L’incasso verrà devoluto a Tulime Onlus.

Per partecipare: tesseramento 25 euro.

Info e prenotazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - tel. 091. 427460

 

 

Formazione - di Ornella Settineri -

Lo sfondo mutevole della vita, si presenta talvolta ricco di eventi in cui il “SILENZIO” e l’”ATTESA” sono fratelli consanguinei di un lento e inesorabile DECLINO.

Il vuoto di obiettivi, di progetti e di strumenti esecutivi, che in questi ultimi anni, ha lacerato e continua a lacerare innumerevoli famiglie, ha un nome: FORMAZIONE PROFESSIONALE.

Nel lasso  temporale “ 2011 – 2014”, i disagi vissuti da chi di “FORMAZIONE” ne fa base di sostentamento, si sono trasformati da una forma embrionale,  a fonte principale di grande imbarazzo e seria difficoltà. Malgrado tutto,  gli operatori del settore hanno continuato a svolgere la propria professione con dignità,  rispetto verso il proprio lavoro e quello altrui,  senza però,  alcun confronto,  deferenza in cambio;  e  soprattutto  senza retribuzione.

Un sacrificio, si può dire, prestato nell’auspicio di accarezzare quelle coscienze assopite o forse proprio addormentate tra le braccia di un’ indifferenza;  ma non vorrei credere di  un’ insensibilità: proprio  perché,  coscienze portatrici di coscienza!

Mi riferisco alle coscienze aziendali e istituzionali, verso le quali,  il mio GRIDO diventa accorato.

Un appello forte di enfasi, intinto di SOFFERENZA  e DISPERAZIONE: quella di tutte quelle  famiglie poste al lastrico, il cui prezzo maggiore viene riscattato da ANIME INNOCENTI.

Sono le anime dei figli che scontano gravosamente lo “smacco” di una FORMAZIONE apparentemente pronta a decollare e costantemente ancorata ad un sistema che fa acqua da più fronti!

Ragazzi e ragazze a cui non si da l’opportunità di spiccare il volo, perché si sono tarpate le ali a coloro i quali avevano il dovere genitoriale e l’amorevole volontà di accompagnarli per mano alla vita;  tracciando loro un percorso.

Giovani che avrebbero dovuto rappresentare attivamente  il mondo di domani e che per colpa di chi o di che cosa, non possono,  neppure,  partecipare a  quello di oggi!

Allora,  dove si sono assopite quelle coscienze?

Nel cuore disperato di coloro i quali hanno perso la propria vita,  di coloro i quali non sono più in grado di garantire un pasto dignitoso alla propria famiglia, o nell’oblio di una sordità che ha il sapore di patologico?!

Non occorre dare una risposta oggi…;

occorre dare certezze,… domani!: altrimenti resterà sempre un tunnel senza volontà di uscita!

                                                                                                                     

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Esperienza lavorativa

  

Date (da – a)

 

      - Dal 2007 collaboro nella gestione del “ Lab. Artigianale Gelateria Anni 60” svolgendo mansioni di gelatiere e addetto alla preparazione di prima colazione e focaccia.

- Dal 1990 al 2004 a Calderà  Barcellona P.G. ho gestito, curando tutte le fasi di realizzazione dei vari prodotti, il locale gelateria-bar-rosticceria-tavola calda e fredda “L’artigiano”.

-Nel 1988 ho avviato la mia prima attività (una gelateria) a Barcellona P.G., nel cuore della città, in via Roma.

-Nel 1976 ho lavorato come gelatiere a Tel Aviv per conto di uno sceicco arabo

-Nel 1974 sono stato nominato, per la diffusione del gelato artigianale come: Delegato Regione Lombarda

-Dal 1971 al 1987 a Milano ho gestito un bar-gelateria-pizzeria-tavola calda.

-Nel 1969-1970 ho lavorato presso il bar della Rai di Milano con specializzazione nella preparazione di  cocktail.

-Nel 1968-1969 ho lavorato nella stazione dei pullman a Porta Vittoria a Milano come barista.

-Nel1966-1967 ho lavorato come aiuto cuoco in un ristorante a Monaco di Baviera-Germania.

-Nel 1965-1966 ho lavorato come aiuto cuoco in un ristorante  a Zurigo-Svizzera.

-Dal 1959-1965 ho lavorato nel “Caffè Roma” come banconista, gelatiere, pasticciere – Barcellona.

-Dal 1955-1958 ho lavorato nel “Bar Freni” come aiutante gelatiere e pasticciere – Barcellona.

Istruzione e formazione

                                                                     Licenza Media

             ULTERIORI DIPLOMI                                                        

• Date (da – a)

    

-Ottobre 2012     

Rappresento l’ Italia al Campionato Europeo Del Gelato,

classificandomi al 2° posto - BERLINO GERMANIA

-gennaio 2011

Campionato Italiano dei Gelatieri

Classificato 1°  d’Italia   

Premiato dall’Accademia Gelatieri,

come miglior gelatiere d’Italia – RIMINI

-giugno 2010

Selezionato dall’Accademia Gelatieri,

come fra i 16 migliori gelatieri d’Italia – RIMINI

-aprile 2010

Campionato Italiano dei Gelatieri

1° classificato in Sicilia

Premiato dall’Accademia Gelatieri

come miglior Gelatiere di Sicilia – GIARDINI NAXOS

-ottobre 1995

Premiato dall’ Accademia Gelatieri

Come 3° miglior gelatiere d’ Italia – VENEZIA LIDO

-giugno 1995

Campionato Italiano dei Gelatieri

1° classificato in Sicilia – TAORMINA

-gennaio 1974

Assegnata Paletta d’Oro

dal Comitato Campano Gelatieri Artigianali – NAPOLI

Diploma di partecipazione a

       -Concorso Internazionale – 1999 – Roma

       - Concorso Nazionale  - 1997-1998 - Palermo

       - Concorso Internazionale – 1996 – Fiera  di Rimini

       - Concorso Nazionale – 1996 – Fiera di Messina

       - Concorso Internazionale – 1989 – Fiera di Rimini

       - Concorso Mondiale “Gelato Qualità” – 1987 – Expo Milano

       - Concorso Internazionale -  1975 – Fiera di Rimini

       - Concorso Internazionale – 1974 – Fiera di Rimini

      - altri numerosi diplomi di partecipazione a vari concorsi.

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La Signora Teresa è nata a Sinagra ma vive a Patti. Quando andava alle elementari durante le vacanze estive, sua zia, con la quale viveva, la mandava “a mastra”, cioè andava da una signora che ricamava, ed ha imparato a fare degli orli a giorno e la tecnica base del ricamo. Crescendo oltre al ricamo semplice si è appassionata ai lavori ai ferri e all’uncinetto, si è sbizzarrita a creare tanti centri, bordure, maglie e anche quei famosi plaids realizzati assemblando quadrati realizzati all’uncinetto con gli avanzi di lana. Alle scuole medie durante le ore di applicazioni tecniche, imparava a ricamare il punto croce, che molti anni dopo riesce a perfezionare al punto che riesce ad ottenere un rovescio perfetto. La Sua passione per la realizzazione di lavori manuali, che appaghi la sua creatività, non si ferma. E’ sempre alla ricerca di tecniche nuove. Si sposa, e con l’arrivo dei suoi figli, la sua fantasia si scatena con la realizzazione di costumi di carnevale fantasiosi. Ma la vera svolta avviene circa 5 anni fa, quando in giro per mercerie alla ricerca di bordure per rifinire lavori, si imbatte in un negozietto dove c’erano esposti dei lavori con una tecnica nuova e con materiali molto colorati. Aveva scoperto il patchwork. Passione attraverso la quale, può dare sfogo alla sua fantasia e creatività.

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Che soddisfazione realizzare addobbi per il “suo” albero di natale unico e particolare, cuscini per i suoi figli che li accompagnano durante i loro sonni, Una bambola di pezza per sua figlia, regali unici per le persone a lei care e pensierini da dare in ricordo per i 18 anni di tutti e due i suoi figli: una coccinella segnalibro per il maschio e una lieve farfalla portachiavi per sua figlia. Da questa tecnica nascono lavori meravigliosi non solo a quadrati ma anche realizzando delle figure con le stoffe colorate americane che sembrano dei veri e propri quadri.
Da qualche anno ha portato questa sua passione e creatività a conoscenza di tutti, non soltanto ad amici e parenti.

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Ha partecipato a mostre di artigianato:
 San Marco D’Alunzio per la rassegna fabbri d’arte;
 Ucria per una mostra di artigianato;
 Sinagra per la settimana della cultura “Nebrodi Scenario Sicilia- Europa”;
 Montalbano Elicona per i mercatini di Natale;
 Barcellona Pozzo di Gotto nella fiera dell’artigianato che si tiene ogni fine mese;
 A Montagna Reale per la festa della castagna e per il Natale di una volta.

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