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Dalla Parte di giovani LA STORIA DEL DUOMO DI MESSINA Pietro Runci Quasimodo ( parte conclusiva del progetto “giornale”di Maria T. Prestigiacomo)

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Messina Il duomo di Messina è uno dei più antichi d’Italia. La sua costruzione si ritiene ultimata verso il 1150, in epoca normanna, ma la sua consacrazione avvenne il 22 settembre 1197, alla presenza dell’imperatore Enrico VI, figlio di Federico Barbarossa.

Da allora il duomo fu modificato più di una volta, fino al quel terribile 13 giugno 1943, quando finì sotto i bombardamenti americani: l’incendio che ne seguì porto alla distruzione del suo interno e di tutto l’apparato decorativo.

Oggi, il duomo di Messina è uno dei più belli e più completi al mondo; la sua visita inizia con i tre portali tardo-gotici. Il più importante è quello centrale: raffigura motivi religiosi e profani, scene quotidiane e agreste; fu realizzato fra il ‘300 e il ‘500.

Il portale di sinistra, del ‘400, indica una vergine benedicente, incastonata fra motivi animali e vegetali. Quello di destra, invece, presenta nella lunetta la figura di S. Placido. Oltre ai tre portali, la chiesa ne possiede due laterali, entrambi realizzati nel 1545.

All’interno, la pianta basilicale è scandita da due serie di 13 colonne. In fondo, nell’abside centrale, emerge l’imponente mosaico del Cristo Pantocratore (termine arabo che significa “benedicente”), ed è il baldacchino dell’altare maggiore. Dodici cappelle delle navate laterali sono occupate da statue raffiguranti i 12 apostoli.

Un grandioso organo polifonico, uno dei più grandi d’Europa, si compone di cinque tastiere, 170 registri e più di 16 mila canne.

L’altare maggiore è dedicato alla Madonna della Lettera, patrona di Messina, ed è adornato di marmi e rame dorato.

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