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Messina, 01 aprile 2020. In questi giorni determinati da grandi sacrifici per tutta Italia, anche il personale della brigata “Aosta” ha voluto dimostrare la vicinanza alla città di Messina, devolvendo fondi da destinare all’Azienda Ospedaliera Policlinico Universitario “G. Martino”, che serviranno per l’acquisto immediato di due respiratori destinati alla terapia intensiva per l’emergenza Covid 19.

Una gara di solidarietà che ha consentito in 48 ore di raccogliere la cifra di 22.450 euro che permetterà di dotare di altri due posti letto del Policlinico “G. Martino” dell’importante strumento salvavita.

Oggi il comandante della brigata “Aosta”, generale Bruno Pisciotta assieme ai comandanti di reggimento della sede di Messina, col. Filippo Di Stefano, col. Salvatore Russo e Ten. Col. Lorenzo Italiano, ha consegnato l’assegno ai rappresentanti del Policlinico “G. Martino”, in modalità a distanza, secondo le vigenti disposizioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri in tema di arginamento della diffusione della pandemia, con l’augurio che questo piccolo gesto possa aiutare a contenere e sconfiggere al più presto il virus anche nella nostra comunità cittadina.

Tutto è nato dal desiderio dei militari in servizio al comando della Brigata “Aosta”, al 5° reggimento fanteria “Aosta”, al 24° reggimento artiglieria “Peloritani” e al Reparto Comando e Supporti Tattici, di sostenere con un contributo concreto e volontario, la città che ospita i reparti dell’Esercito.

Per questo, il Rettore, prof. Salvatore Cuzzocrea, ha ringraziato sentitamente il Generale Bruno Pisciotta e tutti gli appartenenti alla brigata Aosta “per il generoso e spontaneo contributo, ulteriore segno di sensibilità e attaccamento al territorio che li ha sempre contraddistinti, per l’acquisto di due respiratori, che permetteranno di fare fronte con più macchinari all’emergenza pandemica che la nostra comunità sta affrontando”. Il Rettore ha colto l’occasione per ringraziare anche tutte le persone, le associazioni e gli enti che hanno contribuito alla nostra campagna.

“Lo sforzo fatto dal Governo regionale, con lo stanziamento di 100 milioni di euro per primi interventi di sostegno alle famiglie per i bisogni primari, non può restare isolato e occorre pensare oltre l’emergenza.
Per questo chiediamo al Governo di avviare una attenta analisi di tutti i fondi e programmi europei già destinati alla Sicilia e che a vario titolo possano essere utilizzati per il sostegno al reddito, unico strumento per dare dignità e serenità alle famiglie e contribuire alla ripresa economica di tutta la collettività.
Di fronte ad una situazione di eccezionale drammaticità occorrono interventi assolutamente eccezionali ed efficaci.”

Lo affermano i deputati regionali Marianna Caronia, Antonio Catalfamo, Giovanni Bulla, Orazio Ragusa, Carmelo Pullara, Giuseppe Gennuso, Stefano Pellegrino e Giuseppe Zitelli appartenenti ai gruppi parlamentari della Lega, dei Popolari-Autonomisti, di Forza Italia e di Diventerà Bellissima.

Per gli otto parlamentari “è necessario effettuare la ricognizione delle risorse da destinare alla fase di emergenza sanitaria e un monitoraggio puntuale per ciascun Programma di Investimento in corso di attuazione in Sicilia” e, per ogni Programma, per ciascun Asse e Azione, fare una attenta ricognizione dello stato della spesa affinché si dia priorità ad “una programmazione di politiche attive per il lavoro per promuovere occupazione e ripresa economica dopo l’emergenza coronavirus.”
 
Secondo i deputati del centro destra occorrono “nuove misure di politica attiva del lavoro per favorire il reinserimento e l’inserimento nel mercato del lavoro di lavoratori dipendenti e autonomi e prevedere forme di sostegno al reddito per coloro che sono in evidenti difficoltà, utilizzando, le risorse non ancora impegnate del POR  Sicilia FSE 2014/2020.”

Per gli otto è inoltre prevedere “per tutti i soggetti esclusi da altre misure di sostegno al reddito, una indennità di 600 euro mensili, per tutto il periodo della emergenza.”

Pietro Galluccio


Da ieri Palazzo Orleans, sede della presidenza della Regione Siciliana, è illuminata con il Tricolore. Ogni sera, per due settimane, sulla facciata dello storico edificio di piazza Indipendenza a Palermo splenderanno i colori italiani. Una decisione voluta dal governatore Nello Musumeci per sottolineare, dal capoluogo dell'Isola, uno spirito coeso e unitario dell'intera Nazione nella lotta al Coronavirus. L'iniziativa è resa possibile, in forma gratuita, da Vincenzo Montanelli, responsabile della rete di operatori inerenti al Settore organizzativo Pro.

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Fabio De Pasquale
Portavoce presidente
Regione Siciliana

Non è mai troppo tardi per dedicarsi alla scrittura di canzoni, soprattutto se si è già appassionati di musica. È questa l’anima di Nonno, scrivi una canzone, il laboratorio di scrittura musicale promosso dall’associazione Rock10elode. Il progetto partirà lunedì 6 aprile in versione online, sulla piattaforma di videochat Zoom Cloud & Meetings. La partecipazione è completamente gratuita, per iscriversi sarà necessario soltanto inviare un’e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e scaricare l’app (gratuita anche quella) Zoom Cloud & Meetings per connettersi con gli autori e gli insegnanti di Rock10elode.

«Negli anni, prima attraverso il torneo Rock10elode – racconta Gianni Zichichi, presidente dell’associazione e ideatore dell’iniziativa – e adesso attraverso l’associazione ci siamo sempre dedicati ai giovani che vogliono iniziare a scrivere musica già sui banchi di scuola. Ma c’è anche tanta voglia di imparare tra le persone più avanti con l’età. In questo momento, in cui la pandemia e il buonsenso ci impongono di restare in casa, abbiamo pensato inoltre di rivolgerci agli over 65 per riempire le loro giornate con un progetto nuovo, in modalità 2.0, che stimoli gli appassionati di musica più avanti con l’età a imparare e scoprire».

Scoprire, sì. E imparare. Perché Nonno, scrivi una canzone si pone come obiettivo quello di partire dalla musica che i partecipanti hanno ascoltato e amato negli anni, per poi portare gli stessi a sperimentare con le parole e a scrivere una canzone. Il programma del laboratorio prevede 4 incontri della durata di 2 ore ciascuno, il lunedì pomeriggio.

Si comincerà dall’ascolto e dall’analisi di alcuni testi di brani famosi, parte dei quali proposta dagli stessi partecipanti. Si cercheranno di proporre nuovi ascolti sulla base dei gusti esposti dai partecipanti, per confrontare e apprendere gli stili di scrittura contemporanei e passati, e si passerà poi all’esposizione delle principali tecniche di composizione di un testo, attraverso sperimentazioni ed esercizi pratici che porteranno i partecipanti, a conclusione del percorso, a firmare un loro brano.

Per partecipare al laboratorio non serve alcuna competenza in ambito musicale o compositivo. Requisiti fondamentali sono invece interesse, entusiasmo e curiosità.

Per ulteriori informazioni e per partecipare è possibile inviare un’e-mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. A chi ha meno dimestichezza con gli strumenti online saranno fornite istruzioni per procedere all’installazione dell’app Zoom e alla partecipazione al laboratorio online.

Palermo, 1 aprile 2020

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Tancredi Bua

Pubblicata la delibera che stanzia 100 milioni di euro per le famiglie disagiate


Dopo avere deciso, sabato scorso, durante una seduta straordinaria e urgente, di destinare cento milioni di euro alle famiglie disagiate, il governo Musumeci ha messo a punto l'elenco delle quote da assegnare ai vari Comuni dell'Isola. Toccherà, infatti, alle amministrazioni cittadine elargire gli assegni destinati a garantire l'acquisto di beni di prima necessità, “prioritariamente – si legge nella delibera della giunta regionale - ai nuclei familiari che non percepiscono alcuna forma di reddito e altra forma di assistenza economica da parte dello Stato, compresi ammortizzatori sociali e il reddito di cittadinanza”.
«Un iter - sottolinea il governatore siciliano - che dovrà essere assolutamente snello, per mettere subito in tasca alla gente bisognosa il denaro necessario all'acquisto di alimenti e farmaci. Qui in Sicilia, molto più che nelle altre parti d'Italia, l'emergenza provocata dal Covid 19 ha messo in ginocchio un'intera economia sommersa che garantiva la sussistenza a migliaia di nuclei familiari. Nessun siciliano, però, dovrà sentirsi abbandonato in questo difficile momento e la Regione sta facendo e continuerà a fare la propria parte, pretendendo dal governo centrale un'attenzione altrettanto forte e responsabile».
I Comuni potranno erogare le risorse in via diretta o in altra forma, anche avvalendosi degli enti del terzo settore (garantendo, comunque, l'identificazione dei beneficiari finali) e che dette risorse, vincolate quale intervento sociale per i beni di prima necessità (alimenti e prodotti farmaceutici).
Per stanziare le risorse necessarie, il governo regionale ha operato una rapida rimodulazione dei Programmi comunitari Poc e Po Fesr 2014/2020. Di seguito l'elenco completo con la quota assegnata a ogni singolo Comune.

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Fabio De Pasquale
Portavoce presidente
Regione Siciliana

- di M. C. -

Quest’anno, a causa dell’emergenza Coronavirus, non si svolgerà la doppia processione delle “Varette” del Venerdì Santo di Barcellona e di Pozzo di Gotto. L’ultima interruzione delle due processioni del Venerdì Santo risale al 1854 (con sicurezza quella di Pozzo di Gotto, con un margine di dubbio per la barcellonese), a causa dell’epidemia di colera. La processione di Pozzo di Gotto fu sospesa, ancor prima, tra il 1783 e il 1800 circa, a causa dei terremoti che danneggiarono il Duomo di Santa Maria Assunta.

Per sopperire a questa mancanza, visto che le due processioni sono molto seguite dai cittadini, sono state intraprese delle iniziate, che vedono in primo piano Facebook. Due in particolare: la prima lanciata dall’Amministrazione Comunale, la seconda dalla Corda Fratres.

La prima, “Io resto a casa… e da qui vivo la Settimana Santa”, è iniziata a fine marzo invitando i cittadini a pubblicare foto scattate negli anni passati sui riti della Settimana Santa. Sono già molte le foto pubblicate, alcune anche antiche, assieme a video tratti dalla rete internet. L’ultimo in ordine di tempo è il video dalle Teche Rai e Youtube del servizio speciale di Melo Freni del 1992.

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La seconda è un’iniziativa della Corda Fratres, la più antica associazione culturale cittadina tuttora attiva, con i locali sociali chiusi a causa dell’emergenza. L’associazione sta proseguendo la sua attività in maniera virtuale attraverso la pagina Facebook e con un gruppo Whatsapp che comunque riesce a coinvolgere solo la metà dei soci, anche per via dell’età media tendente verso l’alto. Per il Venerdì Santo, 10 aprile, prevede una processione virtuale delle “Varette” di Barcellona e di Pozzo di Gotto sulla propria pagina Facebook. A partire dalle ore 17 saranno pubblicate man mano le foto delle due processioni (scattate lo scorso anno), come se fossero scattate in diretta. Si prevede che la processione virtuale durerà circa due ore e quaranta minuti. Sarà pubblicato anche un testo introduttivo con note storiche sulla processione.

1 aprile 2020


«La nuova circolare del ministero dell’Interno in Sicilia non si applica. Mi riferisco alla possibilità che viene concessa ai minori, soprattutto, di poter fare, in compagnia di un genitore, la passeggiata vicino casa. Io ho l’impressione che in Sicilia si sia perso il punto di riferimento, nel senso che siamo tutti convinti che il peggio sia già passato e quindi possiamo permetterci anche qualche lusso.  Non è così. Non lasciamoci condizionare dalle notizie che arrivano dal Nord».

Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.
«Dobbiamo rimanere a casa – prosegue il governatore - perché rischiamo di bruciare tutti i sacrifici fatti in questo mese. Dobbiamo resistere ancora qualche altra settimana. Vedo molta gente in giro, soprattutto nei grandi centri e questo è davvero un comportamento irresponsabile, sotto ogni aspetto. Ecco perché continuo a seguire la linea del rigore e della fermezza. Mi dispiace».

Per quanto riguarda i casi di persone affette da particolari patologie, il presidente ammette una deroga.
«Se certificati dal medico di famiglia – spiega Musumeci - possono fare un breve giro sotto casa, insieme al genitore. Ma per il resto dobbiamo continuare a restare chiusi in casa, anche se mi rendo conto che la stanchezza comincia a farsi sentire. Siamo in guerra e non possiamo prendercela con nessuno. Questo nemico non lo conosciamo, è invisibile, ma sappiamo che cammina con le persone, quindi più ci muoviamo peggio è. Si tratta di un ulteriore sacrificio. Prepariamoci al picco che dovrebbe arrivare nelle prossime settimane. Il sistema sanitario siciliano sta facendo tutto il possibile per affrontare l’urto e vedrete che, con grande senso di responsabilità, se restiamo tutti uniti, ne usciremo bene da questa vicenda».

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Fabio De Pasquale
Portavoce presidente
Regione Siciliana

- di Di Giuseppe Messina -

   In questo periodo, non certo breve, in cui il Coronavirus impera e costringe le nostre azioni e consiglia di restare in casa, se non per urgenti ed improrogabili impegni, credo che tutti dovremmo approfittare dell’occasione rara per meditare.

   Come possiamo notare, il morbo non fa scelte, non preferisce colpire o scansare questa o quell’altra persona: è per tutti uguale, come la morte. Sono stati colpiti persone umili e capi si stato e persino medici ed infermieri, gli eroi che dovrebbero essere più protetti poiché sono costoro che si prendono cura amorevolmente degli ammalati.

   In tutte le nazioni, il Coronavirus non vede persone speciali da risparmiare! Al suo cospetto siamo tutti uguali, non importa a quale colore politico si appartenga, se si è ricchi o poveri, giovani o vecchi, uomini o donne.

   Sì dovremmo approfittare per meditare: se la ricchezza, le scorte, le guardie del corpo, i palazzi non salvano dalla morte, infezione da virus o meno, perché ammucchiare averi, tesori? Su questo ci sarebbero pagine e poi pagine da scrivere, ma ci soffermiamo sottolineando che la più grande beffa in Italia sta nel fatto che le regioni più ricche sono le più colpite dal Coronavirus, e questo è un fatto che dovrebbe fare riflettere.

   Abbiamo visto sciacalli rubare il denaro pubblico che doveva essere speso per creare servizi agli italiani; abbiamo assistito ad ogni tipo di ruberia da parte di chi opera nel mondo economico-finanziario; in Italia abbiamo assistito agli scandali più spregevoli operati da chi, navigando nella ricchezza, non avrebbe avuto bisogno di rubare, ma abbiamo visto anche operazioni criminali di chi è riuscito persino a fondare partiti politici o pseudo tali, allo scopo di portarsi in Parlamento e legiferare a proprio vantaggio e a favore dei suoi amici.

   Adesso, in questo periodo di crisi sanitaria e, di conseguenza, economica internazionale, non soltanto in Italia, assistiamo alla volgare, vergognosa commedia di politicanti immorali, spergiuri, traditori degli italiani ingenui, salire alla ribalta per mettersi in mostra, per accaparrarsi qualche simpatia di poveri sprovveduti, di altri immorali quando non delinquenti o posizionati con tutta la loro malignità sulle stesse posizioni sperando in chissà quali vantaggi. Come si potrebbero definire costoro intanto che si osserva l’operato del governo della nazione, che sta operando al meglio, tanto che gli altri capi di stato lo stanno, dichiaratamente, imitando?

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   Come e chi avrebbe meglio operato al posto dell’attuale governo, dopo aver trovato lo sfascio nel mondo della sanità italiana, come in altri settori? Eppure, adesso, tutti quelli che hanno governato prima, pretendono di avere suggerimenti da dare, pretendono di essere ascoltati, pretendono di imporre le loro regole e non fanno altro che sparare slogan ingannevoli e numeri, milioni e miliardi da investire, senza dire dove prenderli e, quantunque ne stanzi il governo, per loro sono sempre pochi. Ma non hanno il coraggio di confessare che loro, i miliardi, anziché investirli in opere pubbliche, li regalavano ai privati, ai loro amici finanziatori delle loro stesse campagne elettorali e non solo.

   La verità che più si fa evidente è quella che cova nelle menti di gruppi eversori: a questi importa poco o nulla dei morti vittime del Coronavirus, loro desiderano il disordine sociale, loro sperano nella reazione scomposta e violente degli ignoranti, dei delinquenti, degli eversori, in poche parole, dei porci abituati ad ingrassare nella melma senza pensare che anche per loro arriverà il momento della macellazione.

   Proprio in questo periodo, anche gli sciacalli, gli avvoltoi, le iene dovrebbero capire, ovvero dovrebbero stare zitti e non disturbare il timoniere onde evitare di andare a sbattere su qualche scoglio, anche perché c’è in gioco la vita di tutti! 

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