Login to your account

Username *
Password *
Remember Me
rfodale

rfodale

 

Maria Teresa Prestigiacomo

In partnership con l'Associazione "Opera dei Pupi" di Messina e l'Associazione "Michele Valori" di Roma, sotto il patrocinio dell'Ordine degli Architetti di Messina, nel Centenario dalla Nascita, la Biblioteca Regionale "G.Longo" intende celebrare l'insigne figura dell'Architetto e Urbanista,uno dei fautori della progettazione e ricostruzione del secondo dopoguerra in Italia.

L'evento si articolerà in due momenti convegnistici che si svolgeranno presso il Salone Eventi d'Istituto sabato 15 aprile 2023, alle ore 17:30 e domenica 16, alle ore 10. Dopo i Saluti Istituzionali e l'Introduzione da parte della Direttrice, Dott.ssa Tommasa Siragusa, seguiranno gli Interventi a vario titolo di: Arch. Giuseppe Falzea, Presidente dell'Ordine degli Architetti di Messina; Arch. Martina Polimeni, Responsabile dell'Agenda Urbana, Ambiente, Paesaggio e Patrimonio per l'Ordine degli Architetti di Messina; Prof.ssa Lucia Maria Finocchiaro, Pedagogista e Docente di Storia e Filosofia, e l'Arch. Michele Palamara, Libero Professionista e Docente  presso UNITRE Messina.

Interverranno, altresì, la Sig.ra Paola Valori, figlia di Michele, Gallerista e Presidente dell'Associazione "Michele Valori" istituita nel 2012, e Daniele Gonciaruk, Attore e Regista.

Una ricca esposizione dal posseduto d'Istituto, corredata da Bibliografie tematiche, farà da corollario all'importante iniziativa culturale.

Verrà proiettato un video sul villaggio UNRRA di Messina a cura dell'Arch. Giannone e saranno esposte 8 piantine progettuali del Villaggio UNRRA messe a disposizione dal Genio Civile di Messina.

Si prega darne massima diffusione.

In allegato la locandina e il comunicato stampa.

E' gradita la presenza di un Vostro Operatore.

In attesa di incontrarci in occasione dell'evento, si porgono Cordiali Saluti.


Ufficio Relazioni con il Pubblico
La Referente URP Funz. Dir.
Maria Rita Morgana

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
tel.090674564

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

 

MESSINA (13 apr.) – Dopo gli ultimi sold out registrati nella programmazione 2022/2023, l’Ente Autonomo Regionale Teatro di Messina prosegue con determinazione il percorso di rilancio e modernizzazione avviato dalla sua governance anche nell’ambito del più ampio progetto di innovazione avviato con la “camera digitale” in corso di realizzazione.

Il Teatro Vittorio Emanuele sempre più tecnologico: arriva l’App, già disponibile su iOS e android, che aggiornerà gli utenti su spettacoli, cartelloni, eventi, progetti, news e promozioni ad hoc, oltre che consentire in maniera ancor più facilitata l’acquisto dei biglietti. Ed ancora l’innovativa funzione on-demand per vedere gratuitamente le produzioni dell’Ente. Contestualmente è stato totalmente rinnovato il sito istituzionale, che non vedeva un restyling dal 2014: la nuova veste grafica, più moderna e accattivante, garantisce una navigazione intuitiva e scorrevole da desktop e da mobile, contenuti ex novo e maggiore accessibilità e velocità per l’acquisto dei biglietti, con tonalità e colori espressione dell’identità dell’Ente e del logo istituzionale.

All’indirizzo www.teatrovittorioemanuele.it si aprirà una schermata dal rinnovato design. Un’interfaccia lineare e scorrevole che, sia nella visualizzazione da mobile sia in quella da desktop, garantirà all’utente una navigazione semplice e intuitiva. Ad armonizzare e valorizzare l’esperienza, la nuova veste costruita sulle tonalità che identificano le attività istituzionali del TVE.

Stiamo lavorando affinché il nostro Ente non resti indietro rispetto ai grandi cambiamenti degli ultimi anni – dichiara il presidente dott. Orazio Miloro – e per questo siamo impegnati verso un graduale processo di trasformazione anche tecnologico. Oggi, dopo l’avvio del progetto del “Teatro digitale” lanciato durante la pandemia – prosegue Miloro - presentiamo un ulteriore step. Una nuova piattaforma progettata partendo dall’ascolto dei suggerimenti e delle richieste del nostro pubblico per offrire un’esperienza d’acquisto e una navigazione facile, veloce e intuitiva. Questa strategia di innovazione digitale parte da un uso consapevole degli analytics e che oggi mira a consentire al TVE di avvicinare al Teatro tutti gli spettatori, più o meno tecnologici. L’obiettivo nel medio termine è di proporre nuovi servizi per il nostro pubblico valorizzando il network culturale, economico e sociale che fa perno sul nostro teatro. Per questo progressivo ed intenso lavoro – conclude il presidente Miloro - mi sento ringraziare per l’impegno ed il loro prezioso contributo il Sovrintendente, avv. Gianfranco Scoglio, unitamente ai componenti del Consiglio di Amministrazione, il dott. Giuseppe Ministeri ed il maestro Lorenzo Scolaro.

Immaginare il teatro decontestualizzandolo da tutto ciò che è stato fino ad ora e pensarlo per un meccanismo tecnico tarato anche verso il web e le tecnologie digitali – dichiara il sovrintendente avv. Gianfranco Scoglio - non solo per raggiungere un’utenza maggiore e diversificata nell’età, ma in grado di amplificare la realtà stessa della scena potendo, attraverso la tecnologia, cogliere alcuni dettagli che in Teatro stesso si perdono. Insomma – conclude Scoglio - il web può rappresentare uno straordinario strumento per la formazione delle nuove generazioni e per parlare il loro linguaggio e, nel contempo, un’occasione anche economica per fornire linfa vitale a tutti i settori teatrali.

www.teatrovittorioemanuele.it è una piattaforma dinamica che verrà giornalmente implementata al fine di armonizzare tutto quanto ruota attorno al comparto della cultura 

 
 
 Maria Teresa Prestigiacomo 

Messina. Da non perdere assolutamente, l ' appuntamento al teatro Vittorio  per la programmazione del fine settimana  per

MANOLA
di Margaret Mazzantini

con Nancy Brilli e Chiara Noschese

scene Federica Parolini
costumi Lisa Rufini
disegno luci Alessandro Verazzi

assistente alla regia Alessandra De Angelis
assistente scene e costumi Eleonora De Leo

regia Leo Muscato

produttore esecutivo Michele Gentile
organizzazione Carmela Angelini

durata spettacolo 1 ora e 40 Atto unico

Una commedia irriverente, tratta da un testo molto interessante di una delle scrittrici italiane più amate, due interpreti di sicuro richiamo: tutto questo (e molto altro) è “Manola” il prossimo appuntamento della stagione di prosa del Vittorio Emanuele di Messina, in programma venerdì 14, sabato 15 aprile alle 21 e domenica 16 aprile alle 17:30, protagoniste Nancy Brilli e Chiara Noschese, impegnate nella versione teatrale dall’omonimo romanzo di Margaret Mazzantini.
Il divertimento è assicurato (e anche la riflessione) con questo spettacolo che ha debuttato in dicembre, attualmente in tournée sui palcoscenici nazionali, per la regia di Leo Muscato, scene di Federica Parolini, costumi di Lisa Rufini, una produzione Enfi Teatro – Artisti Riuniti – Il Parioli.
La trama riprende quella del romanzo, arricchita e resa più vitale che mai dalla verve delle due protagoniste: due sorelle gemelle in contrasto tra loro, come due pianeti opposti nello stesso emisfero emotivo. Anemone (Nancy Brilli), sensuale e irriverente, che aderisce ad ogni dettaglio della vita con vigoroso entusiasmo, e il suo opposto Ortensia (Chiara Noschese), uccello notturno, irsuta e rabbiosa creatura in cerca di una perenne rivincita. Le due per un gioco scenico si rivolgono alla stessa terapeuta dell’occulto e svuotano il serbatoio di un amore solido come l’odio. Ed è come carburante che si incendia provocando fiamme teatrali ustionanti, sotto una grandinata di risate. In realtà la Manola del titolo, perennemente invocata dalle due sorelle, interlocutore mitico e invisibile, non è altro che la quarta parete teatrale (il pubblico) sfondata dal fiume di parole che Anemone e Ortensia rivolgono alla loro squinternata coscienza attraverso un girotondo di specchi, evocazioni, malintesi, rivalse canzonatorie. Una maratona impudica e commovente, che svela l’intimità femminile in tutte le sue scaglie. Come serpenti storditi le due finiranno per fare la muta e infilarsi nella pelle dell’altra, sbagliando per l’ennesima volta tutto. Perché un equivoco perenne le insegue nell’inadeguatezza dei loro ruoli esistenziali.
L’ambientazione della pièce si svolge in una stanza d’albergo distrutta e opprimente in cui Anemone e Ortensia, le due gemelle in contrasto fin da prima della nascita sono una, “un fiore sgargiante che sboccia in pieno sole, l’altra una pianta senza petali favorita dall’ombra” e si muovono nella catastrofe avvenuta come se fosse normale, ormai abituate ad arrampicarsi con disinvoltura sul caos, a sopravvivere. Ortensia, spettrale e vestita di nero, Anemone raggiante e coloratissima: due persone talmente diverse da rappresentare gli opposti archetipi della femminilità. Introversione contro estroversione, profondità contro superficie, tanti problemi contro nessun problema. Ma con tutte le loro differenze, Ortensia e Anemone sono accomunate da un'esilarante capacità di raccontarsi, da una gustosissima rappresentazione-confessione della propria femminilità. E non solo: i loro ruoli si possono benissimo invertire; e così la donna nera e la donna coloratissima non sono due entità distinte, due estranee sorelle gemelle, ma diventano due facce della stessa medaglia. E il loro racconto alla bizzarra e stravagante Manola è fatto solo per avere attenzione e comprensione.
“Manola” è un testo “sfrenato” con due interpreti formidabili, in grado di dare prova della loro versatilità affrontandolo con un linguaggio comico, colto e gergale, in cui alto e basso si alternano proprio come nella realtà, raccontando una tragedia contemporanea in chiave di commedia esilarante.

Teatro Vittorio Emanuele:
Venerdì 14 aprile 2023, ore 21
Sabato 15 aprile 2023, ore 21
Domenica 16 aprile 2023, ore 17:30

 

- di Maria Teresa Prestigiacomo 

 
 
Barcellona Pozzo di Gotto , Me. Da non perdere il salotto letterario poetico che si svolgerà al Villino Liberty al centro della Città del Longano, con letture di poesie, ad opera di valenti poeti della fascia ionica e tirrenica siciliana.
 
 
- di Maria Teresa Prestigiacomo  -
Consumare le uova costituiva la fine di una privazione..la Chiesa  impediva il consimo nel digiuno di Quaresima n terzo secolo...solo nel 1500 la Chiesa ha eliminato questa regola . Ma le galline continuavano a produrre uova ...pertanto si consumavano  in gran quantità  dopo i 40 giorni di Quaresima. Ecco il motivo della diffusione massiva delle uova a Pasqua nelle ricette delle pietanze e dei dolci . L' uovo inoltre significa rinascita e vita è  dunque un sombolo pasquale cui nessuno rinuncia: in tutte le famiglie anche le meno agiate, vi sono sempre le uova di Pasqua di cioccolato e nelle famiglie davvero povere il lunedi di Pasqua non mancheranno le uova sode sulle "cuddure" siciliane o calabresi o sui casatiellu campani con la pasta dolce o salata.La consommation des œufs, tout comme celle des laitages et de la viande, a été interdite par l’Église au 3è siècle, lors de l’institution du jeûne du Carême, détaille La Croix . Si cette mesure a été levée au 16è siècle par le Vatican, elle est restée largement suivie par la population. Et comme les poules continuaient de pondre pendant le Carême, comme tout le reste de l’année, les œufs étaient conservés jusqu’à la fin de la période du jeûne de 40 jours.
Ainsi, au jour du dimanche de Pâques, les œufs abondaient sur les tables. D’autres étaient offerts, parfois intégrés dans des recettes créées pour l’occasion et devenues typiquement pascales, comme les pâtés garnis d’œufs du Berry, la fouesse bretonne (une pâtisserie en forme d’étoile) ou encore l’alise vendéenne (une galette briochée). Manger des œufs à Pâques symbolise donc la fin des privations.

La redazione

Messina. La presidente dell’Ammi Lilli Cuomo Cavallaro ( Associazione moglie dei medici di Messina), presso
l’Ordine dei Medici, sotto il patrocinio dei Lions Club Messina Host ( presidente Santino Morabito),
dell’Archeo Club Area Integrata dello Stretto,( Giovanna Trovato, presidente) della Fidapa Capo Peloro (
presidente Nazzarena Amedeo e Fidapa di Giardini Naxos ( Alessia Barbagallo) e dell’Accademia
Euromediterranea delle Arti( Presidente Maria Teresa Prestigiacomo) ha presentato il libro di Giovanni
Albano Alle Porte dell’Alba, Kimerik Editore, un romanzo di introspezione che ha avuto un contributo da
parte di Cettina Costa, relatrice che ha indagato sul registro linguistico, sul genere e sulle influenze
letterarie dell’autore, inoltre, l’evento ha goduto della presentazione dell’autore da parte di Attilio
Andriolo, (presidente Associazione Teseo), di Rosellina Zamblera( che ha brillantemente dialogato con
l’autore) e di Maria Teresa Prestigiacomo, critico e giornalista che ha evidenziato, da critico d’arte, oltre che
letterario, quanto Giovanni Albano ami l’arte e la Letteratura, tanto da accostare ogni suo viaggio, ogni sua
visita nelle capitali d’Europa, ai maestri che hanno lasciato un segno nella Storia dell’Arte: Prestigiacomo ha
ricordato il pittore Mucha, fondatore dell’Art Nouveau che l’autore “incontra” durante un suo viaggio , a
Praga: ciò fa notare il critico, denota la poliedrica cultura dell’autore che in seno al romanzo, cita più
importanti pittori e scrittori che incontriamo nella Storia dell’Arte e della Letteratura europea ed
internazionale.
Non potevano mancare i saluti del presidente dell’Ordine dei Medici Giacomo Caudo che ha rivolto un suo
caloroso saluto all’autore ed ai presenti, inoltre ha porto i saluti la presidente della Fidapa di Giardini Naxos
e la presidente dell’Associazione “ Aiuto alla Vita” di Vittoria Quarenghi, presieduto da Irene Barbaro
( all’associazione era devoluto l’incasso della vendita del romanzo di Albano, medico Primario presso
l’Ospedale di Lipari). Alla manifestazione culturale era presente anche la Presidente Nazionale dell’Ammi
Francesca De Domenico.
Intervallo musicale d’eccellenza con la straordinaria voce da Gospel di Paola Miraglia accompagnata al
piano dal suo valente maestro Francesco Micali. La maestra di Danza Antonella Gargano si è, invece, esibita
in un’ efficace ed elegante pantomima ed in una danza, facendosi interprete dei personaggi e delle storie
scaturiti dalla fervida fantasia di Giovanni Albano e del suo romanzo, in parte autobiografico. Nella foto da
sinistra a destra: Albano-Cavallaro-Zamblera-Costa-Teseo

Domenica 2 aprile sul sagrato della Chiesa di Camaro superiore sì è svolta

la sesta edizione di "Un bonsai per la Casa della Misericordia",la struttura
umanitaria diretta da Mariella Costantino che dal 2015 accoglie senzatetto,
migranti,vittime di tratta,profughi di guerra in modalità h 24.
I cento bonsai d'ulivo,donati dai Vivai Anania di Milazzo sono stati tutti distribuiti
in poche ore per una raccolta record di 1300 euro.
Ancora una volta Messina e in particolare la Comunità parrocchiale di Camaro
superiore hanno supportato con calore e partecipazione l'attività della Onlus.
Hanno espresso soddisfazione per il successo dell'evento benefico il presidente
Francesco Certo e il Parroco Mons.Francesco La Camera.

 Di Rosario Fodale -

Tante le presenze di amici, di estimatori, di soci della “FilicusArte” di Milazzo
presieduta dalla Professoressa Caterina Barresi e del “Movimento per la
Divulgazione Culturale” di Barcellona Pozzo di Gotto, il cui Presidente Fondatore è
l’artista Giuseppe Messina, Associazioni culturali che hanno organizzato l’evento
nell’auditorium del bel parco dedicato al Maggiore Giuseppe La Rosa a Barcellona
Pozzo di Gotto (Me). L’evento è stato dedicato allo stesso Maestro Giuseppe
Messina, uno dei più anziani artisti della città del Longano, in occasione della
presentazione in pubblico del suo diciassettesima libro.

CON ALESSANDRO MONTELEONE
A relazionare sull’attività artistica e culturale del Maestro Messina sono state, oltre
la Professoressa Maria Torre, sua biografa, anche lei artista, la scrittrice Graziella Lo
Vano, la Professoressa Caterina Barresi e l’Assessore alla Cultura Angelita Pino che
oltre a parlare dell’artista ha portato i saluti del Sindaco Avv. Pinuccio Calabrò e di
tutta l’Amministrazione Comunale che ha concesso il patrocinio gratuito e il locale. Il
magnifico intervento musicale è stato del grande Maestro Alessandro Monteleone che
con la sua chitarra ha estasiato il pubblico.
La professoressa Torre, che ha dato inizio alla serata, in qualità di biografa ha
ricordato alcuni momenti significativi dell’attività artistica del Messina che si è
distinto in diversi ambiti dell’arte, infatti egli è pittore, scrittore, autore di teatro,
sceneggiatore, regista, attore di teatro e cinema, ma anche giornalista. da scultore ha
realizzato anche opere pubbliche, come il monumento all’eroe della prima guerra
mondiale Luigi Rizzo, sul porto di Milazzo; il monumento allo storico di Barcellona
Pozzo di Gotto Nello Cassata, oltre opere funerarie ed il Cristo fermato, come fosse
in un fotogramma, nel momento in cui spezza un braccio della croce mentre,
contemporaneamente, scende dalla stessa croce ed il monumento a Demetra fonte
della vita. Questi due ubicate negli spazi attorno la “Casa Museo” dello stesso artista
sita ad Acquaficare quartiere di Barcellona Pozzo di Gotto, meta di tanti visitatori e di
scolaresche.

INTERVENTO DI CATERINA BARRESI
La Professoressa Maria Torre ha accennato ad alcuni dei tanti premi che sono stati
attribuiti al Maestro nelle sua lunga carriera. “L’elenco sarebbe troppo esteso” - ha
sottolineato - “Mi limiterò a ricordare soltanto la medaglia d’oro attribuitagli dal
Senato della Repubblica Italiana per la trilogia dedicata ad Omero ovvero ‘Odissea
ultimo atto’ che continua l’opera di Omero; ‘La leggenda di Omero’ che reinventa la
vita del cieco poeta e ‘Stirpi di Atlantide’ che narra gli ultimi giorni del continente
sprofondato in mare di cui racconta Platone. Poi è stato insignito della targa d’argento
da parte del Presidente della Repubblica, come premio alla carriera ed in fine del
Trofeo dell’Assemblea Regionale Siciliana, altro premio alla carriera”.

Subito dopo è stato il turno del Maestro Alessandro Monteleone il quale, alla fine
della sua esibizione, ha visto il pubblico alzarsi in piedi per attribuirgli un
lunghissimo applauso.


La scrittrice Graziella Lo Vano ha indagato nell’intimo contenuto del libro di
Giuseppe Messina composto da trentatré poesie, quasi tutte in quartine endecasillabe,

ed un monologo intitolato “Cristo 432 anni dopo Socrate”, ed ha fatto notare come
l’autore abbia trattato, da agnostico quale egli si definisce, la figura di Cristo, soltanto
come uomo rivoluzionario, che aveva capito, a differenza di Barabba, che gli invasori
romani non potevano essere sconfitti né con la guerriglia, né con un potente esercito.
Ecco, dunque, il Cristo che sceglie di fare la sua rivoluzione predicando l’amore,
divulgando il messaggio d’amore che può vincere su tutto, il messaggio di
fratellanza, di giustizia, di uguaglianza, di pace, di verità; tutti sentimenti scomodi per
i corrotti e i corruttori. Lo stesso Cristo era diventato un uomo scomodo per i
sacerdoti corrotti i quali, come ben sottolineato nel monologo, cominciarono a
tramare per eliminarlo e ci riuscirono. Infatti non fu il potere di Roma a condannare a
morte Gesù Cristo: Ponzio Pilato aveva lasciato nelle mani del popolo la vita
dell’imputato Cristo, quel popolo vile che si era fatto convincere da chi voleva
eliminare l’uomo scomodo e scelse di liberare Barabba. Proprio come era successo
432 anni prima al filosofo Socrate, un uomo buono, giusto che lottava per fare
trionfare la verità, condannato dal popolo ingrato e corrotto ovvero da chi come
Callicle, uno degli accusatori del Filosofo, il quale lo aveva minacciato dicendogli
“Socrate, tu devi rispettare i guardiani del gregge affinché le pecore se ne stiano
buone!”. Giuseppe Messina, specie nel monologo, sapientemente fa un encomiabile
parallelismo tra Cristo ed il filosofo greco Socrate, un parallelismo che fa capire
come fino ai nostri giorni, quando qualsiasi potere corrotto e corruttore, sia esso
politico, religioso o economico si sente infastidito da chi è onesto perciò scomodo,
riesce ad eliminarlo, come un qualsiasi ostacolo, spesso servendosi del popolo
incolto, disinformato, corrotto o prezzolato. Quasi tutti i versi di questa sua
pubblicazione esprimono dei parallelismi, ed ecco un esempio:
Gesù, un tempo, parlava alla folla
e così parla ancora qualche giusto,
però Gesù non fu salvato allora,
l’altro è ristretto in un angolo angusto.
Ciascuno lascia qui il proprio segno,
la sua parola e, spesso, il suo dolore,
così, colui ch’è giusto e soffre, lascia
l’illuminante segno del suo amore.
Come evidenziato nella stessa nota dell’autore, dai suoi versi emerge un Cristo
uomo innamorato dell’amore, mai divinizzato, un rivoluzionario in mezzo al popolo
per il popolo, per elevarlo dalla sua condizione di ignoranza e sottomissione al potere
corrotto e corruttore.
Alla fine, la scrittrice Lo Vano suggerisce al Maestro Messina di leggere il suo
monologo contenuto nel libro. Egli accetta e con questo, che suscita un grande, corale
applauso, si conclude l’evento dal sapore straordinario.

Calendario

« Settembre 2023 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
        1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30