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Rosario, Tany Fodale e tutti i componenti l'Associazione Culturale MessinaWerb.eu si associano commossi all'immenso dolore di Silvana, Carmen, di Gaetano Murabito e dei parenti tutti per la perdita del caro Orazio.

Messina 1 luglio 2020

FIAMMA

 

Messina. Dal primo luglio si paghera' il gratta e sosta ma mancano i tagliandi presso i tabaccai

Ed allora che si fa? Comunichiamo agli addetti ai lavori.

Gli ausiliari del traffico sono in agguato.

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Si accendono le luci sul Taormina FilmFest. E nonostante le difficoltà che l’emergenza sanitaria comporta sul piano della mobilità, la Città del Centauro si prepara ad accogliere come di consueto i grandi volti della cinematografia internazionale. Il festival diretto da Leo Gullotta e Francesco Calogero – prodotto e organizzato da Videobank S.p.A. su concessione della Fondazione Taormina Arte Sicilia – è ormai prossimo al debutto dell’11 luglio prossimo, in sala e su MYmovies.it, con cerimonia di chiusura nel suggestivo scenario del Teatro Antico il 19 luglio.

Ed è Nikolaj Coster-Waldau il primo degli ospiti internazionali che, in occasione della serata finale, ritireranno il tradizionale Taormina Arte Award per l’eccellenza cinematografica. L’attore danese, il più giovane ad accedere alla Danish National School of Theatre and Contemporary Dance, ha debuttato in teatro con ruoli intensi e universali di tragedie come Amleto e al cinema con l’apprezzato thriller Nightwatch (1994) di Ole Bornedal. Ed è stato solo l’inizio di una carriera in continua ascesa tanto in Europa quanto nelle produzioni d’oltreoceano, tra il grande schermo – con Enigma (2001) di Michael Apted prodotto da Mick Jagger e tratto dall’omonimo romanzo di Robert Harris, Black Hawk Down (2001) e Le Crociate (2005) di Ridley Scott, Wimbledon (2004) e Firewall (2006) di Richard Loncraine – e il fortunato universo della serialità televisiva – da New Amsterdam (FOX) all’indiscusso successo delle amatissime otto stagioni di Game of Thrones (HBO), ideate da David Benioff e D. B. Weiss dal celebre ciclo di romanzi di George R. Martin. E proprio nel pluripremiato fantastico mondo di Westeros, il carisma e la caratterizzazione del personaggio di Jamie Lannister nello show del network americano lo consacra come una star planetaria e gli vale ben due nomination consecutive ai Primetime Emmy Awards come Outstanding Supporting Actor in a Drama Series al pari di numerose altre agli Screen Actors Guild Awards, ai Critics’ Choice Television Awards, ai Saturn Awards and ai People’s Choice Awards.

Già protagonista di La madre (2013) di Andrés Muschietti, Oblivion (2013) di Joseph Kosinski, Mille volte Buona notte (2013) di Erik Poppe, Second Chance (2015) di Susanne Bier e di Gods of Egypt (2016) di Alex Proyas –ormai pronto a smettere i panni dello “Sterminatore di Re” di GOT – il suo talento ha continuato a bucare lo schermo in

La fratellanza (2017) di Ric Roman Waugh e in Domino (2019) di Brian De Palma. Ambasciatore di buona volontà a favore del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo, Nikolaj Coster-Waldau si batte per istanze sociali come l’uguaglianza di genere e i cambiamenti climatici e sarà uno degli acclamati protagonisti della cerimonia di chiusura del 66° TaorminaFilmFest.

La locandina del 66° Taormina Film Fest, realizzata da Ginevra Chiechio, è più che una genuina e spontanea citazione iconografica de Il Gattopardo, fortunato caso letterario nato dalla penna di Giuseppe Tomasi di Lampedusa e colossal di Luchino Visconti, padre del neorealismo, che nel 1963 si aggiudicò la Palma d’oro al Festival di Cannes. È un omaggio a una perfetta disposizione di corpi sublimata da un abbraccio tra Tancredi e Angelica – rappresentanti di due antitetiche e camaleontiche classi sociali attratte e sintetizzate dal trasformismo che ispira gli equilibri sociali risorgimentali – e ai loro straordinari interpreti. Passione, complicità, tenerezza e seduzione: la scelta simbolica del rosso enfatizza la componente emotiva di cui la Sicilia è intrisa. La sensuale posa dei due fascinosi amanti, eternati da Alain Delon e Claudia Cardinale in un istante di intimità che si staglia contro la frenesia del ballo, è quindi omaggio a un manifesto di gattopardesca sicilianità, a un orgoglio ingenerato da una naturale capacità di adattamento. Così il festival, fiero del prestigio del suo blasone, sul tema delle tradizionali soluzioni cromatiche e di un’ideale rielaborazione del logo con la ripartenza del suo toro, eccezionalmente si trasforma e si rinnova nella speranza che, secondo il celebre motto, tutto cambi affinché resti com’è.

- di M. C.  -

Il Premio di Poesia Circolare, nato da una idea di Nino Abbate, festeggia i dieci anni dalla sua prima edizione avvenuta nel 2011 nella ex chiesa di San Vito a Barcellona  Pozzo di Gotto, con due eventi speciali. Il primo si terra giorno 25 luglio alle ore 19.00 nel giardino del Museo Epicentro a Gala con la Cerimonia di premiazione  del X Premio internazionale di “Poesia Circolare” 2020; il secondo  si terrà nel corso dell’anno con la pubblicazione di una monografia che racconta tutta la storia del premio e una mostra con manifesti, fotografie, articoli di giornali, e le istallazioni nelle varie edizioni.

La giuria del X Premio di “Poesia Circolare” 2020, composta dal Presidente Prof. Nino Genovese, Carmelo Maimone, Katia Trifirò, Valentina Certo, Cristina Saja, dopo attenta analisi delle 138 poesie partecipanti al Premio, ha selezionato gli autori  finalisti: Angelo Abbate, Anna Cappella, Antonio Cattino, Myriam De Luca,  Patrizia Donato, Renato Fiorito,  Lucia Lo Bianco,  Stefano Peressini, Luigi Antonio Pilo, Josè Russotti, Pietro Vizzini, Caterina Zappia, a cui saranno assegnati i premi durante  la Cerimonia di Premiazione che si terrà nel Giardino del Museo Epicentro. Per l’occasione sarà arricchito  dalla nuova istallazione circolare dal titolo “Respiro”, un’opera contemporanea nel ricordo degli eventi drammatici del corona virus realizzata dagli artisti Nino Abbate e Salva Mostaccio. Presenterà la serata la giornalista Cristina Saja. Tutti gli autori partecipanti al concorso presenti alla manifestazione, oltre a declamare la loro poesia, riceveranno in dono il simbolo del Museo Epicentro in terracotta.

1 luglio 2020

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Messina. Cinema sotto le stelle nello scenario unico del Museo regionale. Si presenta “Restate al MuMe. Cinema 2020 e non solo”. Una rassegna di Multisala Apollo e MuMe: dal 4 luglio al Museo regionale (Viale della Libertà n. 465). La rassegna cinematografica sarà illustrata in conferenza stampa, al Residence Cine-Apollo di Messina in via S. Filippo Bianchi n. 23, giovedì 2 luglio, dalle ore 10.00. Interverranno Loredana Polizzi e Fabrizio La Scala (Multisala Apollo), il direttore del MuMe -  Museo Interdisciplinare Regionale di Messina, Orazio Micali, e Francesco Torre, consulente per la progettazione culturale strategica.

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Villa Garbo, Letojanni, Me. Premio Accademia Euromediterranea delle Arti a Fabio Lisanti, già primo violino del Teatro Vittorio Emanuele di Messina e docente, già premiato ad Hammamet , 2002, con il prestigioso Premio Cartagine del compianto Mariano Cudia, Premio Itinerante tra le diverse città di Cartagine nel mondo, dunque con Mostra da me presentata al Museo di Cartagena in Spagna, con notevole successo. Fabio Lisanti ha un nutrito curriculum vitae che presentiamo sinteticamente . Il Premio “ Accademia” si colloca nell’ambito del Premio Il Ponte …umano “Pace e Spiritualità” indetto dall’Accademia Euromediterranea delle arti e coinvolgente le sezioni Poesia Pittura Fotografia Racconti. Villa Garbo ospiterà in seno al Premio, nella splendida location offerta da Vittorio Sabato e figli Rita e Giuseppe, a Letojanni, Messina, Giulia La Rosa Jazz Vocalist, brillante Vocalist a Chicco Coci, valente attore di Teatro , Cinema e conduttore Sky 1 Tv e al valente Giovanni Arena al sax. I musicisti si affiancheranno, inoltre, alla voce di Francy cantante solista delle cover più belle del mondo, affiancato dagli strepitosi Flag Sound di Ludovico Golianfolo al basso elettrico, di Giovanni Smeriglio, alla chitarra elettrica   ed Antonio Romeo con tanto di Accademia Musicale alle spalle.

11 Luglio cena culturale con tavoli distanziati di un metro l’uno dall’altro, NELL’ENORME Villa Garbo in riva al mare, secondo normativa vigente. Della cena culturale è stata data comunicazione ai carabinieri di Letojanni, all’assessore Rammi del Comune di Letojanni, servizi sociali ed al Commissariato di Taormina.

Giuseppe Fabio Lisanti 2

Si è diplomato con il massimo dei voti e la Lode presso il Conservatorio A. Corelli di Messina completando la sua formazione con F. Tamponi, G. Di Janni, C. Rossi e presso la scuola di Musica di Fiesole e Ars Nova di Palermo. Svolge attività concertistica in vari gruppi da camera, come Spalla e da Solista, come Primo violino dell’Orchestra del Teatro V. Emanuele di Messina ed anche come Solista e Spalla dello storico gruppo Ars Musica di Messina. Ha collaborato inoltre come Primo violino di Spalla con l'Orchestra da Camera Fiorentina, dell’Orchestra Philharmonia Mediterranea, Orchestra del Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto ecc., e come Solista dell'Orchestra da Camera della Radio-Televisione Moldava. Dal 2012 al 2015 è stato più volte invitato in Giappone collaborando come primo di Spalla.

Ha effettuato diverse tournée nei più importanti teatri italiani (Morlacchi, La Pergola, Ponchielli, Sala Verdi, Comunale di Bologna, teatro Greco di Taormina ecc.) ed esteri (Alten Oper di Francoforte, Monastir, Teatro Romano di Cartagine, Lussemburgo, Tokyo, Kyoto).

Ha effettuato concerti con personalità conosciute nel campo musicale sia di musica classica (K. Ricciarelli, A. Bocelli, J. Carreras, A. Safina) che di musica leggera (Noa, L. Dalla, Ray Charles, C. Consoli, F. Battiato, P. Di Capri, E. Bennato, N. Piovani, Ute Lemper)

E’ titolare di cattedra di “Esecuzione ed Interpretazione”; nel Liceo musicale “E. Ainis” di Messina. La sua attività gli ha meritato vari riconoscimenti tra cui il “Premio Internazionale Cartagine” nel 2002 in Tunisia, il“Premio alla Cultura 2011” a Messina e il “Riconoscimento G. Bruno 2014”.

La Redazione 

Il giovane scrittore nasce a Genova il 9 marzo 1984 per poi conseguire nel capoluogo ligure nel 2002 la maturità scientifica; nel 2004 intraprende una breve esperienza da redattore per “il Corriere Mercantile”di Genova nel supplemento “il calcio dei Giovani”;dal 2006 vive in Messina e tra il 2016 e il 2017 elabora “la metafisica dell’anima”opera inedita dedicata a Giorgio De Chirico.

Da cosa hai tratto ispirazione per poter redarre un’opera così impegnativa?

È la mia prima opera di questa portata; un giorno osservando attentamente la sua produzione artistica riaffiorarono in me ricordi delle scuole superiori. Avevo studiato Giorgio de Chirico sui banche di scuola ed ebbi un fiume di idee da sviluppare. Una peculiarità della produzione metafisica propria di De Chirico, i palazzi con le arcate, hanno richimato alla mia memoria i tipici edifici italiani sorti nell’epoca fascista in Italia, in particolare in Piazza della Vittoria, in Genova, città dove sono nato nel 1984 e in cui nel 2002 mi sono diplomato. Ad esempio,una dell opere più rappresentative “le muse inquietanti”, che comunque nel saggio non ho potuto inserire, possiede un elemento per me “commemorativo”: alle spalle di due manichini, uno seduto e uno in piedi, sullo sfondo si intravede un edificio che si può tranquillamente constestualizzare nel Palazzo dei Diamanti di Ferrara; il mio conatto visivo però, ha visto in quell’edificio il Miramare, uno degli hotel più lussuosi di Genova, sorto tra il 1906 e il 1908 che sovrasta la stazione di Genova Piazza Principe e che ebbe illustri ospiti nei fasti di un tempo. Ho redatto l’opera in un arco temporale di due mesi e mezzo circa un anno dopo aver composto la prefazione.

Qual’è il messaggio che intendi trasmettere agli appassionati d’arte od anche a coloro che intendono accostarsi all’arte metafisica?

L’opera intende far luce su uno dei più grandi artisti che ha vissuto a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo; nella prima parte di ogni capitolo è coperto da miei spunti personali nati da una analisi introspettiva dei quadri; la seconda parte, invece, è un richiamo ad argomenti multidisciplinari collegati ai titoli delle opere, dai cui titoli prendono nome anche i capitoli; ad esempio, in “la torre e il treno”, ho introdotto una breve cronistoria delle ferrovie italiane. Nelle celeberrime “Piazza d’Italia” ho inteso ripercorrere la storia delle più belle piazze del nostro Paese, da Piazza Duomo di Milano a Prato della Valle di Padova,uan della piazze più grandi d’Italia, passando per Piazza Navona di Roma e Piazza Santa Maria Novella di Firenze; due capitoli del mio saggio presentano anche la città di Torino. L’italia è ricca di storia, arte e cultura e la rivisitazione di questi luoghi invita a riscoprire l’eccellenza culturale che il nostro paese indubbiamente detiene. Non mancano riflessioni filosofiche, mediche, con un capitolo dedicato allo studio delle fasi del sonno, e storiche.

In De Chirico il tema dell’abbandono è un cardine: dove lo possiamo ritrovare?

Il pittore nacque nel 1888 in Grecia ragion per cui il richiamo alla classicità greca si avverte costantemente; non posso non citare la figura mitologica di Arianna; tutti noi ne conosciamo il mito: il suo amato Teseo si offrì volontario al fine di recarsi nel labitonto di Creta ed uccidere il Minotauro, figura mitologica metà uomo e metò toro,in quanto il mostro avrebbe dovuto divorare sette fanciulli e sette fanciulle. Arianna innamoratasi di lui, gli tese un filo grazie al quale Teseo ritrovò l’uscita del labirinto una volta entrato; questo gesto di amore, suo malgrado, non fu ricambiato poichè non appena Teseo portò via con sè Arianna, l’abbandonò sull’isola di Nasso. Tale gesto si può catalogare come l’abbandono per eccellenza; peraltro, la nostra lingua italiana da questo episodio mitologico ci ha consegnato il detto proverbiale “piantare in asso” proprio in riferimento al nome dell’isola nella quale Arianna era stata abbandonata al suo destino da Teseo. La figura mitologica riempie le atmosfere enigmatiche e silenziose di De Chirico; un’ Arianna triste e solitaria sembra quasi lanciare una richiesta d’aiuto allo spazio metafisico che la circonda.

Un’analisi attenta ci porta a considerare il treno come simbolo del progresso e delle idee dell’uomo: da cosa nasce tale considerazione?

L’elemento ferroviario, così a me piace denominarlo, è un’eterna costante: il padre di Giorgio De Chirico, Evaristo, ingegnere ferroviario figlio del barone palermitano Giorgio Filigone De Chirico, noto per aver progettato le linee ferroviarie in Bulgaria, fu chiamato nell’ultimo ventennio dell’Ottocento nel capoluogo della Tessaglia, Volo,città natale del figlio pittore, dall’allora primo ministro greco Trikoupis a progettare la ferrovia di quella regione; le locomotive che solcano i silenzi delle opere e spesso si riconoscono dalla nube di fumo che emanano, rappresentano i ricordi, anche quelli infondo un pò miei che ho viaggiato spesso in treno da Genova a Messina e vicersa durante la mia infanzia e adolescenza;l’artista, però qui fa un certo e chiaro riferimento al mestiere del padre. Il treno descrive la libertà interiore dell’uomo sempre alla ricerca di sè stessp e capace di viaggiare sia fisicamente sia metaforicamente con il cammino della mente e delle proprie idee.Dovendo effettuare una riflessione più profonda, in De Chirico ho riscoperto anche un pò delle mie origini: la madre dell’artista, Gemma Cervetto, discendeva da una nobile famiglia genovese; il padre, appunto,aveva origini siciliane; il capoluogo ligure e la Sicilia, luoghi molto presenti nella mia vita, si ritrovano anche nella provenienza dei genitori dell’artista permettendomi di realizzare una sorta di empatia con la figura del maestro.

Come possiamo ritrovare il concetto di solitudine, guardando le opere descritte nel saggio in chiave introspettiva?

La centralità di questo argomento va analizzata con molta accortezza: le piccole figure che rimpiono gli spazi vuoti altro non sono che esseri umani il cui bisogno primario inconscio è unirsi e ritrovarsi nell’oceano così grande della vita per comunicare e socializzare; una stretta di mano, un contatto anche solo visivo, presuppongono l’intenzione di avviare un dialogo permanente e la volontà di non interrompere i rapporti nonostante l’ambiente circostante ponga l’uomo in una condizione di incomunicabilità. La solitudine,una delle più angoscianti condizioni umane che può essere generata da molteplici comportamenti e stili di vita è qui,per un attimo,interrotta e vinta dall’accostamento delle figure umane: sembra quasi che si salutino all’arrivo o alla partenza di un lungo viaggio o, talvolta, che si scambino opinioni reciproche su esperienze di vita liete o meno, talvolta consolandosi a vicenda se necessario. L’enorme spazio delle piazze dei quadri, si riduce visivamente e psicologicamente di fronte alla vicinanza di due persone che lo riempiono. Le distanze morali e fisiche vengono abbattute lasciando il posto a sentimenti nobili come l’amicizia e l’altruismo. Del resto, perfino Aristotele nel IV secolo A.C afferma nella sua “Politica” che l’uomo è un animale sociale poichè ha l’esigenza di aggregarsi coi suoi simili in società,anche se questo approccio nascerebbe dalle più svariate esigenze.

Due baluardi della produzione di De Chirico, le torrie e le ciminiere, come sono state contestualizzate all’interno dell’opera?

Un elemento che ha ispirato la mia produzione è rappresentato dalle torri e dalle ciminiere; la torre che ho analizzato a fondo, simboleggia un rifugio sicuro per l'uomo che tenta di proteggere la propria libertà; al contempo, però, la torre simboleggia anche l' arroganza: l'episodo biblico di Babele, che ho inserito in un capitolo, nel quale gli uomini tentatono di raggiungere il cielo costruendo un'alta torre, ci insegna che spesso la mente è schiava di effimere sensazioni personali che rasentano la vanagloria; infatti, la torre non arrivò mai ad essere costruita in quanto Dio creò la confusione delle lingue che si insidiò tra gli artefici della struttura e non permise di continuare l'opera; l'intento dell'uomo spinto dalla superbia non fu mai raggiunto poichè il genere umano non era pronto ad ascendere in cielo ma destinato a vivere ancora lunghi anni sulla terra preparando la propria anima all'incontro vero con Dio. Nella nostra lingua italiana il detto “confusione babelica” indica una situazione intricata e caotica in chiaro riferimento a tale espisodio biblico. Le ciminiere rappresentano una vetta conquistata dall'uomo, nella quale arroccarsi; un simbolo di virtù e fortezza che scaturisce dal coraggio di poter tagliare i prorpi traguardi morali; le ciminiere simbolo dell'industrializzazione che ha varcato i secoli aprono alla ragione delle nuove porte: la coscienza impone una riflessione ad ampio raggio che consente di riempire i vuoti esistenziali con una ciminiera, la quale sovrasta la maggior parte della opere di De Chirico.

Quale sensazioni importanti ti ha lasciato la tua opera e cosa può lasciare agli appassionati?

Personalmente mi porto dentro il ricordo di un fiume di collegamenti da sviluppare tra molteplici discipline; il contatto visivo con le opere di De Chirico ha risvegliato in me una creatività artistica finora sepolta ma comunque spontanea. Ai grandi appassionati della corrente metafisica ma anche a chi si affaccia da principiante a questo bellissimo mondo, consiglio di soffermarsi davanti alle opere di De Chirico e cercare di riscoprire un pò di sè stessi in ogni sfumatura e dettaglio della propria personalità.

- La redazione -

Letojanni,Me. Giorno 11 luglio nella villa dei poeti, degli scrittori e delle dive, il Premio Pace e Spiritualità,  indetto dall' Accademia Euromediterranea delle Arti, presidente il critico e giornalista Maria Teresa Prestigiacomo. Numerosi i premiati che, da fuori sede,  hanno già riservato il loro posto nella perla dello Ionio, per ricevere l' ambito riconoscimento: tra i premiati primo Premio Poesia va all' ing Enzo Siviero,  di Padova, progettista di ponti ma anche brillante poeta e scrittore,  alla  scrittrice dott.ssa Sandra Guddo di Palermo,  primo premio per i Racconti;da Modica, verrà lo scrittore Antonio Micalizio, poeta che conquista il Primo Premio per la fotografia ex  aequo con Brigitte Kuckenberg, Germania e Yannick Graf, francese consegue,  invece, il secondo Premio,  per la sezione Pittura. Terzo Premio fotografia a Enrico Pastura, taorminese d' adozione. La greca Irene Caterinaki vince il secondo Premio per la Poesia. La svizzera Carmen Lopez conquista una menzione speciale con la sua pregevole opera. Primo Premio sez. Pittura  va a Rosaria Angelini  di Messina.

Il secondo ex aequo a Anna Napoli e Gianfranco Di Natale,  messinesi e siciliani come pure  coloro che  conquistano i primi premi delle sezioni Poesia in Dialetto Siciliano: Francesca Privitera, pittrice e poeta e Giovanni Malambri',Maria Vittoria Spinoso e Renato di Pane, per la sezione Racconti. La Jazz Vocalist Giulia La Rosa Fabio Lisanti violinista e Chicco Coci attore conduttore Sky 1 Tv conseguiranno il Premio Accademia euromediterranea delle arti a.c  alla carriera,  targa offerta  e consegnata dall' editore  Luigi Bulla Ed. Il Tricheco.

Sarà  presente la presidente Ammi ass. Mogli Medici  dott.ssa Rosellina Zamblera e la presidente Club Unesco Acireale Taormina dott.ssa Nellina Ardizzone  e la produttrice cinematografica  Entr' Acte

Avv Anna Mazzaglia, sponsor per Francy e i Flag Sound. Danzera' la maestra Antonella Gargano. Al sax Giovanni Arena.

La serata sarà  rosso e nero anni Trenta, omaggio alla divina. Segretario della cena culturale  con regolare distanziamento (senza assembramento) solo 80 persone nella grandiosa Villa: il dr Gennaro Galdi. La location di Villa Garbo, splendida villa sul mare già  villa Hauser, è  offerta dalla Ditta Vittorio Sabato di Trappitello, Taormina, Messina in omaggio alla cultura.

La giuria prestigiosa è  elencata nel verbale accluso. Dulcis in fundo il Premio Speciale "Accademia"al prof Domenico Venuti per l 'impegno profuso in proprio e nella qualita' di responsabile ANF per la valorizzazione dell' arte e della cultura, a Messina.

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