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Un costume carnevalesco che merita Premio della Critica al Carnevale di Acitrezza: per la bimba Michelle Manna, maschera di Ausilia Patanè

- di Maria Teresa Prestigiacomo -

Acitrezza, Ct. Il Carnevale di Acitrezza e di Acireale sono tra i più famosi al mondo e con una tradizione che si perde nella notte dei tempi. Nonne, mamme, bambini, persone di tutte le età, sono intente, durante l’anno, tra le faccende quotidiane, ad ideare, pensare, creare e confezionare, i vestiti in maschera più significativi ed originali, per la festa, una delle più importanti, di Acireale e di Acitrezza che attira moltissime persone. Quest’anno, in sordina, causa pandemia ed in…facebook… con i like, le associazioni culturali, come il CSA Centro Studi di Acitrezza, presidente Antonio Castorina e “ ViviTrezza” con presidente Erika Corso, sono state impegnate( come dal 2017, con il sostegno del Comune, attento e vigile sulle tradizioni da perpetuare, nel tempo) ai concorsi per le più belle maschere. Lo scorso anno le Associazioni citate hanno avuto 100 maschere concorrenti, da valutare ed hanno regalato ad ogni bimbo, pergamena e medaglia; purtroppo, quest’anno solo una bambina è stata beneficiata del Premio, mentre lo scorso anno la terna dei Premi e un Premio Tecnico Artistico andava a consolare molti bambini e premiava anche lo sforzo delle famiglie.

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Noi abbiamo evidenziato come PREMIO DELLA CRITICA del giornale www.messinaweb.eu la maschera originalissima e degna di particolare attenzione, dell’artista Ausilia Patane’, creato per la nipote: Michelle Manna; la maschera si intitolava “ Di unni mi chiovi mi sciddica”, pertanto, evocava un proverbio siciliano, molto in uso tra i nostri nonni, che intendeva significare che non bisogna badare al giudizio della gente e farlo “scivolare” in senso metaforico, su di noi, nell’indifferenza. Di conseguenza, la maschera recuperava una memoria storica antropologico-culturale siciliana ma in originale contrasto, vi era l’adozione di materiali come la plastica trasparente ed alcune immagini che risultavano frutto di una accurata ricerca: mi riferisco alle immagini dei virus,( il costume era “anti- covid”) che stampati da ingrandimenti a colori, assumevano le sembianze di personaggi nuovi da cartoons. Tornando ai materiali usati dall’artista pittrice e scultrice Ausilia Patanè per la nipote: Cellophane, tantissime immagini relative al Coronavirus, buste di plastica, un cappello, un uccello di peluche, un ventaglio piumato, palloncini variopinti, un pezzettino di stoffa dipinta “arcobaleno” etcetera, un mix interessante che univa al segno, al significante, un significato attinto alla tradizione, ai proverbi della nostra Trinacria. Un costume originale, nuovo, una ricerca sottesa, un messaggio significativo. A questo punto, non potevamo non assegnare noi stessi, con il presunto permesso delle Associazioni che saranno ben felici della nostra pubblicità al loro meritorio lavoro, il Premio della Critica dal giornale www.messinaweb.eu per Ausilia Patanè e il suo costume “ Unni mi chiovi mi sciddica”.

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