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Barcellona Pozzo di Gotto: la Genius Loci ha ricordato la figura dell’architetto Giuseppe Cavallaro

 

-  La redazione -

L’associazione culturale Genius Loci, presieduta da Bernardo Dell’Aglio, ha presentato sabato 13 gennaio una serata in onore dell’architetto e “genius loci” cittadino Giuseppe Cavallaro (1833-1888), dal titolo: “Quattro passi con Cavallaro”.

La serata è stata aperta al lume di una ciotola romana con le note del violoncello di Chiara Fiore, che ha suonato brani di Bach. Questo come omaggio all’architetto che nel tempo libero amava suonare proprio questo strumento ad arco. Il presidente Dell’Aglio ha introdotto la serata, presentando i quattro relatori che hanno approfondito la figura del Cavallaro da diversi punti di vista. L’architetto Giovanni Pantano si è soffermato sulla biografia e sulle opere progettate e realizzate (Via Operai, Palazzo Comunale, Cimitero, Fiera mercato del bestiame, sistemazione e ampliamento del vecchio Teatro Mandanici…).

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Argomenti ripresi dall’architetto Mimmarosa Barresi, la quale ha anche illustrato tutti i lavori prodotti nel tempo su Cavallaro, dalla tesi di Lorenza Scilipoti, al catalogo della mostra dei progetti barcellonesi tra il 1900 e il 1930, il suo libro (assieme a Lorenza Scilipoti) sulle neviere di Colle del Re. Infine ha messo in relazione l’impegno urbanistico del nostro architetto con le analoghe esperienze che avvenivano nello stesso periodo in Italia e all’estero. L’ingegnere Nello Perdichizzi ha invece spiegato la genesi del Palazzo Comunale, importante e rappresentativa opera del Cavallaro, mostrando le foto di com’era il palazzo prima della demolizione e ricostruzione degli anni Cinquanta del XX secolo. L’architetto Marcello Crinò ha illustrato il Cimitero monumentale progettato dal Cavallaro a seguito delle disposizioni di legge che vietavano la sepoltura nelle chiese. Ha anche illustrato la tomba dell’architetto, realizzata da Emanuele Schifilliti nel 1892, ed oggi in stato di degrado e oggetto di vandalismo per via del furto dello stemma comunale avvenuto tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso.

Durante l’incontro è intervenuto il dottor Massimo Sindoni, discendente del Cavallaro, che ha spiegato l’albero genealogico ed ha esposto due pannelli con tutti i documenti ufficiali relativi alla famiglia. Ha ricordato infine che il Cavallaro è morto per i postumi di una caduta da cavallo. Nella sala è stato esposto un ingrandimento dell’unica foto conosciuta dell’architetto, donata dallo stesso Sindoni.

L’architetto Pantano, a conclusione del suo intervento, ha lanciato la proposta di intitolare l’attuale Piazza Libertà (la piazza ottagonale progettata da Cavallaro lungo la via Operai) proprio a Cavallaro, e di erigere anche un monumento per ricordare degnamente questa grande figura di cittadino barcellonese.

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