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- di Maria Vadalà -

Il 30 dicembre presso la Feltrinelli point di Messina si è svolto un interessante incontro culturale “Persone e fatti dimenticati a 111 anni dal 28 dicembre del 1908 ore 5.21”. La manifestazione è stata promossa dal “Comitato Messina 908” e dall’Associazione “Antonello da Messina”. Ha aperto il dibattito il Prof. Dino Calderone che ha sottolineato l’importanza di mettere in luce le vicende  tristi e dolorose, che hanno dovuto affrontare i superstiti del disastroso sisma, ma anche gli atti eroici, sconosciuti dalle nuove generazioni, compiuti dai marinai russi e inglesi e da tutti coloro che, spinti dal desiderio di aiutare il prossimo, sono giunti a Messina da molte città italiane e straniere. Il “Comitato Messina 908”, infatti, si prefigge lo scopo di salvare la memoria “interfamiliare” per poter affidare ai posteri le testimonianze ricevute direttamente dai nostri nonni e parenti che hanno vissuto in prima persona quel terribile evento. Per raccogliere questi ricordi cari e preziosi sono state elaborate delle schede che si possono inviare via e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.  , oppure scrivere al numero 3385677501 tramite WhatsApp o inviare un messaggio alla pagina Facebook “Messina908. Verrà in seguito pubblicato un libro “Figli e nipoti raccontano…Le storie del Terremoto”. I relatori intervenuti hanno messo a fuoco una varietà di aspetti che hanno contribuito a ricordare le conseguenze del terremoto sia dal punto di vista umano che culturale. Il Prof. Antonino Sarica ha letto alcuni articoli da lui pubblicati sulla Gazzetta del Sud e raccolti in un saggio da Sergio Di Giacomo: ha tratteggiato la figura di Giuseppe Michelis di Parma, che si è prodigato alacremente per aiutare la popolazione messinese; ha descritto la situazione critica in cui versava la città dilaniata e offesa  anche dalla presenza degli “sciacalli”, che procuravano disordini tali da far proclamare lo stato d’assedio; infine ha ricordato l’importante opera svolta da Mons. Letterio D’Arrigo, definito “Arcivescovo della rinascita”, che pur avversato dalle autorità civili non ha abbandonato i suoi infelici figli. La Prof. Rosella Faraone ha prospettato una visione filosofica soffermandosi sulle alterne vicende che hanno caratterizzato la pubblicazione della traduzione dell’opera di Kant “Critica della Ragion pura” affidata, per volere di Giovanni Gentile, a Giuseppe Lombardo Radice il quale ha dovuto abbandonare il lavoro a metà perché nel terremoto tutto il materiale raccolto è andato disperso. Il Prof. Sergio Di Giacomo, autore di un volume sul Quartiere Lombardo, ha voluto ricordare la storia di questi primi edifici, realizzati in muratura con criteri antisismici grazie all’Opera Pia Lombarda promossa dal Corriere della Sera diretto da Alberto Albertini. Sono state consegnate nel 1910 ben 23 case progettate dai rinomati architetti: Cesare Nava e Carlo Brogi. La città di Messina per riconoscenza ha dedicato il nome delle vie circostanti alle province lombarde. Ha concluso la serata il Prof. Demetrio Chiatto cultore di Storia della musica, autore di una colossale opera che spazia dal IV secolo a.C. al 1908 dedicata ai musicisti messinesi e corredata da innumerevoli spartiti musicali. Nel suo intervento il Prof. Chiatto ha parlato dell’ultima esecuzione dell’Aida, avvenuta al Teatro Vittorio Emanuele, la sera del 27 dicembre del 1908, diretta dalla prestigiosa bacchetta del M° Riccardo Casalaina, che a soli 27 anni è rimasto vittima del terremoto insieme con la sua giovane moglie. Interessanti sono state le foto mostrate della locandina dell’opera con i nomi degli artisti, le immagini dei vari interpreti e la mappa dell’interno del teatro di tradizione, orgoglio e vanto della città. Il tenore Angelo Gamba è morto in quella notte insieme con la sua famiglia, ma tutti gli altri cantanti si sono salvati dando seguito la loro carriera. Il Prof. Chiatto a conclusione della sua disamina ha anticipato che in febbraio pubblicherà il nuovo volume dedicato alla storia delle Bande musicali messinesi.

- Di Giuseppe Messina -

   L’Associazione Culturale “Spazio teatro Europa 94”, presieduta dal messinese attore-regista di cinema e teatro Nico Zancle, ha organizzato un magnifico evento culturale nella ricorrenza del gravissimo terremoto di Messina avvenuto nella notte del 28 dicembre 1908.

   La manifestazione, ben riuscita, in omaggio alla comunità russa per il suo primo eccezionale soccorso durante il grave evento tellurico che ha distrutto la città dello stretto, si è svolta nel “Salone delle Bandiere della Comunità Europea” sito nel “Palazzo Zanca” sede del Comune di Messina.

NICO 1

   Per celebrare la grande letteratura russa, oltre Nico Zancle, Silvana Paratore e Gaetano Gemelli, che hanno interpretato “Una domanda di matrimonio” di Anton Cecov, hanno partecipato, Giovanni Giuffré, che con lo stesso Nico Zancle ha interpretato “Il canto del cigno” di Anton Cecov, Francesco Rigano, Cecilia Laganà e Argentina Sangiovanni, hanno interpretato un brano de “I fratelli Karamazov” di Fiodor Dostoiovskij. Hanno dato il loro contributo professionale anche: Renato Di Pane e Franz Franciò, che hanno interpretato rispettivamente le poesie “Anima tua” di Fedor Tjutcev e “Per la stanchezza” di Majakovskij. Ma non sono mancati altri pregevoli interventi di personaggi del mondo della cultura, come quelli del. Prof. Giuseppe Rando che ha parlato della letteratura russa e della sua importanza, Giuseppe Sturniolo che ha letto la poesia “La blusa del bellimbusto” di Majakovskioj; Ruslava Kustusik ha letto “Poesia” di Marina Cvetava. Altri lettori di poesie di autori russi sono stati: Giovanna Sculco, Viviana Guerra, Nino Minutoli, Salvatore Celano, Domenica Iero, angelo De Marco e Antonino Bevilacqua. Al sottoscritto è toccato leggere “La Partenza”, una poesia di Boris Pasternak, il poeta che era solito dire: «L'arte è nell'erba e bisogna avere l'umiltà di chinarsi a raccoglierla», l’autore dell’unico romanzo della sua produzione letteraria “Il dottor Zivaco”

NICO AL MICROFONO

C’è una significativa frase, tratta da questo suo romanzo: «Vivere significa lanciarsi sempre in avanti, verso qualcosa di superiore, verso la perfezione, lanciarsi e cercare di arrivarci.» e Boris Pasternak c’è riuscito. Da questo capolavoro della narrativa novecentesca, nel 1965 sarà tratto il film omonimo di successo diretto da David lean, con Omar SharifJulie ChristieGeraldine Chaplin,                                               Alec GuinnessRod Steiger ed altri.
 

   Il romanzo fu rifiutato dall'Unione degli Scrittori che ai tempi del regime bolscevico-stalinista non poteva permettere la pubblicazione di un libro che, fortemente autobiografico, raccontava i lati più oscuri della “Rivoluzione d'Ottobre. L'opera, bandita dal governo, fu causa per l'autore di persecuzioni intellettuali da parte del regime e dei servizi segreti che lo costrinsero negli ultimi anni della sua vita alla povertà e all'isolamento. Ad ogni modo il manoscritto riuscì a superare i confini sovietici e il libro, nel 1957, fu pubblicato per la prima volta in Italia, tra molte difficoltà, dalla Giangiacomo Feltrinelli Editore in una edizione diventata poi storica, di cui subito parlò il critico letterario Francesco Bruno.

NICO E IL PUBBLICO

   Il libro si diffonderà in occidente e nel giro di pochissimo tempo, tradotto in più lingue, diventerà il simbolo della testimonianza della realtà sovietica.

   Nel 1958, per Il dottor Živago, fu a Pasternak il Premio Nobel per la letteratura. Proprio l'assegnazione del premio scatenò una vicenda mai registrata prima che vide il coinvolgimento dei servizi segreti occidentali. Infatti il regolamento dell'Accademia Svedese, ente designato a scegliere il vincitore del Premio Nobel per la letteratura, prevede che per ottenere il riconoscimento, l'opera in questione debba essere stata pubblicata nella lingua madre dell'autore, requisito che il romanzo di Pasternak non aveva. Pertanto, a pochi giorni dall'assegnazione del premio, un gruppo di agenti della Cia e dell'intelligence britannica riuscì ad intercettare la presenza di un manoscritto in lingua russa a bordo di un aereo in volo verso Malta. Obbligarono così l'aereo a deviare, per entrare in possesso, momentaneamente, del manoscritto che, fotografato pagina per pagina, fu precipitosamente pubblicato su carta con intestazione russa e con le tecniche tipografiche tipiche delle edizioni russe. Questo lo stratagemma per consegnare il capolavoro perseguitato alla verità e al merito del Premio Nobel.

RANDO MESSINA PARATORE ETC

   Dapprima Pasternak inviò un telegramma a Stoccolma esprimendo la sua gratitudine attraverso parole di sorpresa e incredulità. Alcuni giorni più tardi, in seguito a pressanti minacce e avvertimenti da parte del KGB circa la sua definitiva espulsione dalla Russia e la confisca delle sue già limitatissime proprietà, lo scrittore con rammarico decise di comunicare all'organizzazione del prestigioso premio la sua rinuncia per motivi di ostilità del suo Paese. Pasternak rifiuta così la fama, il denaro del premio e il riconoscimento che avrebbe trovato all'estero per non vedersi negata la possibilità di rientrare nell'URSS. Da allora trascorrerà il resto dei suoi giorni senza aver ritirato il premio e comunque perseguitato. Morirà due anni più tardi in povertà a Peredelkino, nei dintorni moscoviti, nel 1960, (non aiutato da chi, vergognosamente, in Italia e in altre nazioni si arricchiva con la vendita del suo romanzo)

   Il romanzo fu pubblicato legalmente in Russia solo nel 1988, nel periodo di riforma dell'Unione Sovietica promosso da Gorbačëv, e sarà il figlio dell'autore Evgenij che si recherà in Svezia nel 1989 per ritirare il  premio spettante al padre 31 anni prima. Evgenij, che ha dedicato la vita alla memoria del padre pubblicando tra l'altro un'edizione critica in undici volumi dell'Opera Omnia e ripercorrendo il percorso esistenziale che aveva portato lo scrittore alla conversione cristiana. Evgenij Borisovič Pasternak è morto a Mosca il 31 luglio 2012, all'età di 88 anni.

- La redazione -

 Nuovo riconoscimento letterario per la messinese Silvana Foti, che si è classificata al secondo posto nell’ambito del concorso letterario nazionale organizzato  dall'Associazione Accademia Euro Mediterranea delle Arti diretta dal critico letterario prof.ssa  Maria Teresa Prestigiacomo.

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La cerimonia di premiazione si è svolta nella elegantissima Villa Liberty della Via Tommaso Cannizzaro a Messina. Congratulazione per la nostra poetessa.

- di  Giuseppe Messina -

   Il chitarrista Juliano Parisi ha incantato la platea al “Circolo delle Lucertole” di Barcellona Pozzo di Gotto, fondato nel 2016 e presieduto da Viviana Isgrò, dove si è esibito interpretando un repertorio di pezzi classici e meno classici, ma comunque molto noti per la loro bellezza armonica.

JULIANO E GIUCOMO

   Il Maestro Juliano Parisi,  reduce del suggestivo scenario dell’Accademia Chigiana a Siena dove ha tenuto un concerto curato dal Maestro Giovanni Puddu, suo Insegnante di Alto Perfezionamento di Chitarra Classica, messinese - come riportato dalle sue note biografiche - si forma presso il Conservatorio Musicale “Arcangelo Corelli della sua città dove consegue il diploma di chitarra. Successivamente acquisisce due diplomi accademici di secondo livello, con il massimo dei voti, rispettivamente in discipline interpretativo-compositive ed in didattica della musica. Abilitatosi all’insegnamento, il Parisi entra nei ruoli dello Stato nel 2016. Terminato un lungo periodo di perfezionamento interpretativo sotto la guida del maestro Angelo Gilardino, approda nel 2017 alla scuola del maestro Giovanni Puddu, sua attuale guida.

JULIANO E GIUSEPPE

   Presso l’Accademia Pianistica Internazionale di Imola “Incontri col Maestro”, segue i corsi di maestri quali Franco Scala, boris Petrushansky, Leonid Margarius, Jn Ju. Inoltre ha preso parte alle Masterclasses chitarristiche dei maestri Marein Dylla ed Arturo Tallini.

JULIANO IN CONCERTO

   Juliano Parisi appartiene al novero di quei musicisti italiani che vanno adoperandosi, con energia, tanto sotto il profilo dell’attività concertistica, quanto sotto quello dell’insegnamento, per restituire al proprio strumento dignità e ruolo culturale nella comunità musicale alta. Suona uno strumento del maestro liutaio Guido di Lernia, realizzato per lui nel 2017.

   A Barcellona Pozzo di Gotto, Juliano Parisi, da solista, ha eseguito musiche di Bach, Giuliani, Mertz e Mangoré. In duo, con Giuseppe De Pasquale ha eseguto musiche di Piazzolla, mentre con Giacomo Scattareggia, ha eseguito musiche di Gismonti e Dowland.

JULIANO VIVIANA

   In conclusione c’è da sottolineare che Juliano Parisi non è la prima volta che si esibisce a Barcellona Pozzo di Gotto, egli, infatti è tra i più attenti collaboratori del “Movimento per la Divulgazione Culturale” nell’organizzare tutti gli anni “I Giorni della Divulgazione della Cultura” durante i quali si è fatto apprezzare come musicista assieme ad altri soci e collaboratori come il Maestro violinista Giuseppe Fabio Lisanti, il Maestro Alessandro Monteleone, primo maestro di chitarra dello stesso Parisi ed altri giovani musicisti come Daniele Ruta e Angelo Forganni.

- di Maria Teresa Prestigiacomo -


Taormina, Me. Per un felice auspicio di radiosi successi per l' anno nuovo, la Fondazione Taormina Arte saluta il 2020 al Teatro Antico, il 31 dicembre, ore 11.30 con il concerto di fine anno, in coproduzione con la Fondazione The Brass Group. Il concerto rientra nel progetto promosso e sostenuto dall’Assessorato Regionale Turismo, Sport e Spettacolo e volte alla destagionalizzazione e alla valorizzazione delle eccellenze artistiche.

Cinque grandi personaggi della musica declinata al femminile, ognuna con una sua personalità esecutiva ed interpretativa: Carmen Avellone, Lucy Garsia, Flora Faja, Anna Bonomolo e Alessandra Mirabella accompagnate dalla maestria di Vito Giordano, arrangiatore direttore musicale e tromba solista, Diego Spitaleri al pianoforte, Fabio Lannino al contrabasso e Basso elettrico, Sebastiano Alioto alla batteria, Giuseppe Preiti alle tastiere, incanteranno il pubblico al Teatro Antico di Taormina domani 31 dicembre alle 11:30 in una concerto che vuole salutare l’anno vecchio e dare il benvenuto all’anno nuovo. “Wish you Merry 2020” presenta un repertorio ben bilanciato tra gli immancabili "must" natalizi ed alcune perle dei più grandi musicisti del jazz, con il comune denominatore dello spirito di festa. Nate da un progetto musicale di Fabio Lannino e Vito Giordano per la Fondazione the Brass Group, le protagoniste del gruppo sono cinque grandi personaggi della musica declinata al femminile, ognuna con una sua personalità esecutiva ed interpretativa. Cinque Donne, con una storia artistica lunga e densa di importanti esperienze in ambito jazz, soul, con qualche sconfinamento in ambiti country e pop. I brani scelti sono arrangiati dal Maestro Vito Giordano, la produzione esecutiva è di Fabio Lannino per la Fondazione The Brass Group. Quello delle Ladies è un caso davvero raro nel mondo dello spettacolo per il clamoroso successo che ha addirittura preceduto il debutto, avvenuto il 14 dicembre del 2018 al Real Teatro Santa Cecilia. Successo che poi palco e pubblico hanno non solo confermato ma accresciuto al punto che al concerto d’esordio fu necessario aggiungere numerose altre date e adesso, a distanza di un anno, varare una nuova edizione.
 Si conclude così il programma Racconti a Natale organizzato dalla Fondazione Taormina Arte Sicilia una serie di eventi alla Casa del Cinema, al Teatro Odeon e al Teatro Antico di Taormina e in due dei più bei teatri di Palermo, il Real Teatro di Santa Cecilia e il Teatro Spasimo che hanno raccontato il Natale attraverso il cinema, il teatro, i suoni e i canti tradizionali.
Racconti a Natale è un programma sostenuto dalla Regione Sicilia, dal Parco Archeologico Naxos-Taormina, dal Comune di Taormina, dagli Assessorati Regionali Turismo, Sport e Spettacolo, Beni Culturali, dall’Associazione Sensi Contemporanei, dalla Direzione Generale Cinema e dall’Agenzia per la Coesione Territoriale.
Ingresso Libero ad inviti
Info: 3917462146
www.taormina-arte.com

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Taormina, Me. Count down per il tradizionale Concerto di Capodanno dell'Orchestra a plettro Città' di Taormina che rimane uno degli eventi più attesi del cartellone delle festività natalizie della Perla dello Jonio. Un appuntamento con la buona musica che si ripete da più di quarant'anni e che non ha mai deluso le aspettative del suo pubblico.

Il concerto, offerto dall’Amministrazione comunale, si terrà al Palazzo dei Congressi di Taormina – sala teatro il 1 gennaio 2020 alle ore 19,30 (ingresso gratuito fino ad esaurimento posti). Il concerto di Capodanno di quest’anno segnerà l’inizio dei festeggiamenti per i 110 anni dalla nascita della storica Orchestra taorminese. Il programma sarà quindi un omaggio ai Maestri che si sono succeduti nel corso di questa lunga storia di amore per la musica e gli strumenti a plettro, ma sarà anche l’occasione per eseguire alcuni brani tratti dal grande repertorio sinfonico-operistico e dalla canzone napoletana.

Il programma prevede, inoltre, l’esecuzione di alcune composizioni tratte dal lavoro discografico appena uscito dal titolo ‘Soundtracks’. Il nuovo CD dell’Orchestra a plettro è un viaggio attraverso la grande musica per film e rappresenta il frutto del forte legame che unisce Taormina e la sua storica Orchestra al cinema fin dal 1960, quando Michelangelo Antonioni la volle nel film ‘L’Avventura’. Grazie agli arrangiamenti scritti dal M° Chico Scimone e dal M° Antonino Pellitteri, la musica del grande cinema è diventata parte del repertorio musicale che l'Orchestra propone con successo nei suoi concerti in Italia e nel mondo. ‘Soundtracks’ non è solo il primo CD realizzato dall’Orchestra a plettro, ma è soprattutto il realizzarsi di un sogno iniziato molti anni fa e fatto di amicizia, di condivisione, di duro lavoro, di sperimentazioni, di gioia di vivere, di collaborazioni, di fallimenti e di rinascite. In ogni nota suonata da questi preziosi strumenti c'è un po' della storia dell’Orchestra a Plettro Città di Taormina, una realtà nata nelle botteghe taorminesi, e diventata, grazie al desiderio di condivisione e alla tenacia di generazioni di musicisti, un patrimonio musicale da esportare nel mondo.

Tra i concerti che hanno visto l’Orchestra protagonista nel 2019, ricordiamo, tra tutti, quelli realizzati per la prestigiosa rassegna musicale ‘Iblaclassica’ sotto la direzione artistica del M° Giovanni Cultrera, la partecipazione alla 65esima edizione del Taormina Film Fest prodotta da Videobank s.p.a. e quella alla IX edizione del Taobuk-Taormina Book Festival curata da A. Ferrara,  la partecipazione al MiCo di Milano al 102nd Lions Clubs International Convention,  il concerto per il "Musicfest" di Avola e, infine, il concerto realizzato nell’ambito della programmazione ‘Autunno all’Odeon’ a cura della Fondazione Taormina Arte Sicilia.

Il 1 gennaio p. v. salirà sul podio il M° Antonino Pellitteri, che, dal 2008, è il direttore stabile dell’Orchestra a Plettro Città di Taormina. Al suo fianco, Emanuele Buzi (primo mandolino), Elisabetta Monaco (liuto cantabile), Alfredo D'Urso (chitarra solista), Ilenia Leonardi (soprano), Flaminia Chiechio e Carmelo Pellitteri (flauto) e l'entusiasmo e l'esperienza di tutti i membri dell'Orchestra. Presenta la serata il dott. Cino Restuccia.

- La redazione -

28 dicembre 1908 un terremoto di magnitudo 7.2 della scala Mercalli, si abbatté violentemente sullo Stretto, colpendo Messina e Reggio in tarda nottata, alle 5:20 ora locale. 

Altissimo fu il numero dei morti, di feriti e catastrofici furono i danni materiali.

Un ricordo triste e straziante. Noi di MessinaWeb.eu li abbiamo ricordato e continuiamo a farlo in modo dignitoso rivolgendo un pensiero ed una preghiera ai morti del terremoto del 1908.

 

  - Marcello Crinò -

Il Gran Concerto di Fine Anno, proposto dalla Banda Musicale Placido Mandanici il 26 dicembre al Teatro Mandanici è stata l’occasione per ascoltare buona musica eseguita da musicisti locali e due brani inediti mai ascoltati dopo la morte del musicista a cui è stato intitolato il teatro. La Banda, diretta da Bartolo Stimolo, è giunta al ventesimo anno di attività, e per il quarto anno consecutivo esegue questo concerto nel giorno di Santo Stefano al Mandanici. Il programma è stato illustrato passo passo da Rosanna Benevento, che in un momento è stata coadiuvata dall’esperto del Sindaco, prof.  Gaetano Mercadante. Questo è avvenuto nel momento in cui è stata eseguita l’Ouverture da Lisola disabitata di Mandanici.

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Il programma è stato aperto  dal Canto degli Italiani (Fratelli d’Italia) di Novaro-Mameli nell’arrangiamento di Fulvio Creux. E’ seguito il Gran finale del secondo atto dell’Aida di Verdi. E qui la novità di quest’anno: la presenza del corpo di ballo “A tempo di danza” di Luana Gaipa, con le danzatrici e i danzatori che hanno arricchito alcune esecuzioni musicali.  Uno dei momenti più importanti della serata è stata l’esecuzione dell’Ouverture del melodramma L’isola disabitata di Placido Mandanici (Barcellona 1799-Genova 1852).

L’isola disabitata rappresenta il primo lavoro musicale di Mandanici di cui abbiamo notizia. Il libretto è tratto da un’azione teatrale in un solo atto di Pietro Metastasio (Roma, 1698-Vienna, 1872), già messo in musica da altri compositori prima di Mandanici, come Jommelli, Haydn e Spontini.  L’edizione mandaniciana, come ci informa il musicologo Gioacchino Grasso (Placido Mandanici, Ila Palma, 1992) fu preparata per il Regio Teatro del Fondo di Napoli e andò in scena nell’estate del 1829. Il manoscritto originale si trova conservato nella biblioteca del Conservatorio di S. Pietro a Majella. La vicenda è ambienta su una piccola isola dove sono costretti a riparare a causa di una tempesta i quattro protagonisti in viaggio verso le Indie occidentali per raggiungere il padre di uno di loro, governatore  di quei territori. L’opera secondo la stampa dell’epoca riscosse un’ottima accoglienza.

Ancora di Mandanici l’esecuzione del Valzer, tratto da La Festa del Ballo in Maschera, scritto ben prima dei valzer di Strauss. Anche questo brano è stato proposto in prima esecuzione moderna assoluta. Le trascrizioni in notazione musicale moderna e arrangiamento per orchestra di fiati delle due musiche di Mandanici sono state curate dal Maestro Salvatore Farina, coadiuvato dal Maestro Gaetano Cannuli.

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La Banda ha eseguito inoltre Moyses-Poema Biblico, ottima composizione originale per banda del siciliano Federico Agnello; l’Hallelujah di Leonard Cohen, con la voce di Ottavia Guarrera; Goddes of Fire, anch’esso originale per banda di Steven Reineke; Arabesco Siciliano di Salvatore Schembri, con Giovanni Ragno solista al “friscaletto”; Attorno al presepe, rapsodia natalizia con temi della tradizione pastorale italiana di Marco Marzi; la Polka francese In Krampfenwaldl di J. Strauss Jr.; il celeberrimo Libertango di Astor Piazzolla nell’arrangiamento di Jerome Naulais, il Valzer brillante di Giuseppe Verdi utilizzato nel Gattopardo di Luchino Visconti.

In conclusione i saluti di Nino Grasso, Presidente dell’associazione musicale “Eduardo Russo” alla quale fa riferimento la Banda e dell’assessore Nino Munafò in rappresentanza del Sindaco e dell’Amministrazione Comunale.

A nostro avviso si è trattato di uno spettacolo di qualità ben superiore a quello di certi "divi" sopravvalutati che propongono paccottiglia a buon mercato a pubblici di bocca buona. Col merito di aver fatto conoscere altri due brani del “nostro” Mandanici. Vogliamo sottolineare anche la presenza e la distribuzione al pubblico del programma di sala, che dovrebbe essere una consuetudine in un teatro, ma spesso è disattesa.

27 dicembre 2019

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