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- La redazione -

“Abbiamo lasciato alle spalle, domenica 11 gennaio 2020, la serata presso l’Oratorio delle Anime del Purgatorio per ricordare delle personalità dimenticate come: il vescovo Santacolomba, ricordato dal libro di Salvatore Bella edito dalla Giambra Editori. E gli interventi di Marcello Crinò che ha ricordato Eutichio Ajello, un abate basiliano vissuto a Barcellona, e Pasquale Galluppi ricordato da Daniele Fazio.” Esordisce così Bernardo Dell’Aglio, presidente della Genius Loci, nel presentare la programmazione trimestrale 2020 di questa associazione culturale che inaugura il tredicesimo anno di attività nel territorio barcellonese.

“Abbiamo avviato, in collaborazione con l’Arcipretura di Santa Maria Assunta e con quella di San Sebastiano, con altre associazioni e con alcuni Istituti scolastici, un “percorso culturale” a ritroso nel tempo, ma anche attuale, per far conoscere alcuni “genii loci” del nostro territorio e al tempo stesso per parlare dello stato dei nostri beni culturali, delle nostre belle Chiese e delle opere artistiche e la “bellezza” che loro racchiudono”.

Il 1° febbraio si svolgerà un convegno intorno alla figura del medico-artista barcellonese Francesco De Francesco. Sarà presentato, per l’occasione, presso l’Auditorium San Vito, da Nino Sottile Zumbo, il suo quadro raffigurante una Madonna nera che stringe al petto un piccolo Gesù anch’esso nero: Nigra Sum Sed Formosa. Un’opera, che a conclusione dei lavori, moderati dall’Arciprete Santo Colosi, sarà donata all’Oratorio delle Anime del Purgatorio.

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In questa occasione, l’architetto Marcello Crinò farà un excursus storico della Chiesa di San Vito e della Chiesa delle Anime del Purgatorio e delle relativa cripta e sarà presentato il restyling dei due pannelli culturali in ferro delle due chiese.

In collaborazione con l’Arcipretura di Santa Maria Assunta e del Liceo Classico, in una data in via di definizione, ricorderemo la figura del filosofo cattolico e antifascista Filippo Bartolone.

Mentre in collaborazione con l’Arcipretura di San Sebastiano e la Pro Loco Manganaro, chiuderà questa iniziale programmazione 2020, all’interno della Basilica di San Sebastiano, con la valorizzazione dell’olio su tela del XVII secolo di Filippo Jannelli:La Madonna degli Agonizzanti”; dell’olio su tela del 1606 di Gaspare Camarda: “La vergine con il bambino”; e le opere degli altri pittori quali il Vescosi, il Russo, e il Conti.

In questa programmazione di inizio di anno, il 15 febbraio 2020, nei locali dell’Auditorium Oasi, è prevista la seconda edizione della consegna della “Mattonella artistica Genius Loci” a cittadini che in certi ambiti hanno espletato una attività culturale di servizio o sociale, importante per la nostra collettività. Un’indicazione vista come un esempio positivo da porgere alla città per l’impegno profuso.

Il gruppo di lavoro della Genius Loci è composto da: Luigi Lo Giudice, Marcello Crinò, Toni Raimondo, Rosita Dell’Aglio, Nello Perdichizzi, Massimo Sindoni, Beppe Iacono, Erminio Salzano, Kleida Vukaj, Valentina Maiorana, Bernardo Dell’Aglio.

21 gennaio 2020

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“In una luce fulgida di fiamma, com'ali bianche nell'azzurro ciel, al tuo trono corrusco, o dolce Mamma, sale il palpito del figlio tuo fedel”.

Oggi i Carabinieri festeggiano la Virgo Fidelis, nostra patrona che ci ha donato l’insegnamento più bello: “Sii fedele sino alla morte”.

- di Maria Teresa prestigiacomo -

Palermo. Per fortuna, si parla ancora di poesia. E se a parlarne sono illustri personaggi del calibro del noto poeta Nicola Romano che rappresentò  la Sicilia in Irlanda e del docente  universitario Eugenio Amato, pertanto profili professionali di elevato spessore, allora il successo è  assicurato. Il tea Bistrot chic del Teatro Massimo potrà  conservare gelosamente custodite la memoria di un passaggio storico di due brillanti personalità. Ricordiamo, di Nicola Romano, numerosissime,  le sillogi poetiche dagli originali Bonsai poetici ai "Tonfi" ...un poeta ormai entrato a far parte della  Storia della Letteratura Italiana  del terzo millennio.

Da non perdere,pertanto,  a Palermo, questo importante incontro con la Poesia:"La poesia come strumento di vita"di Nicola Romano e "La poesia in età imperiale" a cura di Eugenio Amato.Vedasi locandina per la partecipazione di altrettanto illustri personaggi.

 

- di Maria Vadalà -

Monsignor Letterio Gulletta, parroco della Chiesa di “Santa Maria dell’Arco”, presso il Centro polifunzionale “Magnificat” ha organizzato un trittico storico molto interessante che si snoda nell’arco di tre incontri sullo sviluppo della Cappella Musicale a Messina, curato dal Prof. Demetrio Chiatto, cultore di Musica antica e docente presso l’Università della terza età. Con pazienza certosina lo studioso ha realizzato un’opera colossale in nove tomi per rendere fruibile a tutti la storia musicale della città di Messina, riportando alla luce le testimonianze musicali che risalgono fin al IV secolo a.C. e focalizzando l’attenzione anche sui codici liturgici musicali della tradizione bizantina e latina. Colonna portante della sua ricerca è il prospetto storico musicale dal XVI al XVII secolo che, con un exursus accurato, impreziosito da moltissime testimonianze e documenti originali, presenta l’opera dei Maestri di Cappella. La Cappella Senatoria venne costituita a Messina nel 1530 con un regolamento speciale, data la presenza di pochi musicisti in città vennero anche scritturati artisti provenienti da Roma, Napoli, Treviso e Padova. Tra i maestri di Cappella sono annoverati: Eliseo Ghibellino, Giulio Scala, Nicolò Truppo. Molto suggestiva è l’immagine che è stata proiettata del ricco Carro trionfale dei musicisti, descritta nel 1592 da Filippo Gotho, a proposito di Bartolomeo Lombardo, per i festeggiamenti dei gloriosi martiri Placido e compagni, in quell’occasione furono chiamati ben 140 musicisti. Dopo l’inno “O Messanensis Gloria”, venne intonato un Madrigale e poi seguivano altre scene in cui appariva la rappresentazione di Messina “riccamente vestita in oro” che recitava dei versi e dialogava con l’Angelo. Molto interessanti nel volume pubblicato dal prof. Chiatto sono le trascrizioni di alcune composizioni della Cappella rinvenute nell’archivio della famiglia Bottari.

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Tra i Maestri di Cappella del XVII secolo sono stati ricordati: Ottavio Catalano, personaggio di spicco siciliano che operò anche a Roma e mandò a stampa un libro di mottetti a più voci; Vincenzo Tozzi di Roma, compositore di chiesa e di camera, che compose anche due melodrammi: “Il ratto d’Elena” e “Annibale in Capua” dei quali sono giunti a noi solo i libretti. Pur non essendo pervenuta la partitura è noto il tragico avvenimento della morte del cantante protagonista, l’eunuco Giovanni Marquett romano, detto Giovannino e ucciso in cattedrale, a seguito di una lite, il 21 dicembre del 1675 dal violinista Antonio Pandolfi. Altra figura di rilievo fu Paolo Lorenzani Maestro di Cappella anche a Versailles, dove fu ostacolato dalla gelosia professionale di Lully. Importante la figura di Michelangelo Falvetti del quale possediamo la partitura completa manoscritta del “Diluvio Universale” conservata presso la biblioteca Giacomo Longo, che rappresenta l’unica testimonianza musicale del periodo. Antonino Benitti fu Maestro di Cappella per venti anni, di lui viene attestata una prodigiosa guarigione ottenuta per intercessione della Madonna della Lettera padrona di Messina e alla quale per devozione il musicista dedicò 17 libretti. Dopo la sua attenta disamina il prof. Chiatto ha fatto ascoltare di Luigi Platone “l‘Aria di Menabeo” per canto e pianoforte, tratta dal “Dialogo pastorale”. A conclusione della avvincente trattazione è stato rinnovato l’invito a partecipare alla terza conferenza fissata per lunedì prossimo per completare la panoramica storica dei Maestri di Cappella del XVIII secolo.

 - di Marcello Crinò -

Domenica 19 gennaio 2020 al Teatro Mandanici è andato in scena il Il lago dei cigni, con il Balletto di San Pietroburgo. Balletto classico per eccellenza, su musiche di Petr Ilic Tchaikovsky (1840-1893), musicista russo tardoromantico, andato in scena la prima volta a Mosca nel 1877, è il primo dei tre balletti musicati dal compositore musicista russo, ed è considerato uno dei più famosi ed acclamati dell’Ottocento.

Il lago dei cigni, dopo la prima versione del 1877 che non fu molto gradita dal pubblico, fu al contrario apprezzato successivamente con la coreografia di Marius Petipa e Lev Ivanov nel 1895. Il doppio ruolo del Cigno Bianco e dell’ambiguità del Cigno Nero si possono subito percepire grazie alle straordinarie capacità espressive e tecniche della protagonista Oksana Bondareva, étoile mondiale e solista del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo, in particolare nei due splendidi pas de deux del I e del II atto. Altri grandi momenti dello spettacolo sono rappresentati dalla danza dei quattro piccoli cigni e la danza dei grandi cigni, che sinuosamente si muovono su un lago illuminato dalla luna, e gli splendidi walzer nella sala da ballo del palazzo reale.

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La scena si svolge in un parco vicino al castello del principe Sigfrid, il quale, un giorno durante i festeggiamenti per il suo compleanno si allontana dal castello attirato da uno stormo di cigni. Giunge fino ad un lago e mentre cerca di colpire un cigno con il suo arco, questo si trasforma improvvisamente in Odette, regina delle giovani fanciulle vittime di un incantesimo dal mago Rothbart. Egli, affascinato da tanta bellezza, rimane a guardare mentre i cigni riacquistano un aspetto umano e cominciano a danzare. Infine, ritrovata la sua prescelta, Sigfried le giurerà amore eterno, unico modo per spezzare l’incantesimo che trasforma le fanciulle in cigno ad ogni sopraggiungere dell’alba. Il mago Rothrbart si presenta al castello il giorno in cui il principe deve scegliere la sposa. Con lui c’è la figlia Odile, il Cigno Nero, che assume le stesse sembianze di Odette per attirare l’attenzione del giovane. Sigfried sceglie Odile come sposa; ma poi riconosce l’inganno del mago, lo sconfigge, ritrovando l’amata Odette .

Con questa versione de Il lago dei cigni, il Balletto di San Pietroburgo ha voluto mantenere intatte le coreografie originali di Marius Petipa e Lev Ivanov per il Teatro Mariinsky. Le scenografie si rifanno alla Corte Imperiale Russa di quel periodo, inserendo realtà storica e fantasia gotica.  Le scene del I e del III Atto presentano uno stile Classico Fiabesco, quasi magico, mentre il II e IV atto, cioè il lago, ha un ambiente mistico, quasi lunare, dove si alternano attimi tenebrosi e giochi di ombre e luci. Il lago dei cigni rappresenta la perfetta unione di coreografia e musica, ed è diventato sinonimo del balletto stesso e fonte d’ispirazione per generazioni di ballerini, nonché emblema della cultura popolare.

20 gennaio 2020

- Di Giuseppe Messina -

   Francesco Chianese, uomo di teatro da sempre, fondatore del “Piccolo teatro Petrolini” di Barcellona Pozzo di Gotto, ha ideato un nuovo programma teatrale - "Attenti a quei due tra passato, presente e futuro" - del quale la prima tappa è stata la sera del 18 gennaio u. s. quando il palcoscenico è stato occupato nobilmente da due noti personaggi barcellonesi che della cultura teatrale è impregnata la loro esistenza ovvero il professore Gaetano Mercadante, anche scrittore, attore ed esperto culturale dell’attuale Amministrazione della città del Longano e Giuseppe Pollicina attore di teatro e cinema e  regista, già Direttore Artistico dei teatri di Pace del Mela e del “Trifiletti” di Milazzo, nonché fondatore della scuola teatrale “Tanti amici”.

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Ma sul palco c’era anche il Maestro Tommaso Aricò, che ha ideato la sigla di aperture e chiusura dell’evento, il quale con la sua tastiera ha accompagnato e sottolineato sapientemente i vari momenti d’intrattenimento con stacchi musicali di sua composizione. Ha condotto, lo stesso Direttore del piccolo teatro Petrolini, Francesco Chianese. 

   Gaetano Mercadante e Giuseppe Pollicina si sono raccontati, mettendo in evidenza aspetti personali sconosciuti a tanti. Un vero tuffo nel passato tra risate e commozioni che ha interessato e anche divertito il pubblico del tutto esaurito teatro. Una riuscita ideazione che ha permesso ai due protagonisti, aiutati dalle immagini, proiettate sopra uno schermo, di attestare la loro crescita umana ed anche artistica in un percorso più che parallelo: si è appreso che i loro genitori erano molto amici, che si conoscono fin da bambini, che hanno frequentato la stessa scuola elementare e che più volte hanno recitato assieme.

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    Dunque possiamo affermare che è stata “buona la prima”, una serata ben riuscita, durante la quale è stato premiato il George Hotel nella persona di Roberta Giunta che, con il fratello Sandro è proprietario dell'albergo.

   Un evento degno di lode durante il quale non sono mancati i tanti meritati applausi ai protagonisti Mercadante e Pollicina, ma anche al Direttore Chianese che, come per tradizione, si mostra essere un valente divulgatore di cultura.

Distretto 108 Yb Sicilia

Governatore Dott. Angelo Collura

a.s. 2019 – 2020

Lions Club Messina Ionio

Presidente Lions Club Messina Ionio

   Dott. ssa Maria Francesca Scilio

COMUNICATO STAMPA

“Speranze, amore e voglia di riscatto della città di Messina attraverso il suo porto. Rotte commerciali, sviluppo economico e opportunità turistiche”. Questo l’argomento che verrà trattato nel convegno, organizzato dal Lions Club Messina Ionio, che si terrà venerdì 24 gennaio alle 16,00 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Messina.

Sabato 18 gennaio alle ore 10,00 nel salone delle bandiere di palazzo Zanca, si terrà la conferenza stampa per presentare il convegno del Lions Club Messina Ionio “Speranze, amore e voglia di riscatto della città di Messina attraverso il suo porto. Rotte commerciali, sviluppo economico e opportunità turistiche”, che si terrà venerdì 24 gennaio alle 16,00 presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Messina. Alla conferenza stampa di sabato 18, saranno presenti Maria Francesca Scilio, presidente Lions Club Messina Ionio, il prof. Filippo Grasso, delegato per il Rettore al Turismo, l’ing. Mario Mega, Presidente Autorità Portuale dello Stretto, il prof. Salvatore Bottari, associato di storia moderna presso il dipartimento di civiltà antiche e moderne, il prof. Daniele Schillirò, associato di economia politica, dipartimento di economia e Rosario Terranova, coordinatore per la 3 circoscrizione (area ionica) del tema di studio distrettuale “La Sicilia da oggetto a soggetto di sviluppo”.

Il convegno di venerdì 24, promosso in collaborazione con l’Università degli studi di Messina, la Regione Siciliana Assessorato Turismo Sport e Spettacolo e l’Autorità di Sistema portuale dello Stretto, vedrà come relatori: il prof. Salvatore Bottari, associato di storia moderna presso il dipartimento di civiltà antiche e moderne, il prof. Daniele Schillirò, associato di economia politica, dipartimento di economia, l’ing. Mario Mega, Presidente Autorità Portuale dello Stretto, l’arch. Pino Falzea Presidente Ordine Architetti, l’ing. Francesco Triolo, Presidente Ordine Ingegneri e il dott. Rosario Terranova, coordinatore per la 3 circoscrizione (area ionica) del tema di studio distrettuale Lions “La Sicilia da oggetto a soggetto di sviluppo”, le considerazioni finali verranno tratte dal prof. Filippo Grasso a moderare sarà il medico e giornalista Giuseppe Ruggeri. Porgeranno un indirizzo di saluto il Rettore, Salvatore Cuzzocrea, il Sindaco Cateno De Luca, l’Assessore al turismo Regione Sicilia Manlio Messina, il delegato del rettore per i rapporti con il territorio Roberto Montanini, la presidente del Leo Club Messina Ionio Rossana Rizzo. Introdurrà i lavori la presidente del Lions Club Messina Ionio Maria Francesca Scilio.

 

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Messina. Straordinario il concerto de I mircanti al Teatro Savio sabato 18 gennaio

Un programma emozionante, trascinante, sempre diversi e travolgenti,.attingendo  al sound della musica popolare non solo siciliana ma anche del Salento della Murgia di Matera...infatti due dei pezzi più travolgenti erano proprio quelli che hanno evocato i sounds della "pizzica"che nel 2019 con Matera, capitale della cultura, si è  maggiormente diffusa in tutto il mondo. 

Il pubblico messinese attento e selezionato degli abbonati e simpatizzanti Arb ha particolarmente apprezzato e gradito il particolare concerto de I mircanti dai testi emozionanti e dalle sonorità  etniche supportate dalla precisione tecnica dei musicisti del trio, uno dei quali si è  cimentato con notevole successo,  in più di uno strumento a corde....organetto....tamburi percussioni ....chitarra ....armonica a bocca... e poi miti e leggende dal Sirina di Castelmola  con le sue sirene al Mediterraneo addolorato...al boschetto di Castelmola ....sicuro rifugio romantico tra felci e .....capre....del cantante e chitarrista del magnifico gruppo, un pregevole gruppo di canto popolare rivisitato per un gusto anni 2000.

Un' ottima scelta di Davide Liotta direttore di Arb.

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