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Barcellona Pozzo di Gotto: Vittorio Sgarbi presenta il suo Caravaggio nel Teatro Mandanici

- di Marcello Crinò -

Sabato 5 novembre nel Teatro Mandanici è andato in scena Caravaggio, scritto e condotto dal critico e storico dell’arte Vittorio Sgarbi. Lo spettacolo è stato introdotto dal direttore artistico del Mandanici, Sergio Maifredi, il quale ha spiegato il senso di questo spettacolo, cioè raccontare la bellezza dell’arte, ed ha ricordato la possibilità del biglietto agevolato a sette euro per i giovani fino a 18 anni, proprio per favorire nei giovani l’esperienza teatrale.

Sgarbi ha proposto un affascinante percorso tra le opere del grande artista lombardo (1571-1610), rivoluzionario artista che precorse i  tempi e influenzò tutte le arti successive (non solo pittura, ma anche fotografia e cinema),  mettendo in relazione la sua vita e le sue immagini con quelle dello scrittore, poeta e regista Pier Paolo Pasolini (1922-1975). Lo spettacolo prende le mosse proprio dalle foto di Pasolini morto, in dissolvenza con le opere di Caravaggio, e l’audio del ricordo del poeta con la voce di Alberto Moravia. Proseguirà su questa linea, sulle molte somiglianze e irregolarità nella vita dei due personaggi, e sulle molte somiglianze tra i giovani soggetti dipinti dall’artista, come nel Ragazzo che suona il liuto, o il Bacchino malato, straordinariamente simili ai “ragazzi di vita” pasoliniani.

14910488 1421966747828573 6709481264039141903 nIl percorso di  Sgarbi si snoda attraverso quattro tempi, intercalati da intermezzi musicali al violino e al liuto, eseguiti dal vivo da Valentino Corvino, e con le immagini proiettate su uno schermo diviso in tre riquadri di varia dimensione. Passa in rassegna una selezione delle opere fondamentali dell’artista. Inizia con il Riposto dalla fuga in Egitto, il primo quadro religioso di Caravaggio, dove scardina gli schemi di tutte le precedenti opere col medesimo soggetto, così come nella Maddalena penitente, colta mentre s’addormenta, come in uno scatto fotografico, mentre la Vocazione di Matteo rimanda ad una scena cinematografica, con un forte squarcio di luce. Caravaggio ha detto Sgarbi, è stato il più grande pittore della realtà.

Si è poi soffermato sulle opere del periodo romano: La Madonna di Loreto, dove l’artista mostra il suo scetticismo sul volo della Santa Casa dalla Palestina a Loreto; La morte della Madonna, dove per modella utilizza una prostituta annegata nel Tevere, e poi una digressione sulla Natività perduta di Palermo, rubata e mai ritrovata, ed oggi ricollocata sull’altare in copia. Ed ancora il grande quadro di Malta, la Decollazione del Battista, e le opere siciliane, dal Seppellimento di Santa Lucia di Siracusa, ed anche qui Sgarbi trova strette analogie tra il corpo della Santa e il corpo di Pasolini morto, alle due opere messinesi, la Resurrezione di Lazzaro e l’Adorazione dei Pastori.  Mostra infine Sette opere di Misericordia di Napoli, sette storie concentrate in uno stretto vicolo, e l’ultimo quadro scoperto nel 1951, Giuditta e Oloferne, che Sgarbi, nel suo riferimento continuo all’attualità, mette in relazione con le drammatiche immagini dei tagliagole dell’ISIS.

Per oltre due ore Sgarbi ha tenuto alta l’attenzione dei mille spettatori del Teatro, proponendo una bella lezione di storia dell’arte, talvolta dai toni forti,  in un continuo rimando tra arte, fotografia, cinema, politica e religione.

La regia e le luci sono state curate da Angelo Generali, il suono da Andrea Balducci, la scenografia video è di Tommaso Arosio, la  produzione di PromoMusic.

Il prossimo spettacolo in programma al Teatro Mandanici, il 9 dicembre, è Il Lago dei Cigni, del Balletto di Mosca,  che abbiamo già visto a Barcellona con  La bella addormentata, su musiche di Cajkovskij.

 

Ultima modifica il Domenica, 06 Novembre 2016 18:30
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