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IL PROFESSORE ALBERTO GENOVESE SE N’E’ ANDATO PER SEMPRE - Docente nei licei, da poco in pensione, si è spento all’età di 68 anni

 

- di Giuseppe Messina -

   Il prof. Alberto Genovese, di Barcellona Pozzo di Gotto, ci ha lasciati per sempre all’età di 68 anni. Docente nei licei era andato da poco in pensione. Chi lo conosceva afferma che era un ottimo docente ed una persona eccellente. Si occupava di cultura, si dedicava alla poesia ed al giornalismo (era stato anche corrispondente della “Gazzetta del Sud”), ma a me fa piacere ricordarlo anche come sostenitore attivissimo del “Movimento per la Divulgazione Culturale” di Barcellona Pozzo di Gotto, specialmente nell’organizzare l’importante evento che si svolge da 21 anni ovvero “I Giorni della Divulgazione della Cultura”. Persona attenta alle cose che riguardano la cultura, è stato anche promotore e componente del “Comitato Organizzatore” in occasione dell’evento per i miei 50 anni di attività artistica e culturale per cui gli sono debitore. Come potrei dimenticare un tale sincero amico?

Alberto e Moglie.RIDOTTA jpg

   Alberto Genovese, ovviamente, mancherà alla moglie e ai giovani figli, Paolo e Claudio a cui non può non andare il nostro affettuoso pensiero, addolorati per tanta perdita. Sì, il caro Alberto ci manca. Non posso non ricordare la lunghe passeggiate disquisendo di cultura e dei problemi che affliggono la nostra Barcellona Pozzo di Gotto. Tante volte, di sera, siamo rimasti seduti in macchina fin oltre la mezzanotte a chiacchierare: parlavamo di tutto, delle nostre esperienze, di eventi storici, di Socrate simbolo di verità e di libertà, di Dante sulla cui modernità concordavamo e di Omero colui che diede l’avvio ai poemi trattanti la mitologia, l’amore e la ferocia bellica a cui gli uomini non hanno mai saputo rinunciare fino ai nostri giorni. Sì, parlavamo di tutto, ma mai mi ha accennato del suo male, un maledetto male che lo stava consumando silenziosamente, vilmente. Ricordo che mi ha reso partecipe delle preoccupazioni per la moglie che faceva dei controlli dopo aver avuto un infarto, ma mai un cenno del proprio stato, tanto che, quando ho appreso la notizia del suo decesso sono rimasto pietrificato poiché ho sempre pensato che godesse di buona salute. Poi, riflettendo ho capito perché ultimamente non rispondeva ai miei messaggi.

Alberto e P. Labisi.jpg RIDOTTA

   Alberto ci ha lasciati per sempre, e noi, unendoci  al dolore dei suoi cari, ci piace ricordarlo così com’era e come rimarrà nei nostri pensieri: un uomo colto, raffinato, schivo come chi mai ha spinto per mettersi in primo piano; praticamente un docente severo, ma buono e sempre disponibile per aiutare gli ultimi.

   Ci piace ricordare questo sincero, pregiato amico gioviale, di animo altruista, di ottima compagnia come chi ha la facoltà di lasciare buoni esempi e buoni ricordi.

   Addio carissimo amico Alberto; sei stato tanto caro che non potremo fare a meno di ricordarti e dedicarti i nostri convivi culturali che seguiranno anche senza la tua presenza fisica. Addio.

  

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