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Filarmonica Laudamo: “Il Diluvio Universale” per la 98a stagione concertistica.

- di Maria Vadalà -

Al Palacultura Antonello da Messina il 6 Gennaio 2019 ha avuto inizio la 98a Stagione concertistica della Filarmonica Laudamo con il Coro polifonico “Luca Marenzio” diretto dal M° Carmine Daniele Lisanti che ha eseguito l’Oratorio “Il Diluvio Universale” di Michelangelo Falvetti secondo l’edizione critica di Nicolò Maccavino. E’stato un evento musicale di grande rilievo perchè dopo secoli di oblio l’opera del musicista calabrese, Maestro della Cappella del Senato di Messina nel 1682, composta su libretto di Vincenzo Giattini e il cui unico manoscritto si trova nella Biblioteca Regionale di Messina, è stata riportata alla luce grazie all’impegno profuso dal M° Carmine Daniele Lisanti, docente presso il Conservatorio “F.Cilea” di Reggio Calabria. “Il Diluvio Universale” è un melodramma spirituale con la struttura dell’opera lirica diviso in quattro sezioni: Cielo, Terra, Il Diluvio, L’arca di Noè. L’opera fa tesoro delle teorie seicentesche sugli affetti ed è caratterizzata da tecniche imitative che danno vita ad un’imponente teatralità sostenuta da un’ intensa espressività. Il musicologo Fabrizio Longo colloca questa composizione fra le opere della Controriforma perchè coniuga le maggiori tendenze del 1600: il teatro e la propaganda cattolica. Si tratta di una perla preziosa del repertorio secentesco che racchiude un articolato dialogo dell’orchestra con il coro ed i solisti che interpretano i quattro elementi: Acqua, Aria, Terra e Fuoco, la Giustizia divina, Noè e la moglie Rad, Dio, l’Humana natura e la Morte. Il pubblico ha molto apprezzato l’interpretazione dei solisti: Alessandra Foti e Santina Tomasello (soprani), Caterina D’Angelo (contralto), Angelo Quartarone (tenore), Simone Lo Castro (controtenore), Daniele Muscolino (basso). Ha impreziosito l’esecuzione la partecipazione dei Cori “Piccoli cantori di Barcellona P.G.” diretti dal M° Salviana Miano e le ”Note colorate” del M° Giovanni Mundo. L’organico strumentale dell’Ensemble “Orpheus” con l’impiego di strumenti storici ha contribuito a ricreare una magica atmosfera secentesca: violini barocchi (Fabio Lisanti e Gianfranco Lisanti), flauti diritti (Alessandro Nasello, Piero Cartosio), viola da braccio (Renato Ambrosino), viola da gamba (Nereo Luigi Dani), violoncello barocco (Pier Paolo Maccarrone), contrabbasso (Rosario Riso), tiorba e chitarra barocca (Silvio Natoli), organo (don Giovanni Lombardo), percussioni (Mariagrazia Armaleo).

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