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È stato un happening di quelli che non si dimenticano facilmente la presentazione del libro di Giuseppe Rando, Resistere a Messina.

LA REDAZIONE

È stato un happening di quelli che non si dimenticano facilmente la presentazione del libro di Giuseppe Rando, Resistere a Messina. Reportage, lettere, racconti e saggi critici (Pellegrini Editore, Cosenza 2020) nel Salone delle Bandiere del Comune di Messina.

Nonostante l’orario non proprio indovinato (le ore 10,30 del primo ottobre), giacché, nella mattinata, la maggior parte delle persone si trova in ufficio o comunque nel posto di lavoro, la presenza del pubblico era notevole. I lavori sono stati introdotti dall’avv. Silvana Paratore, elegante e precisa come sempre, che ha evidenziato, per rapidi tratti, il carattere innovativo del libro. Ma la relazione del professor Orazio Nastasi è stata, a giudizio unanime degli astanti, davvero superlativa: individuata, infatti, la chiave di lettura del libro nell’amore-conoscenza, da parte dell’autore, della città dello Stretto, dell’Università, della professione docente e della critica letteraria, il relatore ha squadernato letteralmente il libro rilevandone i punti di forza con citazioni puntuali e particolarmente illuminanti. Dal suo ampio, articolato discorso emergeva, peraltro, chiaramente l’intento costruttivo – non biecamente polemico né denigratorio – di Giuseppe Rando, il quale esalta, di fatto, a giudizio di Nastasi, la dimensione conoscitiva e formativa della letteratura nonché il nesso tra letteratura e vita, muovendosi nel solco delle più aggiornate acquisizioni estetiche ed ermeneutiche. Un filo rosso collega, insomma, secondo Orazio Nastasi, la rinascita possibile di Messina nel primo librino, il rinnovamento auspicato dell’Università nel secondo librino, l’ammodernamento improcrastinabile della didattica nel terzo librino, e la critica letteraria, antiformalistica, anti impressionistica e antibellettristica nel quarto librino: quello dell’amore della conoscenza di Giuseppe Rando, che produce, in ogni settore, scoperte eccezionali, come quella, per esempio, del costituzionalismo di Vittorio Alfieri, contro tesi tanto accreditate quanto surrettizie e infondate.

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La relazione del professor Nastasi è stata seguita da un applauso interminabile.

Altrettanto applaudito l’intervento della professoressa Laura Tringali, assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Messina, la quale ha esordito rilevando la validità del binomio amore-conoscenza, come facce della stessa medaglia, e ha concluso ricordando al pubblico di essere stata allieva del professor Rando: «La mia prima vita professionale si apre con l’Università e col prof. Rando – ha affermato con piacevole ironia – e si chiude con la nomina ad assessore e col Prof. Rando: ora, lui ed io partiamo sicuramente per altri traguardi circolari». Applausi senza fine.

Riprendeva, a questo punto, la parola l’avvocato Silvana Paratore per presentare, da perfetta conduttrice, il professor Rando, evidenziandone in particolare l’onestà intellettuale e l’anticonformismo nel presentarsi come «un pescatore prestato all’Università», in quanto proveniente dalle barche del Faro e non dai salotti dei potenti o dei politici. Anche la Paratore è stata sommersa da un mare di applausi.

Ha infine toccato le corde profonde del cuore e dell’intelligenza dei presenti l’intervento finale del professore Rando, il quale ha ringraziato tutti e si è detto felice di avere potuto dialogare in poco tempo con un gran numero di persone qualificate: «È vero, nel pubblicare il mio librone, sono stato mosso da una forte esigenza comunicativa, forse innata (se mi conosco almeno un poco), da un concomitante istinto pedagogico e da un insopprimibile, democratico impegno costruttivo. Con questo libro, tanto generoso verso il lettore quanto coraggioso nelle intenzioni dell’autore, credo di avere fatto la mia rivoluzione».

Il professore Pino Giaimi ha chiuso in bellezza con due acute notazioni.

 

Ultima modifica il Sabato, 02 Ottobre 2021 17:51
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