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Barcellona Pozzo di Gotto: lo scultore Salvatore De Pasquale all’Epicentro di Gala.

DSCF3767- di Marcello Crinò -

Domenica 27 all’Epicentro di Gala è proseguita la serie degli incontri, intitolati Impronta d’autore per il Museo Epicentro,  che con cadenza mensile presentano personalità dell’arte e della cultura barcellonese. Il personaggio incontrato stavolta è stato lo scultore Salvatore De Pasquale, nato nel 1938, diplomato all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, formatosi con Salvatore Crinò, Nino Leotti e Giuseppe Mazzullo. E’ l’unico scultore al mondo in grado di lavorare l’ossidiana per ottenere risultati artistici senza distruggerne la massa vetrosa.

Nino Abbate, fondatore dell’Epicentro, ha introdotto la serata ricordando la visita nei giorni precedenti di Sergio Maifredi, Direttore artistico del Teatro Mandanici, rimasto colpito dal museo che conta oltre mille mattonelle d’autore.

L’assessore alla cultura Ilenia Torre ha portato i saluti dell’amministrazione, e successivamente è intervenuto l’ingegnere Walter Leotti, ricordando che il padre di De Pasquale lo affidò a suo padre Nino, noto pittore, per instradarlo nell’arte. Lo scultore e il pittore condividevano peraltro la passione per la cucina, infatti Nino Leotti era il cuoco ufficiale dell’Accademia della scocca di Messina.

Si è poi entrati al centro dell’evento, con la giornalista Cristina Saja di 24live.it  che ha dialogato con De Pasquale, il quale ha esordito rammentando il suo scarso interesse per la scuola e il suo primo maestro, lo scultore Salvatore Crinò con cui collaborò nei lavori di intaglio. Ha ripercorso la frequentazione all’Accademia, e gli incontri con Leotti e Mazzullo che gli aprirono nuovi orizzonti. Ha continuato a lavorare la pietra, il legno, l’osso, la cera, fino alla scoperta dell’ossidiana. Per questo materiale si rivolse anche all’archeologo Luigi Bernabò Brea, studioso dell’ossidiana di Lipari, per capire se altri scultori avessero già lavorato questa pietra vulcanica in maniera artistica. Scoprì che gli antichi la lavoravano solo in pezzetti piccoli per farne degli utensili affilati.  Ha ricordato pure l’incontro a Roma con il grande scultore Pericle Fazzini, autore della scultura nella sala Nervi al Vaticano.

Dall’articolata discussione è emersa la figura di un artista che è riuscito ad assimilare la lezione della scultura classica fondendola abilmente con le istanze moderne nell’uso dei materiali e della componente espressiva. Infine, come prevede il “rituale” dell’Epicentro, De Pasquale ha lasciato l’impronta della mano destra sulla mattonella d’argilla assieme alla firma e alla data.

 

 

Ultima modifica il Martedì, 29 Novembre 2016 07:48
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