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Silvana Foti

Gen 29, 2020

- La redazione -

Silvana Foti nasce a Messina dove attualmente vive. Dopo avere conseguito la laurea in Lettere Moderne, sviluppa l’amore per l’arte poetica che sente parte della sua anima.

Inizia negli anni un lavoro di propria produzione che va dalla poesia in italiano a quella in vernacolo ricevendo notevoli consensi. Partecipa a molti concorsi letterari nazionali ed internazionali classificandosi anche ai primi posti. E’ una donna peloritana di attualità contemporanea con una personalità sensibile che trae da tutto ciò che la circonda emozione arcaica da elargire al mondo.

La sua Poesia è un atto di pace, di libertà, il segnale dei sentimenti che la possiedono e si manifestano nelle parole della memoria, nella favola degli attimi di vita che racconta, nei momenti della sua confessione e che riesce a trasmettere al prossimo.

Le forti emozioni l’hanno resa una poetessa dalle espressioni scritte “ad alta voce” che le sue liriche contengono e che vogliono essere un monito per il lettore per richiamare la sua attenzione.

Esse infatti creano ologrammi di paesaggi e figure emozionali ,come un canto dell’anima dove, accompagnati per mano, i sentimenti quelli per la natura, per la propria terra, per il proprio mare, per tutto ciò che ella percepisce e vede , per la vita che ella ama, vengono trasmessi mettendo a nudo la propria anima senza finzioni e senza paure.

Silvana Foti, figlia dello Stretto di Messina, è’ la poetessa delle armonie, della luce, della gioia , dell’estasi , della libertà e del sacro. Scrive infatti anche poesie a tema religioso dedicate a Santi della propria città e nazionali, riscuotendo notevole successo essendo nate dopo rappresentazioni teatrali a cui ha partecipato come attrice.

Ha già pubblicato alcune sillogi poetiche. Nel 2005 “Pensieri in fuga” edizioni Il Gabbiano, dove si fondono vari sentimenti dell’animo. Nel 2017 fa parte insieme ad altre nove poetesse messinesi di una antologia “Donne voci nel vento” edizioni Edas nella quale ognuna di esse con la propria diversità, traccia attraverso il poetare i diversi stati d’animo di una poetica al femminile. Nel 2018 pubblica “Meraviglioso immenso mare” edizioni Edas poesie sul mare della propria città che ella ama profondamente. Non smette mai di scrivere, è di prossima pubblicazione un romanzo autobiografico sulla propria famiglia e sul suo stato di gemella monovulare a cui sta lavorando già da qualche anno. Amando anche il teatro, dedica molto del suo tempo libero cimentandosi in spettacoli di lodevole impegno in teatri della città e della provincia con varie compagnie teatrali.

Avendo lavorato presso un ente pubblico organizzatore di mostre, manifestazioni ed eventi, ha rivolto il proprio interesse alla organizzazione di mostre, soprattutto dell’artigianato, all’arte pittorica, organizzando estemporanee di pittura, manifestazioni artistiche e collettive d’arte tra un caffè letterario e una poesia. Spesso fa parte di giurie di concorsi letterari e offre la sua opera per recensire libri sia di poesia che romanzi. Si accosta con curiosità ed interesse all’associazionismo, è socio da anni all’Asas, Associazione siciliana arte scienza e a Messina.web.eu e ritenendolo un completamento dell’artista, ha frequentato con successo corsi di pittura, ripresi dopo una sosta di anni ed un sogno nel cassetto è di potere realizzare una sua mostra personale a cui sta intanto lavorando ritagliandosi il proprio tempo tra una passione e l’altra.

                                                                                                                                     

 

- di  Maria Teresa Prestigiacomo -

Parigi. Conquisterà il Grand Prix Art 2020 a Parigi il modello Seby Di Stefano che ha conquistato il titolo di Mister Bello d'Italia ed ha conquistato numerose Fasce nei vari concorsi Nazionali e Regionali. Ha sfilato per importanti stilisti in qualità di Modello  per l'Agenzia di Moda Vanity. Ricordiamo tra le sfilate più importanti, quella recente al Palazzo Ferrajoli, Alta Moda a Roma, nelle splendide location di Piazza Colonna nell'antica dimora patrizia del Principe Ferrajoli.

Nel Museo Grand Palais davanti all'opera di Marco Rizzo Rizzorco che esporrà nel Museo parigino dal 11 febbraio al 17 febbraio 2020, Seby Di Stefano nell'elegante location del Museo, laddove risuona ancora l'eco vicina, dei passi delle modelle dell'Haute Couture del noto stilista scomparso Lagerfield. Liì, Seby Di Stefano riceverà il suo ambito Premio, nel Museo Liberty che si adagia sul boulevard più elegante del mondo: gli Champs Elysees, una sicura conquista di uno step che porterà sicuramente lontano il Modello, per una raggiante carriera.   Sarò presente Enza Mignacca e lo staff dell'Accademia Euromediterranea delle Arti che adesso annovera tra i suoi iscritti, accademico, Seby Di Stefano, una figura professionale di elevata qualità. Padrino dell'evento  e ospite d'onore Albert Kriemler stilista internazionale, general manager di tessuti di alta moda di pregio. Presente all'evento il dr Gennaro Galdi vicepresidente dell'Accademia citata, organizzatore del Grand Prix.

- di  Marcello Crinò -

Il quartiere di Nasari è uno dei più antichi di Barcellona, in quanto esistente già nel 1270. Anticamente il feudo di Nasari si estendeva verso sud e confinava con quello di Gurafi. La chiesa di Nasari, dedicata inizialmente a S. Maria di Nasari, esisteva già nel 1300, come risulta dall’elenco delle “decime” degli anni 1308-1310 (cfr. Raziones Decimarum ..., a cura di Pietro Sella, p. 47).

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Fu poi dedicata a San Rocco, in occasione della peste del XVI secolo, e forse venne anche ampliata assumendo la configurazione attuale. Un primo intervento di ripristino in epoca moderna risulta effettuato nel 1945.  In seguito, nel 1999, fu operato un restauro vero e proprio con risistemazione degli spazi interni secondo le nuove norme liturgiche che prevedono la collocazione del tabernacolo in una cappella a se stante, dove è stato messo in evidenza un antico arco in pietra. In quell’occasione sotto il pavimento, realizzato negli anni Cinquanta del secolo scorso, venne rinvenuto l’antico pavimento in cotto settecentesco e tre cripte con volte a botte, nonchè un pozzo per il deposito di ossa umane. Sono stati trovati pure i resti di sette altari. Non è stato possibile operare un recupero di queste strutture per mancanza di fondi, e quindi sono state lasciate due piccole botole vetrate nel nuovo pavimento in cotto per mostrare il pavimento sottostante.

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La chiesa conserva varie tele del XVII secolo e una delle più belle sculture esistenti nella nostra città: la statua di Santa Caterina d’Alessandria, opera sicuramente di Vincenzo Gagini (1527 circa-1595), come risulta dallo studio pubblicato sul fascicolo della rivista “Kalos” dedicato a Milazzo (n. 5 del settembre-ottobre 1993).  Realizzata intorno al 1560, risponde infatti allo  stile del suo ultimo periodo e il modello di riferimento è una statua del padre Antonello eseguita per la chiesa di San Domenico di Palermo. Secondo una leggenda locale, era destinata a una chiesa di Castroreale, ma i buoi che trainavano il carro con la statua giunti di fronte alla chiesa si fermarono e non vollero più proseguire, e nonostante gli sforzi dei presenti non fu più possibile farli andare avanti. Si decise così di portarla all’interno di San Rocco e porla in un altare a sinistra della navata.

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25 gennaio 2020

 

- di Maria Teresa Prestigiacomo -


Messina. Il fascino del varietà francese a Messina? Quasi, quasi....ma con volontari attori cantanti medici ingegneri...professionisti...dalla odontoiatra dott.ssa Elvira Marsico allo specialista medico ex ospedale Papardo Dr Renato Caldarera...etc una sera per la solidarietà e la ricerca contro le malattie neuromuscolari gravi: musica, recitazione, comicità e danza, sono questi gli ingredienti del varietà “I nostri anni ‘80” che vedrà esibirsi ancora una volta sul palco del Vittorio Emanuele “I Fikissimi” i medici-artisti messinesi, ormai conosciuti e amati dal pubblico messinese per le loro performances canore e teatrali  che realizzano con lo scopo di aiutare le realtà del territorio che si occupano di volontariato. In questo caso sono ben 2 le associazioni cui verrà destinato l’incasso della serata: “Cambiamenti PSA, che si occupa di dare assistenza e supporto alle persone affette da malattie neuromuscolari e alle relative famiglie e al Centro socio pedagogico E-Duco. Solidarietà e spettacolo, un connubio che “I Fikissimi” portano avanti con impegno e passione, riuscendo nel tempo a guadagnarsi l’effetto dei messinesi che ad ogni loro evento rispondono numerosi. Grande attesa dunque anche per questo nuovo e originalissimo spettacolo di varietà, che sta registrando il sold out e che si preannuncia già come l’ennesimo successo del gruppo messinese. I medici-artisti Fikissimi sono: Massimo Pulitanò, Cosimo Milone, Francesco D’Arrigo, Rita La Paglia, Luisa Barbaro, Giovanna Genitori, Katia Bevacqua, Elvira Marsico, Carmelo Peditto, Francesco Calogero, Salvatore Signorino, Fabio Catalano, Renato Caldarera, Massimo Calapaj, Pietro Bitto. Con loro ci saranno anche Marcello Fatato, Oscar Cartagenova, Letizia Lucca, Santina Restuccia, Sara Doddis e i giovani Fikissimi: Giulia Accetta, Emanuele D’Arrigo, Marco Leonardi, Chiara Milone, Marco Milone, Gabriele Pulitanò, Gianmaria Pulitanò, Giovanni Pulitanò e Giuliano Pulitanò. Ad arricchire il varietà le coreografie di “Accademia Arts” di Rosaria Doddis. Presenta Letizia Lucca.

 

L'incontro sarà dedicato a " LO STRETTO DI MESSINA ".

Relazioneranno :

La Prof.ssa Elena Santagati - " Il Mito e la Storia ".

Il Prof. Mauro Cavallaro - " Il Fenomeno Stretto ".

Proseguendo il nostro viaggio nel passato, andiamo scoprendo altri luoghi-simbolo di Messina che ci aiutano a comprendere lo spessore della storia che ci resta alle spalle, dando così un senso al nostro presente. Lo Stretto di Messina, che poeti del calibro di Edoardo Giacomo Boner e Salvatore Quasimodo ribattezzarono “Bosforo d’Italia” per la sua sorprendente analogia con il braccio di mare che bagna Istanbul (la bellezza, d’altronde, si nutre di somiglianze) è da tempo immemorabile simbolo della città. Origine e contenitore di miti immortali (Scilla e Cariddi, Colapesce, Fatamorgana) e teso tra due sponde che da millenni si affrontano in fascinosa sfida, lo Stretto è altresì un autentico fenomeno naturalistico la cui evoluzione talasso-orografica merita particolare attenzione.

Valicati i suoi confini, approdiamo quindi nel cuore della città nuova e precisamente in quella Piazza Cairoli che ha costituito, nel post-terremoto, un saldo punto di riferimento ricreativo e culturale ospitando tra l’altro la Libreria Ospe (ove convenivano gli intellettuali della “Scocca”) e il Ritrovo Irrera, sede d’incontro della migliore gioventù e della mondana borghesia messinese degli anni Cinquanta-Sessanta.

Ma c’è anche una città segreta che distende le sue propaggini nel sottosuolo del perimetro urbano, una città composta di multiple stratificazioni, a segnare il passaggio di una serie imponente di civiltà racchiuse oggi in un grumo che chiede, a ogni costo, di venire alla luce. La città sepolta è un grido del passato che a tratti  fa riemergere  dal profondo la nostra identità collettiva. Un’identità di transiti continui, favoriti dalla vocazione marinara di un porto baricentrico nel Mediterraneo, che disegnano la complessiva immagine di una Messina aperta, ariosa, accogliente.       

Nell’attesa di incontrarci un

Cordiale saluto

La direzione

Museo del Novecento 

Messina 24 gennaio 2020  

Allegati:

1.  Programma 1° trimestre 2020

  

                                                                MUSEO DEL NOVECENTO

ORARIO VISITE 

DA  OTTOBRE   FEBBRAIO

daMARTEDÌaVENERDÌ

Mattina  ore 10:00 – 13:00

Pomeriggio ore 16:00 -  19:00

SABATO  e DOMENICA ore 10:00 – 13:00

Chiuso: Lunedì

È possibile prenotare telefonicamente visite per gruppi di minimo 10 adulti (senza nessun costo aggiuntivo), ad orari e/o giorni diversi da quelli di apertura indicati

Viale Boccetta alto  –  Messina

( seguire segnaletica dal Liceo Archimede

Inversione ad  “u”   al 1° semaforo per chi arriva dall’ autostrada

info: 3897623501  email:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.museomessinanel900.it

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Messina.Medicina spirituale Psicologia biblica discernimento spirituale e Preghiera del cuore per San Valentino con interessanti e brillanti relatori  del calibro di Monsignor Di Pietro(vedasi locandina)

- di Maria Teresa Prestigiaccomo e Francesca Rossetti  -       

Roma.Definito da Christian Dior “il miglior creatore della moda italiana”, Roberto Capucci non è solo un’icona dell’alta moda, ma siede di diritto nel Parnaso dei grandi artisti. Ospitate nei musei di tutto il mondo, le sue creazioni sono sculture plastiche; ma sono anche dei tourbillon di plissé, giochi di movimento usciti da fontane sgorganti non acque, bensì preziosissime taffetà e sete in sfumature che persino l’arcobaleno stesso faticherebbe ad annoverare.

“Se consideriamo che, nella sua più alta accezione, il balletto è un insieme armonioso di pose plastiche e di kinesi, le creazioni di Capucci sono dei veri e propri balletti”, dice Daniele Cipriani, aggiungendo che “è proprio questa loro peculiarità che mi ha spinto a chiedere al Maestro di creare alcuni costumi per Les Étoiles, il gala internazionale di danza. E lui ha accettato! È la prima volta che Roberto Capucci crea per la danza, ed è un immenso onore poter presentare al mondo le sue creazioni durante le tre serate di Les Étoilesall’Auditorium Parco della Musica - Roma, il 24, 25 e 26 gennaio 2020.

 

Due i costumi firmati da Capucci per Les Étoiles. Il primo verrà indossato per un rovente Zapateado dallo spagnolo Sergio Bernal, il bailador carismatico del Balletto Nazionale Spagnolo, capace di incendiare di fuoco andaluso gli animi degli spettatori fin dall’istante in cui irrompe in scena. Il secondo sarà – è il caso di dirlo – un costume degno di una divinità visto che viene indossato dal coreano Young Gyu Choi del Balletto Nazionale Olandese nel ruolo dell’Idolo d’Oro, uno squisito cammeo di gusto esotico e di gran virtuosismo.

 

È un connubio fecondo, quello fra danza e moda, nato nei primi del Novecento grazie alla geniale intuizione dell’impresario dei Ballets Russes, Serghei Diaghilev, che usava commissionare costumi da couturier di grido come Paul Poiret, Mariano Fortuny e Coco Chanel. Da allora, sono numerosi gli stilisti che hanno disegnato per l’arte della danza, numerose le tendenze lanciate proprio dai palcoscenici di Tersicore. A loro si unisce ora Roberto Capucci.

 

Racconta Capucci stesso: “Qualche anno fa, mentre rimettevo in ordine il mio archivio di disegni per la Fondazione, mi imbattei in una vecchia bustona ingiallita , il contenuto della quale mi fece fare un salto indietro nel tempo: correva l’anno 1948 e avevo 18 anni, ero un giovane studente dell’Accademia delle Belle Arti. La busta conteneva bozzetti di costumi per una rivista musicale che doveva tenersi a Buenos Aires. Mi ricordo con quale passione e quante attese mi ero messo a creare quei costumi. Ma, come spesso accade, il progetto non andò in porto.

Gli eventi della mia vita professionale presero la piega che tutti conosciamo ma se le cose fossero andate in altro modo oggi forse non sarei un creatore di moda ma vivrei in Argentina. A parte l'esperienza con il Teatro di San Carlo di Napoli con Capriccio di Richard Strauss (2002) e le molte collaborazioni con la mia cara amica, il soprano Raina Kabaivanska, non ho mai creato per la scena. Ma il costume teatrale è sempre rimasto nel mio cuore e da qualche anno ho cominciato, nel mio tempo libero, a creare in questa direzione. Ho cominciato a esporre disegni di questo progetto a qualche mostra: in occasione della "Sovrana Eleganza" al Castello della Principessa Odescalchi fino alle ultime due mostre, "Capucci Dionisiaco. Disegni per il teatro" (Firenze, Palazzo Pitti) e "Spettacolo onirico. Disegni per il teatro” (Napoli, Palazzo Scarpetta). Il successo di critica e pubblico mi ha spinto a continuare su questa strada. È quindi con forte emozione ed energia che mi sono immerso in questo progetto. Un incontro meraviglioso, simpatico e di amicizia con Daniele Cipriani, direttore artistico di Les Étoiles, mi ha incoraggiato a vestire due danzatori del gala. Il tempo non è passato e ci sono altri progetti in vista ...”

 

Daniele Cipriani Entertainment è  riconosciuta dal Ministero dei Beni e delle Attività culturali come organismo di produzione per la danza

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Messina.Sullo Stretto di Messina  sono state sempre spesi fiumi di parole. In questo caso, trattasi di un interessante convegno, con relatori di lungo corso,  dal profilo professionale  di elevata qualità: si terrà  al Museo del Novecento e terminerà  con interessanti proposte dell' Arch.Renato Arrigo,  il creativo ed innovativo architetto dello Stretto, dal respiro internazionale. Rimandiamo alla locandina,  per  meglio comprendere la portata del convegno.

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