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Messina - Settimana Teologica 2016. Lunedì 7 marzo, durante la solenne prolusione, il tema dell’umano come icona desacralizzata di Cristo.

- di Rachele Gerace -

Seguire Cristo per abitare l’umano è il tema guida scelto per la Settimana Teologica 2016, giunta quest’anno alla sesta edizione. Un percorso di riflessione accessibile non solo ai cattolici ma a chi, anche da non credente, vede nell’esperienza umana la via privilegiata per accedere al Divino; una prospettiva della teologia, dunque, in dialogo con le scienze umane.

Monsignor Tindaro Cocivera, delegato episcopale per il Laicato e coordinatore del gruppo di lavoro di questo evento, dopo gli indirizzi di saluto ha indicato nella scelta del verbo “abitare” tre rimandi legati al programma pastorale di Monsignor La Piana: la lettera “Camminate nella carità”, gli orientamenti pastorali decennali “Verso la Tua Parola guida il mio cuore” e le riflessioni per il biennio 2014/16 “Convergere in Cristo fulcro dell’humanum”, che hanno preceduto il convegno delle Chiese tenutosi a Firenze nel novembre scorso e sono stati una chiara esortazione a “guardare e servire l’uomo con gli occhi e il cuore di Cristo e contribuire alla promozione di un nuovo umanesimo”. “L’abitare - ha proseguito Monsignor Cocivera - ci spinge a lasciare spazio a Dio nella quotidianità, vivendo relazioni autentiche e condividendo l’umanità nella sua completezza”.

La prima serata ha visto la solenne prolusione del teologo Don Massimo Naro, Direttore del Centro Studi Cammarata di San Cataldo e già direttore della scuola di formazione socio-politica di Caltanissetta.

Attraverso un excursus storico dettagliato e arricchito da citazioni filosofiche ed esegetiche, Don Massimo ha parlato di come gli studi cristologici evolutivi abbiano ridisegnato concettualmente l’umanizzazione di Cristo in un rapporto di reciprocità dinamica di Dio con l’uomo. “Il verbo abitare - ha detto Don Massimo - assume una particolare accezione etimologica, implicando il concetto tenace e dinamico di seguire Gesù ovvero, come ci ricorda San Paolo, di stare in relazione con Gesù, rivestendoci di Lui”.

La rivisitazione della riflessione dualistica Dio/uomo - prosegue il teologo - con l’avvento della modernità, in seguito alle teorie evolutive di Darwin e dopo i tanti dibattiti conciliari che intendevano l’incarnazione del logos come essenza del divino nell’umano, interpreta questo dualismo considerando l’incarnazione come compimento dell’umano, secondo un adempimento trascendentale, cioè partendo proprio da ciò che è umano. L’essere umano riceve da Dio la vocazione di umanizzarsi sempre di più e da qui deriva l’antico linguaggio cristiano che ci presenta Gesù più come amico degli uomini, che come Figlio di Dio”.foto 1ric

In altri termini Dio è filosoficamente tutto ciò che è ma anche che non è. Un Dio che, rispetto ai popoli orientali che riconoscevano in alcune divinità l’essenza femminile e materna, nell’estremo atto d’amore di essere maternamente Padre realizza quella cheinosis, ossia quello svuotamento della propria pienezza che diventa estrema umanizzazione. “L’essere umano è posto da Dio come sua progressiva epifania: poichè Cristo è immagine del Dio invisibile Egli diventa verità dell’umano il quale, a sua volta, proviene dall’intimo di Dio. In questa prospettiva il logos abita l’umano e quest’ultimo s’innesta nel divino”.

Riportando l’intera riflessione alla dimensione dell’umano che deve essere vissuta da tutti noi cristiani, quella che Papa Francesco inquadra come missione di una Chiesa in uscita, don Massimo richiama la parabola evangelica del buon samaritano in cui, la propensione a prendersi cura dell’altro non ha una dimensione sacrale, ma segna il passaggio da una teologia pensata a una prassi teologica: chi ama Dio, ama anche il prossimo. Quella del samaritano è un’icona laica, che “ci riporta a un Dio che sconfina - conclude il teologo - in quel profano che è la capacità di abitare la strada e non più di stare rinchiuso in santuari di pietra”.

Abitare l’umano, dunque, vuol dire sperimentare l’impossibilità agapica di pensarsi da soli, seguendo Gesù nell’orizzonte di una prossimità laica e oltrepassando il limite dell’altro per vivere in lui una nuova conversione.

Il primo appuntamento della settimana Teologica è stato aperto da un momento musicale a cura della Cappella Polifonica della Cattedrale, diretta dal maestro Giovanni Lombardo.

Al termine della prolusione è seguito un interessante dibattito moderato dalla professoressa patrizia Salvatore.

Martedì 8 marzo, Don Gino Rigoldi e Maria Stella Barone ci aiuteranno a riflettere sul tema “Abitare la nostra vita per renderla più umana”. La tavola rotonda sarà moderata da Enrico Pistorino.

L’evento sarà trasmesso ogni sera in diretta streaming video del sito diocesano www.diocesimessina.it dedicata alla Settimana Teologica 2016.

Ultima modifica il Venerdì, 07 Ottobre 2016 17:33
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